Tony Gustavsson, il nuovo allenatore delle Matildas, ha affermato che ha intenzione di costruire il suo progetto sullo spirito combattivo delle australiane, puntando su una maggiore enfasi nella gestione del gioco per riuscire a vincere tutte le partite più importanti.

L’allenatore svedese attingerà alla sua esperienza maturata durante il suo periodo come vice-allenatore della nazionale femminile degli Stati Uniti d’America.

Le Matildas, n°7 al mondo, sono note come la rivelazione degli ultimi anni, ma hanno ora l’obbiettivo di sigillare definitivamente il loro status a livello mondiale vincendo una Coppa del Mondo o una medaglia olimpica.

Gustavsson, doppio vincitore della Coppa del Mondo femminile come assistente allenatore di Jillian Ellis, ha affermato: “Ho partecipato a molti tornei e so che qualsiasi squadra può vincere quando gioca bene, ma si tratta di vincere anche quando non giochi bene. Quindi in questa prospettiva la gestione del gioco sarà fondamentale. Ci saranno momenti in cui non giocheremo bene e sarà la gestione del gioco che abbiamo costruito a venire in nostro soccorso”.

“Un altro tassello di massima importanza è la convinzione di avere qualità sufficienti per battere chiunque in qualsiasi giorno, anche se abbiamo momenti difficili o anche se siamo sotto di un goal… dobbiamo avere massima fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità”.

Gustavsson ha allenato le americane contro le Matildas in più occasioni e ha detto che ha visto spazio nelle sue nuove atlete per migliorare sia in attacco che in difesa, ma ha anche sottolineato che costruire uno stile di gioco ad alto ritmo sarebbe la chiave del suo approccio.

Lo svedese ha poi affermato che il suo obbiettivo principale sarà quello di aiutare le sue ragazze a raggiungere il loro pieno potenziale ed espandere al meglio la “generazione d’oro” australiana che ha sfornato atlete del calibro di Sam Kerr, Caitlin Foord ed Ellie Carpenter.

“C’è molto potenziale e queste ragazze hanno già dimostrato le loro qualità”, ha detto Gustavsson.

“Ma penso anche che insieme possiamo raggiungere il livello successivo e, insieme a quello, coinvolgere anche la prossima generazione”.

Photo Credit: The Women’s Game

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