Mentre il calcio italiano vive un polverone mediatico e dissotterra problemi nascosti sotto un metaforico tappeto ormai logorato dai tarli, negli Stati Uniti si parla di questo sport accentuandone il versante femminile, quello che in Italia è, per ancora troppe calciatrici coinvolte in questo settore, “dilettantistico” e di nicchia rispetto a quello maschile (malgrado, va sottolineato, i numerosi interventi anche in termini economici volti a migliorarne il valore, senza successo).
Si parla di Washington Spirit, dove l’Italia c’è e si esprime settimana dopo settimana in NWSL nelle giocate difensive di Lucia Di Guglielmo e negli strappi e inserimenti di Sofia Cantore; questa squadra ha però un altro po’ d’Italia che non si vede, poiché agisce all’esterno, e la protagonista è l’investitrice Assia Grazioli-Venier, nata a Roma e cresciuta a New York, la quale (famosa anche per le sue conferenze riguardanti l’emancipazione femminile) è stata intervistata dal media statunitense Front Office Sport, e ha appunto analizzato quelli che sono gli sviluppi del calcio femminile nel Paese a stelle e strisce soprattutto grazie a questo movimento.
«Qui, negli Stati Uniti, il calcio femminile ha reso possibile la crescita nella visibilità di quello maschile», queste parole sembrano, per tutte le appassionate e gli appassionati di calcio in Italia, una specie di ribaltamento di quanto avviene nello Stato in cui ci si ricorda ancora troppo bene dei mitici Mondiali del 1982 e si riguarda con nostalgia a quelli del 2006, l’ultima vera partecipazione di spicco degli Azzurri, ma non delle epopee e delle Notti Magiche portate avanti dalle ragazze di Mister Soncin appena lo scorso anno.
«Quel che è certo negli Stati Uniti è che la MLS non può competere, almeno dal punto di vista maschile, con quello che è il calcio europeo, che in un certo senso non “rispetta” questo campionato. D’altro canto, invece, il calcio femminile qui negli States gode di grande rispetto a livello europeo, perché abbiamo talenti cristallini. Di fatto, c’è sempre una specie di tira e molla tra i Club quando una calciatrice può spostarsi da una parte all’altra della costa, e questo non succede in MLS», l’analisi di Grazioli-Venier non vuole paragonare le due facce dello stesso sport per sminuire l’uno o l’altro, in quanto punta a dimostrare come, con la giusta collaborazione, l’influenza dell’una nei confronti dell’altra possa portare a una crescita migliorativa e costante.
«Credo che stia avvenendo qualcosa che va oltre la semplice crescita del calcio in questo Paese, ma penso che ciò sia dovuto a un’evoluzione naturale di un qualcosa che sta già accadendo attorno alla costola femminile di questo sport. Dico sempre che gli eroi che non vengono mai menzionati sono i padri delle ragazze, perché sono loro coloro che hanno le figlie e che le portano a vedere queste partite, perché pensano che possano creare un legame con questo sport, uno sport che, una volta conosciuto, si scopre essere un’autentica meraviglia, e queste ragazze sono molto, molto talentuose», l’investitrice ha dunque affermato che l’evoluzione di questo fenomeno e di questo interesse attorno al calcio femminile nasce, quasi in una sorta di contrappasso, dalla passione dei padri, che cercano sempre di creare un legame tra le ragazze e questo sport e che diventano gli artefici e i motori che muovono questa passione. In altre parole, solo grazie alla collaborazione tra la passione che si trova nei padri, uomini, e quella che nasce pian piano nelle ragazze, donne, spesso sottovalutate e ritenute ancora “inferiori” in questo sport, si ottiene un movimento che funziona, che forgia talenti, che ne fa sprigionare, che dà forza e fiducia alle calciatrici e le aiuta a crescere dentro e fuori dal campo. Un’ottica romantica del calcio che, osservando quanto accaduto alla sponda maschile in Italia, si è persa e viene data per scontata.
In Italia bisognerebbe ribaltare quanto affermato dall’investitrice italo-americana e riconoscere che, se il calcio maschile e quello femminile lavorassero all’unisono con l’unico obiettivo di avere visibilità, riscontro e rispetto, forse non ci si ricorderebbe soltanto del gol di Alessandro Del Piero alla Germania dopo la ripartenza di Cannavaro e ci si ricorderebbe anche del gol a giro di Cristiana Girelli al Portogallo nell’ultimo Europeo, dove le ragazze, “non più dilettanti” da pochi anni, hanno fatto una vera impresa.






