Photo Credit: Giuseppe Fierro - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Un 2-2 da beffa finale per una gara da applausi: è quanto visto e vissuto in modo diretto dalla Juventus nella giocata di Champions di questo giovedì, valida per l’andata degli ottavi di finale della competizione. La rosa di Canzi, diviso il campo con il Wolfsburg (padrone dell’AOK Stadion) si è mostrato subito in avanti (6’) con la new entry Capeta, allungando, poi, con l’idea della stessa concretizzata da Vangsgaard (61’).

Quando tutto sembrava ormai pendere dalla fetta bianconera, però, ecco la rete accorcia distanze locale, che ha lasciato spazio, all’ultimo minuto, alla successiva e definitiva parità. Lo si può chiamare “big match”? Forse, visto il cuore che entrambe le squadre hanno posto e lasciato sul verde; da vedere, però, la reazione ospite.

Proprio post partita, infatti, nel consueto momento dichiarazioni, a mettere in chiaro le sensazioni collettive è stata Barbara Bonansea che ha raccontato: «Siamo sicuramente infastidite dal non essere riuscite a portare a casa la vittoria, ma sappiamo come vanno le cose in campo, può succedere di tutto fino all’ultimo istante. Siamo felici però della gara che abbiamo disputato, abbiamo giocato una grande partita; potevamo fare magari anche un altro gol nel primo tempo.

Penso che dobbiamo essere orgogliose di quanto fatto. L’attitudine e l’atteggiamento sono stati quelli giusti e dovremo riuscire a riproporli anche nel match di ritorno che ci attende in casa tra una settimana; mi aspetto una grande sfida anche all’Allianz Stadium. Non sarà semplice, ma il nostro obiettivo sarà quello di provare a vincere e conquistare la qualificazione».

Già giovedì la seconda chance per provare ad ottenere il biglietto per il viaggio quarti: quale sarà l’esito?

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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