Per la rubrica “A pranzo con l’Ospite” abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Diana Bellucci, personaggio di spicco nel movimento femminile nonché ex calciatrice e calcettista, che ricopre anche il ruolo di CT della  Nazionale di calcio delle Parlamentari.
 
“La Nazionale Parlamentari nasce con l’intento di sensibilizzazione al movimento femminile. Questa squadra, che purtroppo è ferma dalla pandemia e con la quale speriamo di riprendere al più presto, ha dato una grande spinta al professionismo. L’esperienza con loro è stata straordinaria. La Nazionale ovviamente coinvolge parlamentari di ogni schieramento ed è davvero bello vederle mettersi in gioco sempre con grande entusiasmo. E’ davvero un privilegio allenarle”.
 
La Bellucci è anche in prima persona al fianco dell’ Assocalciatori e a riguardo dice: “L’AIC, con la nostra vice presidentessa Sara Gama, ha giocato un ruolo fondamentale nell’avvio al professionismo. Una battaglia vinta con grande sacrificio di tutti/e. Ad oggi la sfida, in sinergia con la FIGC, è quella di sviluppare maggiormente la base di questo movimento attraverso anche e soprattutto progetti all’interno delle scuole. Crescere nelle competenze e nei numeri, rendere i campionati giovanili più performanti al fine di preparare le nostre ragazze agli standard delle altre nazioni europee e potenziare le strutture che accolgono le calciatrici. Questi sono solo alcuni degli ambiziosi progetti che ci stiamo ponendo”.
 
Nel Lazio, invece, la classe ’86 romana, è Coordinatrice del Settore Giovanile e Scolastico FIGC: “Le iniziative, oltre l’ordinario, che stiamo svolgendo nel Lazio sono la riprova della volontà di spingere  ragazzi e ragazze a fare più esperienze di campo possibili. Attraverso attività adatte alle loro esigenze, infatti, possiamo tarare quella che è la realtà del territorio che mutando di continuo ha la necessità di essere ascoltato. Paradossalmente quello che ci impegna di più è creare la sinergia con gli adulti. Il discorso è molto ampio, dovremmo parlare della carenza delle infrastrutture, dei costi che ha un club e quelli che devono affrontare le famiglie. Soffermiamoci sul calcio giocato che presenta differenze sostanziali rispetto a qualche anno fa. I ragazzi e le ragazze giocano pochissimo per diversi fattori, pochi allenamenti e partecipazione ad altri sport o attività, ad esempio, se a tutto questo aggiungiamo la forte pressione degli adulti nel voler vedere nel proprio figlio o nel tesserato tutte le competenze calcistiche con le poche ore di esperienza che questi/e svolgono i rischi sono accelerazione del processo di crescita e abbandono. Ecco perchè con il mio staff vogliamo e proviamo ad essere il più possibile presenti sul territorio, per fornire ulteriori attività ai nostri giovani e per educare gli adulti ad una cultura sportiva diversa. E’ un compito molto arduo e lento ma con azioni di sistema credo potremmo raggiungere degl’obbiettivi importanti”.
 
Sui tanti corsi presenti per formare giovani tecnici la Bellucci, invece, chiosa: “Formare gli adulti attraverso i nostri corsi, per poi poterli avviare ad una qualifica Uefa, rientra in uno dei nostri obbiettivi. Sentiamo forte la responsabilità perchè sappiamo che poi saranno educatori-istruttori nei settori giovanili dei club. Affidare i nostri giovani alla giusta risorsa umana viene prima ancora delle competenze calcistiche che possiede o che potrebbe acquisire attraverso le varie qualifiche”.
 
La chiusura è sull’attenzione su futsal e al beach soccer: “Il futsal e il beach sono un po’ il nostro fiore all’occhiello. Abbiamo lavorato tantissimo su questi due fronti da un’anno e mezzo a questa parte“.
Per il futsal abbiamo inserito persone specifiche di questa disciplina e crediamo fortemente che possa essere propedeutico al calcio come il calcio lo possa essere per il futsal. Da questa stagione si è aperta la possibilità ai club di iscrivere i propri ragazzi alla doppia attività quindi sia a calcio che a futsal. Questo deve essere il futuro. Tanto gioco e tante esperienze possono far divertire i nostri giovani calciatori e ampliare il loro bagaglio tecnico-tattico. In molti paesi europei, ma soprattutto sud americani, è qualcosa di naturale giocare durante la settimana ad entrambe le discipline”.
“Per non farci mancare nulla abbiamo aperto ormai da qualche anno come Figc all’area beach soccer. Come coordinamento del Lazio abbiamo ufficializzato, da pochi giorni, sia l’area maschile che femminile. Ci poniamo l’obiettivo di coinvolgere i club anche nei periodo estivo coinvolgendo i ragazzi e le ragazze in un’attività che permette loro di divertirsi, di crearsi delle nuove opportunità e di non terminare il loro processo di crescita tecnico e umano.  Tra tutti questi ragazzi mi auguro che qualcuno possa realizzare il proprio sogno di diventare un calciatore o una calciatrice professionistica, purtroppo i numeri dicono sono molti più coloro che non ci riusciranno. Per questo creare esperienze di vita attraverso il gioco del calcio, del futsal o del beach ci auguriamo permetta loro di crescere come cittadini attraverso i forti valori che questi sport possiedono e possano poi loro un giorno da genitore accompagnare i loro figli in questo nuovo processo culturale che dobbiamo assolutamente raggiungere”.