Alessia Russo 23 anni, gioca con il Manchester United ed è nel giro della Nazionale inglese da quando ne aveva meno di 15. “Lessi” il nome che le compagne le hanno assegnato poiché il suo gioco estroverso sembra emulare il suo idolo al maschile “messi”,  ha fatto letteralmente impazzire i tifosi delle Leonesse nella semifinale degli Europei femminili contro la Svezia.

Non tanto perché la sua fosse una rete decisiva per l’accesso alla finalissima, quanto per la sua bellezza, un colpo di genio che, nello sfuggire alle avversarie nell’area di rigore svedese, le ha fatto balenare la coraggiosa idea di tentare un colpo di tacco di spalle alla porta.

Il pallone che è passato tra le rivali ed ha sorpreso perfino il portiere con un tunnel sotto le gambe facendo esplodere di gioia i tifosi inglesi dello stadio dello Sheffield United, strappando  applausi meritatissimi. Un gesto atletico che per classe e inventiva ha ricordato quella dei campioni più talentuosi, mandando i tifosi in delirio. Dopo la rete di Beth Mead e il raddoppio di Lucy Bronze, parte così la festa inglese, consacrata ulteriormente dalla quarta e ultima marcatura di Kirby, un bel pallonetto che suggella il 4-0 finale per l’Inghilterra.

Alessia classe 1999 è la degna erede di un cognome legato al gol. Suo padre, Mario, ha l’onore di essere il capocannoniere di tutti i tempi del Metropolitan Police FC, un club originariamente composto da soli poliziotti. Oggi il suo orgoglio è un altro: avere una figlia che punta a una superstar in Inghilterra. Nella sua storia, al momento, è stata autrice della tripletta più veloce della storia della sua squadra e di aver segnato il grande gol di questo Europeo. I tifosi britannici chiedevano la sua proprietà già prima delle semifinali, ora, dopo la sua opera d’arte in Svezia, lo fanno con più ragioni. Resta da vedere se Sarina Wiegman la inserisce in un undici titolare che, per ora, si è sempre ripetuto.

 L’attaccante del Manchester United, che in questa stagione ha segnato nove gol in 22 partite di campionato, proviene da una famiglia di calciatori: suo padre ha instillato la passione per il pallone sia nella piccola Alessia che nei suoi due fratelli maggiori, Luca e Giorgio , e la loro madre, Carol, li ha sempre sostenuti.

All’età di cinque anni, l’attuale attaccante della nazionale inglese è stata presentata dal padre al West Farleigh FC, che ha allenato. Poi sono arrivati ​​Bearsted FC e Chelsea, con i quali ha vissuto la sua ultima fase di allenamento, arrivando ad allenarsi con la prima squadra nel 2016.

Già nell’autunno del 2017, Alessia Russo ha deciso di attraversare l’Atlantico per giocare nella US College League, unendosi ai Tar Heels della Carolina del Nord , con cui ha vinto il campionato. In quel “focolaio competitivo”, come lo ha descritto lei, ha coinciso con l’ormai anche internazionale Wubben-Moy e ha finito di sviluppare tutte le sue abilità calcistiche. Tuttavia, la pandemia di coronavirus l’ha rimandata in Inghilterra, dove ha firmato per lo United nel 2020-21.

Già a ‘casa’ sta mostrando tutto il suo potenziale. Nel novembre 2021 ha realizzato la tripletta più veloce nella storia della sua squadra in 11 minuti contro la Lettonia (20-0) e martedì il suo gol di tacco contro la Svezia nelle semifinali di Euro ha fatto il giro del mondo. Alessia vuole continuare a fare la storia domenica, nel gran finale di Wembley.

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.