Tra gli spettatori del derby londinese della Women’s Super League andato in scena lo scorso weekend c’era anche Madonna. La popstar americana ha assistito alla sfida tra il Tottenham Hotspur Women e il Chelsea FC Women, gara conclusa con la vittoria delle Blues per 2-0. Una presenza che ha attirato l’attenzione, ma che racconta soprattutto qualcosa di più ampio: il calcio femminile è ormai un evento capace di richiamare pubblico trasversale, celebrità comprese.
La cantante era a Londra per assistere al match delle sue figlie, Estere e Stella, impegnate con l’Under 14 del Tottenham ed è poi tornata allo stadio domenica per seguire la prima squadra. La formazione londinese, sconfitta nell’ultimo turno, resta quinta in classifica dopo non essere riuscita a capitalizzare l’avvio incoraggiante di gara.
Madonna ha seguito il match dagli spalti con atteggiamento partecipe. Nessun evento promozionale, nessuna passerella costruita: semplicemente una domenica di sport. Eppure il valore simbolico è evidente. Se una delle artiste più iconiche degli ultimi quarant’anni sceglie di trascorrere il proprio tempo libero a una partita di campionato femminile, significa che quel campionato è ormai entrato stabilmente nel panorama culturale internazionale.
Un movimento che accelera
La Women’s Super League è oggi uno dei tornei più competitivi e strutturati al mondo. Gli stadi si riempiono con maggiore continuità, la copertura televisiva è cresciuta e il livello tecnico si è alzato sensibilmente negli ultimi cinque anni. Ma il fenomeno non è solo inglese.
Secondo stime internazionali, la base globale di tifosi del calcio femminile potrebbe superare gli 800 milioni entro il 2030, con una crescita intorno al 38% rispetto ai livelli attuali. Un dato che proietterebbe il movimento tra gli sport più seguiti al mondo, con una forte componente di pubblico femminile.
Anche sul piano economico i segnali sono concreti. I principali club femminili europei hanno superato complessivamente i 150 milioni di euro di ricavi in una singola stagione, con un incremento di circa il 35% su base annua. A trainare non sono soltanto gli incassi da stadio, ma soprattutto sponsorizzazioni e accordi commerciali sempre più strutturati.
In Spagna, la Liga F sta consolidando la propria crescita in termini di pubblico e visibilità. In parallelo, la FIFA ha rafforzato i programmi di sviluppo dedicati al calcio femminile, puntando su investimenti giovanili e ampliamento delle competizioni internazionali.
Non più fenomeno emergente, ma realtà consolidata
La presenza di Madonna sugli spalti diventa così una fotografia di un cambiamento culturale. Fino a pochi anni fa una partita di campionato femminile difficilmente avrebbe attirato un’attenzione simile. Oggi invece è normale vedere stadi importanti ospitare gare di cartello, con pubblico variegato e crescente.
Il calcio femminile non è più raccontato come semplice “alternativa” a quello maschile, ma come prodotto sportivo autonomo, con identità propria, dinamiche economiche specifiche e una comunità di tifosi in espansione. Restano sfide legate alla sostenibilità finanziaria e alla distribuzione delle risorse, ma la traiettoria è chiara: crescita strutturale, maggiore professionalizzazione e consolidamento mediatico.
E forse proprio questo è il dato più interessante della domenica londinese. Non tanto la celebrità in tribuna, quanto il fatto che la sua presenza non appaia più straordinaria in quanto calcio femminile, ormai, è semplicemente uno degli appuntamenti sportivi centrali del nostro tempo.






