Rovetta, Bergamo: partono da qui le origini di Laurent Bonadei, attuale commissario tecnico della Nazionale francese femminile. Una famiglia di emigrati quella dell’allenatore, seguito in lungo ed in largo per il mondo, sopratutto da papà Maurice, oggi stabile a Barcellonette, a 30 km dal confine con la bella Italia.
In Val Seriana (vallata lombarda), intanto, c’è chi parla di lui e chi, invece, non sa nulla della figura in questione; ancora vivo, però, il legame con la sua terra d’origine e con quelle radici tutte tricolore confermate dalla doppia cittadinanza franco-italiana.
Da subito Bonadei si è detto orgoglioso di allenare le Blues, ma come è arrivato sulla panchina transalpina? Prima la lunga parentesi come calciatore nel Grenoble con cui ha firmato il primo contratto da professionista, poi – appesi gli scarpini al chiodo a Tolone nei primi anni 2000 – l’inizio di una intensa carriera da coach; è stato, però, il grande cammino in Arabia Saudita al fianco dell’ormai ex CT francese Hervé Renard a portarlo in prima linea nella supervisione del gruppo women appena qualificato al mondiale che si terrà il prossimo anno in Brasile: tanta, infatti, la fiducia risposta in lui nel 2024, anno in cui è ha iniziato a vestire tale ruolo dopo l’esperienza come vice.
Bonadei di calcio ne sa eccome! Durante la sua esperienza nel settore giovanile del Paris Saint Germain (2013-2015) ha potuto plasmare alcuni dei profili più prolifici e conosciuti nel panorama calcistico odierno: tra questi Adrien Rabiot, Moussa Dembélé, Kingsley Coman, Mike Maignan; ecco perché la guida tecnica è tra le più stimate in Francia per il gran lavoro di transizione dei giovani calciatori verso il professionismo.
Prendendo in considerazione i risultati della sua gestione “al femminile”, archiviati i primi test amichevoli con Giamaica, Svizzera, Nigeria e Spagna, Bonadei ha registrato un 2025 degno di nota con 6 vittorie su 6 nella fase a gironi della Nations League, utili ad una qualificazione anticipata alle semifinali della competizione; non è finita qui, però: arrivata l’estate dello stesso anno, è stato testimone del percorso a UEFA Women’s EURO in Svizzera, terminato con lo stop ai quarti di finale davanti alla Germania.
Che il 2027 possa fare da riscatto a tale delusione? L’obiettivo Coppa del Mondo, intanto, è stato centrato grazie ad una stabilità al primo posto nel gruppo appartenente (14 la quota punti totale data dai risvolti positivi su Irlanda e Polonia e sul pareggio con l’Olanda); resta solo da vedere come andrà. Una cosa è certa: un pezzetto d’Italia è già presente in Sud America!






