La parità dell’andata è solo un lontano ricordo, perché quest’oggi, allo Stadium, ai quarti di finale di Champions League in palio è stato accostato un nome, quello di una realtà che ha saputo mostrarsi affamata di sogni e speranze, per un percorso più acceso che mai.
A contrapporsi sono state ancora una volta Juventus e Wolfsburg, l’ultimo atto tra le due – dopo il finale in equilibrio – per convincere e godere di una visuale ancor più ottimistica. Prima di capire chi è stata a conquistare il pass per la prossima tappa, da evidenziare negli “highlights” della contesa odierna la partenza “sprint” della squadra bianconera, in avanti col pressing: di Bonansea il rapido tentativo sinistro, ma nulla di concreto.
Ancora pericolosa la locale, pronta ad arginare le avversarie per mezzo del duo Beccari-Schatzer: poco incisiva la giocata, bloccata dalla difesa opposta. Dopo 18 minuti il primo squillo a favore ospite: proprio del Wolfsburg il vantaggio del giovedì sera, trovato da una letale Endemann. De Jong a “guantoni” – più che mani – vuoti. Botta e risposta tra le due nei frame seguenti, Bonansea-Salvai-Lenzini all’attacco. Prevale, però, il Wolfsburg nei primi 45’, vani anche i +2 in aggiunta per impensierire ulteriormente. Si va a riposo col sorriso tedesco.
Prova ad incidere nella ripresa la Juventus: continua la maledizione del legno (o quasi) per Stolen Godø e Capeta. Entrambi gli allenatori attingono a nuove fonti fresche, intanto a venti dal 90’ le neo subentrate Girelli e Vangsgaard provano a dare una scossa, senza risultato: ma che parità sfiorata!
L’ultima mossa “smuovi tabellino” arriva al 96’: non basta neanche l’incornata della 10 juventina e la proposta (deviata in corner) di Krumbiegel a fermare il raddoppio verde. Vince il Wolfsburg, si arresta, invece, il percorso nella competizione per la rosa di Max Canzi.






