Una Finale stellare quella della “UEFA Women’s Champions League” chiusa in grande stile, che si è vissuta a Torino nello Allianz Stadium della Juventus, di fronte ad un “caliente” pubblico che ha assediato i due anelli della struttura portando al record italiano di presenza. Tre voli charter ed oltre 40 autobus hanno raggiunto la capitale sabauda di prima mattina colorando strade e piazze di bleu-grana. I transalpini del Lione non sono stati da meno, vista la corta distanza, hanno completo gli spalti dando una prospettiva di spettacolo unica che nel Calcio Femminile, in forte crescita, non può che fare bene.

Il calcio ha unito tutti in questa calda giornata di Maggio, dove il termometro ha superato i trenta gradi, e lo spettacolo dentro e fuori dal rettangolo di gioco ha espresso il meglio della categoria. All’ingresso in campo del Barcellona lo stadio sembra tremare e pare di essere al “Camp nou”: bandiere, striscioni e cori inneggiano le loro beniamine coprendo letteralmente gli autoparlanti dello Stadium.

Prima del calcio di inizio vi è stata una spettacolare cerimonia di apertura che ha visto un centinaio di volontari esibirsi in centro campo, con i due stendardi delle società volteggiare tra giochi di fuoco ed evoluzioni pirotecniche che hanno reso ancora più unica questa stupenda finale.

Il Barcellona propone un 4-3-3 con Panos tra i pali, Torrejon-Paredes e Mapi Leon- Rolfo in difesa, Bonmati-Guijarro Gutierrez ed il capocannoniere Putellas Segura in centrale  e il tridente Hansen-Hermoso e Caldentey in attacco.

Mentre il Lione con lo speculare modulo (4-3-3) introduce in campo: Endler in porta,  Carpenter-Renard-Mbock e Bacha in difesa, Horan-Henry e Macario in centro campo, e Cascarino-Hegerberg e Malard in avanti.

Pronti, via, ed il Lione ci prova da fuori area con un tiro che vola alto sulla porta difesa da Panos; prologo della rete del vantaggio che giunge dopo appena sette minuti nata da una azione di Amandine Henry, capace di entrare in area e lasciare partire un destro a giro nel sette della porta delle bleu-grana.

Il pubblico spagnolo si fa sentire, Carpenter per il Lione è costretta ad uscire dopo appena quindici minuti per una brutta botta al ginocchio, e la gara prosegue a ritmi altissimi con scambi di fronte molto veloci. I tre passaggi il Barcellona si trova fronte porta avversaria, ma il Lione chiude bene gli spazi e blocca ogni incursione, per una partita di ottimo livello fisico. Al 24’ il Lione entra in profondità con Bacha che mette una superlativa palla centrale per la testa di Ada Hegerberg che segna il 2 a 0.

Le campionesse in carica accusano il colpo e nonostante un buon possesso di palla con verticalizzazioni precise soffrono sia il gran caldo che la pressione transalpina. Al 32’ altra azione che lascia di stucco Panos: in un batti ribatti sotto porta, con la difesa bleugrana immobile, Catarina Macario infila la sfera ancora in rete lasciando il pubblico del Barcellona prendere atto che quest’ oggi l’ Olympique Lione è entrato in campo per il riscatto. Allo scadere di tempo Alexia Putellas mette a segno la rete che lascia ancora aperte le speranze della “rimuntada” per un gol che dopo i primi quarantacinque minuti segna l’unico tiro verso la porta del Lione.

Ripresa che parte sempre con molto dinamismo e grande compattezza fisica, il Barcellona colpisce una traversa piena, con il portiere del Lione in rientro, sfiorando la rete. Il pubblico catalano prosegue a caricare Putellas e compagne e le campionesse sembrano apprezzare mettendo sul campo più grinta della prima frazione di gioco. Al 76′ è ancora il Lione, con Mbock, a sfiorare il palo alla destra di Panos ma il risultato non cambia.

Le ragazze di Sonia Bompastor, che su questo campo furono sconfitte dalla Juventus nei quarti di andata, amministrano campo e risultato: proprio in virtù del ricordo bianco-nero in questo stadio, e chiudono spazi e tiro ad ogni azione pericolosa delle avversarie.

Si chiude una sfida che incorona le Francesi campionesse di questa edizione difronte ad un stadio da quasi tutto esaurito che ha dimostrato quanto può essere competitivo e stimolante assistere a gare “al femminile” dove le ragazze, nonostante un caldo afoso e temperature record, hanno saputo evidenziare buon gioco e grande agonismo.

Il Lione che dopo la battuta di arresto dello scorso anno, conquista con merito per l’ ottava volta la “Uefa Champions League” diventando sempre più la numero non solo Europea ma Mondiale.

Credit Photo: Andrea Amato

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.