Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

È la Svezia ad aggiudicarsi la prima del viaggio verso il Mondiale 2027 giocata contro l’Italia. Entrambe inseguitrici del grande torneo citato insieme a Danimarca (prossima avversaria tricolore) e Serbia, ma con un divario evidente sul campo, rappresentano realtà che, non solo in casi come questo, sono solite accendere la fiamma della contesa.

È bastata la firma di Angeldahl (S) nel primo tempo a segnare la contrapposizione; grande fatica per la locale, invece, nell’azione di contenimento del pressing gialloblù. Di seguito le pagelle stilate dalla nostra redazione riferite alla formazione casalinga della giornata archiviata.

GIULIANI: 6 – Fa il suo, senza lode. Ancora ben visibile l’impronta emotiva lasciata da quel goal nordico subito, la cui traiettoria l’ha quasi resa urlo di Munch.

DI GUGLIELMO: 5 – Rispetto ad altre volte, risulta evanescente. Alterna spunti pressoché positivi ad errori banali (vedi fallo su Bah costato il primo giallo della serata), faticando a liberarsi e liberare da diretti rivali.

LINARI: 6,5 – La punizione con conclusione fuori di poco del 6’, la pezza su alcuni punti sopratutto nei primi 45, l’atteggiamento di chi dà tutto già con quel “l’Italia chiamò, si!”. Amministra la sua area con poco affanno, ma patisce comunque il pressing ospite.

GIUGLIANO: 5,5 – Non fa nulla di trascendentale, “spezzando” i messaggi ai quali ha abituato. Vero che prova ad accompagnare in modo pulito le azioni azzurre sfruttabili (pallonata involontaria sulla difesa svedese a parte, N.d.R), ma non si rivela un “plus” nonostante la buona volontà. (84’ DRAGONI: murata da Andersson sul finale, dimostra quanto la sua capacità tecnico-tattica e mentale avrebbe potuto cambiare le sorti del match se fosse stata una scelta non da chiusura).

CANTORE: 6,5 – L’esperienza USA si vede tutta, c’è, però, bisogno di manforte in appuntamenti come quello andato in scena e non l’ha poi così tanto avuta. Buono lo spirito che al 56’ la porta a sfoggiare un tiro  troppo centrale per impensierire l’estremo difensore opposto. (61’ PIEMONTE: entra aggressiva e pensa subito all’incornata. Una buona mezz’ora quella della attaccante della Lazio che sa come dare un piccolo “guizzo” alla gara).

SEVERINI: 5,5 – Una protesta le costa l’ammonizione quando già la situazione circa la performance Azzurra non è delle migliori. A salvarla dalla insufficienza piena un accompagnamento nella norma connesso. (74’ GREGGI: poco spazio per riuscire a smuovere qualcosa e dare un giudizio).

BONANSEA: 5 – Performance opaca, inoltre il calcione ingiustificato dato a Rolfo al 79’ non giova alla sua prestazione. Sottotono rispetto alla norma, si percepisce poco la sua presenza sul verde. Unica nota positiva lo spunto di testa a sfiorare il palo a -20 dalla fine. (84’ GIRELLI: l’unica cosa che riesce a mettere in saccoccia italiana è un ulteriore giallo post spintone a Zigiotti Olme. Il resto non si può valutare per via del frame sul rettangolo troppo ristretto).

OLIVIERO: 6,5 – Accanto alla voce “Elisabetta” la dicitura “converti pericoli”. La classe ‘97 appare preziosa per aggiungere un pizzico di densità ed imprevedibilità alla manovra offensiva; la giusta (ma sempre troppo poca) quantità di benzina utile alla squadra per il pieno di fiducia e per ritrovarsi.

CARUSO: 6 – Efficace nel blocco in pressing; al 33’ prova la svirgolata volante da fuori area, che la colloca tra i profili leggermente più interessanti della giocata.

LENZINI: 5 – Appannata, tenendo conto dei suoi standard. Può fare molto di più.

CAMBIAGHI: 7 – Lotta e non si risparmia mai. Brava anche nelle giocate spalle alla porta, propositiva fino all’ultimo minuto di gioco (merita menzione il clamoroso legno colpito prima della sua sostituzione che le nega la gioia del pari).

Al di là del proprio ruolo di schieramento, risulta in mostra per mix di lettura in anticipo ed impostazione. (61’ BECCARI: non impatta).

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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