Il suo sguardo dice tutto: la ragazza non le manda a dire e ha il sorriso di chi sa di poter combattere molte battaglie.

Ma non è sempre stato così: c’è stato un momento, per Aitana, in cui il suo 1,61 di statura la rendeva insicura; si immaginava in campo di fronte all’avversario e temeva che il suo fisico l’avrebbe ostacolata.
Poi quegli avversari, anche i migliori del mondo, li ha incontrati davvero e ha scoperto che la statura non decide il destino di nessuno.

“Ma tutto questo arriva da lontano: ho iniziato giocando con i ragazzi a scuola, e loro mi insultavano. Ma non ho mai lasciato che mi si mettessero i piedi in testa: di fronte a un insulto ho sempre ribattuto più forte, se mi colpivano rispondevo. Ecco come sono diventata quella che sono: competitiva, ambiziosa e di carattere”.