La prima stagione delle nuova fase campionato a 18 squadre della UEFA Women’s Champions League ha segnato un importante passo avanti per il calcio femminile. La sostituzione della classica fase a gironi con la nuova fase campionato ha reso le partite più combattute, significative ed entusiasmanti sin dal calcio d’inizio, aumentando sia il livello competitivo sul campo che il coinvolgimento fuori dal campo. “Quello che abbiamo visto finora in questa stagione è esattamente quello che speravamo: dinamismo, imprevedibilità, rimonte, esordienti che lasciano il segno e scontri al vertice tra grandi squadre”. Nadine Kessler, direttrice UEFA per il calcio femminile
Un ambiente più dinamico e competitivo
In 54 partite, il nuovo format ha regalato 181 gol e ha visto protagoniste giocatrici provenienti da 41 nazioni. Ogni partita è stata decisiva, poiché le qualificazioni e i piazzamenti per la fase a eliminazione diretta sono rimasti in bilico fino al fischio finale della sesta e ultima giornata. Con il 54% delle partite terminate in pareggio o decise da un solo gol, in netto aumento rispetto al 27% registrato nella stessa fase della scorsa stagione, le partite sono state anche più aperte, dato che nel 54% dei casi entrambe le squadre hanno segnato, rispetto al 38% del 2024/25, contribuendo a un totale di 181 gol con una media di 3,35 a partita.
Sebbene la natura offensiva della competizione sia rimasta invariata, la qualità delle partite è aumentata notevolmente: il margine medio di vittoria è sceso da 2,88 gol a 1,98. Anche segnare per primi non è più determinante: ciò che prima garantiva una percentuale di vittorie dell’88% ora porta alla vittoria solo nel 61% dei casi, sottolineando la maggiore competitività delle partite, cambiamenti più significativi nell’andamento delle stesse, più frequenti ribaltamenti di risultato e vittorie in rimonta in tutta la fase campionato
Nadine Kessler, direttrice del calcio femminile UEFA, ha dichiarato: “Quello che abbiamo visto finora in questa stagione è esattamente quello che speravamo: dinamismo, imprevedibilità, rimonte, esordienti che lasciano il segno e scontri al vertice tra grandi squadre”. “La UEFA Women’s Champions League sta consolidando la sua storia venticinquennale e rafforzando la sua posizione di riferimento mondiale nel calcio femminile per club. Siamo orgogliose di vedere i tifosi di tutto il mondo abbracciare la competizione, i suoi club e le giocatrici di riferimento in numero ancora maggiore rispetto al passato”.
Anche gli scontri al vertice sono arrivati presto, con la fase campionato che ha visto la ripetizione di due finali e quattro semifinali delle edizioni precedenti, incontri che in passato erano riservati principalmente alle fasi finali. “Questo nuovo format è ancora più stimolante perché ci sono più incontri tra club storicamente vincenti e famosi”. Alexia Putellas, capitana Barcelona
Nella prima giornata, le otto volte campionesse dell’OL Lyonnes hanno affrontato le campionesse in carica dell’Arsenal, dopo la sfida in semifinale della passata stagione. Mentre l’Arsenal era uscito vittorioso da quella sfida, questa volta è stata la squadra francese a ribaltare la situazione, conquistando una vittoria schiacciante sulle detentrici del titolo. Nella quarta giornata, Chelsea e Barcelona hanno scritto un altro capitolo della loro rivalità sfidandosi nuovamente dopo la semifinale della passata stagione; questa volta la sfida si è conclusa con un pareggio per 1-1.
Alexia Putellas, capitana del Barcelona, ha detto: “Il nuovo formato della UEFA Women’s Champions League mi piace. Penso che in questa competizione si affrontino sempre squadre di alto livello, perché devono essere davvero forti per qualificarsi”. “Questo nuovo formato è ancora più stimolante e interessante perché ci sono più incontri tra club storicamente vincenti e famosi”.
Opportunità e visibilità per più club
Il girone unico ha inoltre ampliato l’esperienza ai massimi livelli. I club esordienti ed emergenti si sono messi subito alla prova contro squadre appartenenti a tutte le fasce del calcio europeo. “Non si tratta più di giocare due volte contro la stessa squadra, sia in casa che in trasferta, ma di essere concentrate e determinate in quel momento, perché sai che non giocherai più contro quella squadra”. Georgia Stanway, centrocampista Bayern München
Le squadre di quarta fascia sono cresciute grazie alle sfide contro squadre più forti, conquistando una media di 1,1 punti a partita nel nuovo format, rispetto agli 0,6 della scorsa stagione nella vecchia fase a gironi. Probabilmente l’emblema di questo nuovo sistema, che ha messo in luce la competitività e l’imprevedibilità della fase campionato, è stato un club esordiente come l’OH Leuven: il club francese, infatti, ha strappato punti preziosi a squadre ben più affermate, influenzando la lotta per la qualificazione e guadagnandosi un posto negli spareggi.
La struttura ha garantito a ogni club visibilità e influenza, caratteristiche distintive di un formato progettato per ampliare la partecipazione ‘significativa’. Julie Biesmans, centrocampista dell’OH Leuven, ha spiegato: “Penso che per squadre come la nostra il nuovo formato sia davvero interessante, perché si gioca contro avversari diversi. Quando c’è una fase a gironi, si può immaginare già chi finirà primo o secondo”. “Penso che questo ci abbia dato maggiori possibilità di passare il turno, ed è proprio quello che è successo, anche se non ci avevamo pensato, non lo avevamo nemmeno sognato. Ma sì, è successo, ed è per questo che questo formato è davvero perfetto per noi”.
L’intensità non è mai calata. Nella sesta giornata, sette delle nove partite erano ancora decisive per la qualificazione, rispetto alle sole tre delle otto partite finali del girone della scorsa stagione, a sottolineare la tensione costante creata dal nuovo sistema. Georgia Stanway, centrocampista del Bayern München, ha detto: “Non si tratta più di giocare due volte contro la stessa squadra, sia in casa che in trasferta, ma di essere concentrate e determinate in quel momento, perché sai che non giocherai più contro quella squadra. Devi sfruttare al massimo i 90 minuti che hai davanti”.
La crescita del calcio femminile al di là del campo
Il successo sportivo della fase campionato è stato accompagnato da un’impressionante crescita dell’audience. Il numero complessivo di spettatori in diretta ha raggiunto i 13,5 milioni, un traguardo che era stato raggiunto solo durante la finale della scorsa stagione. Ciò equivale a una media di 2,25 milioni di spettatori per ogni giornata, con 44 emittenti partner che hanno trasmesso le partite in diretta in 207 territori. I tifosi di tutto il mondo hanno apprezzato l’elevata qualità della competizione, le giocatrici di punta e la trama sempre più imprevedibile del torneo.






