Credit: AIA

“Ascoltare gli altri è ciò che davvero ci fa crescere. Sfruttate al massimo questa opportunità”. Con queste parole il Responsabile del Settore Tecnico, Domenico Celi, ha aperto ufficialmente il raduno “Talent & Mentor”, in programma venerdì 20 e sabato 21 febbraio a Coverciano. Nel corso del suo intervento ha sottolineato l’intensità e il valore dell’esperienza: “Saranno ventiquattro ore intense, fatte di confronto, collaborazione e passione”, invitando i partecipanti a conoscersi più a fondo e a vivere pienamente ogni momento del raduno. Un messaggio chiaro, centrato sull’ascolto e sulla crescita condivisa: “Non è l’esperienza a fare la differenza, ma la disponibilità ad ascoltare: ogni contributo è un’opportunità di crescita”.

Successivamente è intervenuto il Vice Presidente Vicario dell’AIA, Francesco Massini, che ha richiamato il valore simbolico e formativo di Coverciano: “Coverciano è la casa degli arbitri. Qui avete l’opportunità di crescere attingendo alle fonti più autorevoli del nostro movimento. Il Settore Tecnico è l’anima dell’Associazione e il punto di riferimento per il Regolamento”.  Massini ha poi rivolto un richiamo al senso di responsabilità e alla preparazione: “Voi dovete farvi trovare pronti, e noi abbiamo il dovere di mettervi nelle condizioni di esserlo. Voi siete il futuro dell’AIA, ed è per questo che il Comitato Nazionale investe su di voi. Valorizzate al meglio questa opportunità e date il massimo nelle prossime giornate di Campionato. Essere pronti è il senso dell’arbitraggio. Noi saremo sempre al vostro fianco per provare a realizzare i vostri sogni”.

Il Vice Presidente Vicario ha poi ribadito la piena solidità istituzionale dell’AIA. “Il Presidente Antonio Zappi non è decaduto e le notizie riportate da alcuni organi di stampa – ha continuato Massini – non rispecchiano la realtà dei fatti e non devono incidere sulla serenità e sull’impegno del gruppo. Di sicuro conoscendolo avrebbe voluto essere qui tra voi. Come dallo stesso dichiarato, presenterà ricorso al Collegio di Garanzia del CONI confidando, come tutti noi, in un riesame di tutta la vicenda. In conclusione, vi invito a vivere l’attività arbitrale con serietà ed entusiasmo, consapevoli di svolgere una delle esperienze più belle e formative, perseguendo con determinazione i propri obiettivi e coltivando i propri sogni”.

A seguire è intervenuta la Componente del Comitato Nazionale, Valentina Garoffolo, che ha evidenziato il coraggio di avviare, in questa Stagione Sportiva, un progetto innovativo sostenuto dalla Commissione Arbitri Nazionale di Serie D e dal Settore Tecnico, riconoscendo ai partecipanti il ruolo di pionieri della prima classe nazionale del Progetto “Talent & Mentor”. “Questa è l’AIA che ci piace. Lavoriamo per continuare a crescere e per valorizzare l’eccellenza dell’arbitraggio italiano”, ha affermato. I lavori sono poi proseguiti con gli interventi degli ospiti, che hanno arricchito il confronto con ulteriori spunti tecnici e formativi.

Gianluca Rocchi, Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B, ha guidato l’analisi dei filmati ponendo l’attenzione sulla capacità di riconoscere e leggere i momenti chiave della gara. Attraverso il confronto su diversi episodi, ha evidenziato come la vera crescita arbitrale passi attraverso la gestione delle situazioni ad alta intensità emotiva e tecnica. “Quando li capite, siete da categoria superiore. È proprio nella gestione di quei momenti che si misura la maturità arbitrale”.

Sul percorso di crescita si è soffermato Daniele Orsato, Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie C, che, partendo dalla propria esperienza personale, ha ribadito come la crescita arbitrale si costruisca step by step: “Non bisogna sognare la Serie A, ma la categoria superiore a quella in cui si sta arbitrando”. Un cammino progressivo, fondato su studio e motivazione costante, perché “il talento non basta senza sacrificio e miglioramento continuo”.

Stefano Braschi, Responsabile della CAN D, insieme al Componente Giuseppe De Santis, ha sottolineato come nell’arbitraggio sia l’atteggiamento a fare la differenza. “Alla qualità serve un atteggiamento adeguato. Un arbitro preparato deve entrare in campo con padronanza, sicurezza e lucidità, consapevole di dover dirigere la partita”. Successivamente, spazio alla gestione disciplinare preventiva con l’intervento di Francesco Bianchi, Osservatore Arbitrale UEFA, che ha approfondito il valore strategico del richiamo: “Non è un gesto marginale, ma lo strumento attraverso cui l’arbitro costruisce una struttura chiara e coerente per eventuali sanzioni disciplinari successive”.

Infine, Matteo Trefoloni, Istruttore FIFA, ha guidato i Talent in una prospettiva internazionale, proponendo un’analisi avanzata delle situazioni di gioco e portando gli standard richiesti ai massimi livelli. È stato posto il focus sull’evoluzione del ruolo arbitrale: il calcio cambia e, con esso, devono evolvere lettura e atteggiamento. “Ciò che viene richiesto a un arbitro è capacità di analisi, velocità di lettura e comprensione dei messaggi che i calciatori trasmettono”.

Nella giornata di sabato i Talent hanno preso parte a un video quiz articolato in una prima fase di analisi individuale, seguita da un confronto in gruppi di lavoro sulle medesime situazioni di gioco. Un’attività finalizzata ad affinare i criteri decisionali attraverso il dialogo e il confronto tecnico. I lavori sono stati coordinati dai Vice Responsabili del Settore Tecnico Daniel Amabile, Donato Caldarulo, Luca Ciancaleoni, Gregorio Dall’Aglio, Franco Longo, Giancarlo Rubino, Gianluca Vuoto e Mirko Zannier.

L’evento è stato organizzato dal Coordinatore Marco Falso, che ne ha curato con attenzione gli aspetti organizzativi e logistici. A chiudere il raduno è stato il Responsabile del Settore Tecnico, Domenico Celi, che ha rivolto ai Talent un messaggio chiaro e diretto: “Il raggiungimento degli obiettivi dipende dalla volontà personale e dalla capacità di fare qualcosa in più rispetto agli altri. Il talento è importante, ma ancora di più lo è la dedizione di chi cura il dettaglio e non si accontenta”.

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