Nell’ultimo campionato nazionale di beach soccer femminile a primeggiare è stata la Sambenedettese, al suo bis dopo il successo del 2019. La squadra rossoblù ha superato in finale per 2-1 il Napoli, alzando cosi lo scudetto nazionale di categoria. Nel club marchigiano presieduto da Giancarlo Pasqualini, e guidato dal tecnico Monica Barbizzi, una delle pedine di spicco è stata sicuramente Aida Xhaxho, calcettista classe ’93 in forza al Montesilvano ora Futsal Femminile Pescara. La laterale ha bissato il successo tricolore raggiunto un mese fa sul parquet con le abruzzesi, nella Serie A di calcio a 5, con la massima affermazione raggiunta sulla sabbia con la squadra capitanata da Cristina Olivieri. Abbiamo raggiunto la stessa Aida Xhaxho per una breve intervista.

Si tornava a giocare sulla sabbia dopo la pausa forzata causa Covid. Quanto ti è mancata questo tipo di competizione? Che ricordi hai dell’ultima manifestazione a cui hai partecipato?
Mi è mancato moltissimo. Il beach soccer lo associo al mare, all’estate, alla musica, agli abbracci dopo un gol, alle cene dopo allenamento. Giorni intensi a livello fisico, ma allo stesso tempo di spensieratezza e allegria. E questo è mancato molto a causa dello stop forzato”.

La tua passione per il beach soccer quando e come è iniziata?
“La mia passione è sbocciata più di 6 anni fa: giocavo a Firenze a calcio a 5 e sono stata contattata da Luigi Cicuto, presidente del Terracina Beach Soccer. Insieme abbiamo vinto due scudetti, partecipato a due Champions League in Portogallo e ci siamo tolti tante soddisfazioni. Mi sono innamorata subito di questo sport essendo amante del gioco al volo. Poi negli ultimi due anni ho ricevuto anche la chiamata del Grembach, squadra polacca, e in due stagioni abbiamo vinto due scudetti”.

Quando avete iniziato a lavorare in ottica campionato e come è stata la preparazione al campionato?
Molte mie compagne hanno iniziato gli allenamenti prima di me, io ero ancora impegnata con le finali scudetto di calcio a 5 e poi con la Nazionale. Ma appena terminato l’impegno con la Nazionale sono corsa a San Benedetto. La preparazione è stata molto buona a mio avviso, il mister ci ha preparato tatticamente, fisicamente e mentalmente a questa competizione. Avevamo tutti piena fiducia da parte della Società e questo ci ha permesso di allenarci nelle migliori condizioni”.

Come era formato il vostro gruppo e quali erano gli obiettivi del torneo?
“Un gruppo molto giovane, ma con tantissima voglia di fare! Io sono arrivata quest’anno, ma nel giro di pochi giorni mi sono sentita parte di un gruppo vero, che si allenava duramente in campo e si divertiva veramente fuori dal campo. Sapevo di essere arrivata nella società che deteneva il titolo italiano e quindi l’obiettivo era ripetersi naturalmente, ma in questo mese non ho mai sentito la società ribadire questo concetto e mettere pressione a nessuna giocatrice. Questo ci ha permesso di allenarci e giocare ogni partita con molta serenità”.

Nel girone d’apertura avete ottenuto il primo posto. Come è andata la fase iniziale?
Il primo posto è arrivato grazie al lavoro di tutti, dallo staff medico, alla dirigenza, ai mister e poi noi ragazze che ci abbiamo messo tutta l’energia che avevamo! Un altro fattore che a parer mio ha influenzato, in positivo, i nostri risultati è stato il pubblico: giocare sempre in casa, con i nostri tifosi ci ha dato quel qualcosa in più. Mentre correvo per calciare quel gol contro le Lady Terracina in semifinale sentivo tutta la tribuna gridare ‘forza Aida che lo fai’. Emozioni”.

Poi la finale vinta di misura. Che gara è stata quella con il Napoli?
Non volevamo sottolineare che il Napoli avesse una partita in meno sulle gambe perché non volevamo costruirci nessun alibi. Forse noi siamo arrivate più stanche avendo dato tutto nelle tre gare precedenti, ma non potevamo certo rinunciare a fare quello scatto o contrasto in più davanti ai nostri tifosi. E l’abbiamo fatto! È stata una gara intensa, con minuti di sofferenza in difesa, ma sapevamo già che sarebbe stata così. Avevamo visto che il Napoli aveva un bel gioco e delle ottime individualità. Eravamo pronte a soffrire, lottare e soprattutto giocare bene per difendere quel tricolore sul petto”.

Quali sono state le emozioni al fischio finale? E quelle alla premiazione?
“Io non avevo le forze nemmeno per esultare, non essendo uscita mai dal campo. Mi sono solamente buttata in ginocchio sulla sabbia e ammirato lo spettacolo. E che spettacolo! Ho visto le ragazze più piccole in lacrime, i dirigenti fare invasione di campo al fischio finale nel giro di due secondi. Mi sono rialzata, ho abbracciato forte il mister e tutte le mie compagne. E poi è partita la vera festa, foto, video, cori dei tifosi, mamma e papà sugli spalti. Un bellissimo spettacolo!”.

Come hai trovato il livello di questo campionato?
“Il livello è ogni anno più alto, ed è questo il bello! Squadre sempre più preparate e organizzate! È uno sport diverso dal calcio e del calcio a 5, lo strumento e gli obiettivi sono gli stessi, pallone e gol, ma la tecnica e la tattica va capita e amata! Ed è grazie a questo che il livello sale sempre di più, perché ci stiamo adattando al beach soccer e stiamo migliorando, noi giocatrici e gli allenatori”.

Che ricordi porterai dietro da questo torneo? Che atmosfera avete vissuto a San Benedetto del Tronto?
“L’atmosfera era perfetta e il ricordo che avrò sarà sicuramente stupendo! Colgo l’occasione per ringraziare tutti. Coach Barbizzi che mi ha contattato e insegnato tantissimo. Mister Oliviero per tutta la fiducia che ha riposto in me, e vedendo lui ho capito veramente cosa muove tutto ciò: la passione, credere fortemente in qualcosa! Il preparatore dei portieri Civita, sempre disponibile e super simpatico, troppo forte! Dajana, lo staff medico, Paolo, Dario e tutti quelli che lavorano dietro le quinte di questo bellissimo scenario! Un ringraziamento particolare va a tutte, tutte, le ragazze, una più speciale dell’altra ed ai i tifosi della Sambenedettese. Spero di vedervi presto e cantare ancora ‘i Campioni dell’Italia siamo noi’”.