Il portale Futsalplanet nei giorni scorsi ha svelato vincitori e vincitrici dei per i Jako Futsal Awards 2025. Ad imporsi nella 26ª edizione, dell’equivalente del Pallone d’Oro del calcio a 5, come miglior portiere del panorama femminile è stata Ana Carolina Caliari Sestari. La classe ’96 ex Pescara, perno della Nazionale, è stata intervistata successivamente dal quotidiano ‘Repubblica’ al quale ha dichiarato: “Non mi aspettavo in tutta onestà di vincere. Credevo che la nostra uscita ai quarti di finale del Mondiale avesse influito negativamente a riguardo”.

La calcettista classe ’96 è nata in Brasile ma è tornata in Italia, da dove erano partita i nonni alla volta del Sud America, nel 2014. Sui primi calci ad un pallone ricorda: “Scappavo di casa per giocare a calcio e quando segnavo i ragazzi si meravigliavano perchè subivano gol da una donna“.
Poi un momento che poteva allontanarla definitivamente dal pallone: “Inizialmente giocavo in attacco, poi ad 11 anni un incidente mi sono rotta il femore e il medico mi disse di non giocare più. Dopo essermi ripresa, pian piano, ho iniziato a giocare in porta per muovermi meno”.

Sestari, che si è presa la scena come numero uno del 2025 dopo un’annata di assoluto livello, sui giorni nostri, invece, purtroppo sottolinea: “Quando racconto di essere una calciatrice professionista alcuni ridono, ancora non c’è da parte di tutti questa concezione. Fortunatamente la mia famiglia mi ha sempre appoggiato, e a 14 anni mi ha lasciato andare via di casa per inseguire il mio sogno”.
La calcettista che nel 2025 con il Falconara ha alzato lo scudetto, per poi passare in estate alla Women Roma, sulla scelta del futsal invece rimarca: “Per me è stato sempre dinamico e divertente, anche se giochi in una squadra forte sei sempre dentro la partita e non sei soggetta a fare poche parate. Nel calcio a 5, poi, il portiere può togliersi anche la soddisfazione di fare gol e nel 2025 ne ho siglati 9″.

La numero uno della Nazionale, che si è distinta anche ai Mondiali nelle Filippine, in carriera 3 scudetti, 1 Coppa Italia, 2 Supercoppe italiane e 1 Coppa della Divisione. Sulla retribuzione salariale, invece sottolinea: “Guadagniamo poco più di un impiegato e dobbiamo lavorare per far si che gli sponsor ci possano notare. Nel frattempo mi sono laureata in scienze motorie ma non so cosa farò”.
In conclusione Sestari non ha nascosto un piccolo sogno: “Mi piacerebbe diventare mamma. Lo sport, però, ti da tanto e toglie tanto in termini di tempo, feste e riposi. Ora è difficile pensarci“.

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