Ho iniziato la stagione a livello lavorativo come preparatrice atletica del Leganes maschile, per poi cambiare e passare nello staff del recupero infortuni con l’Atletico Madrid”. A raccontarcelo è stata Claudia Brandolini, con una vita divisa tra campo e parquet che da un anno e mezzo vive in Spagna e sulla sua scelta ci dice: “Sono contenta. Mi piace tanto lavorare in un ambiente del genere che trovo molto stimolante, tutti i giorni si impara qualcosa di nuovo ed era quello che volevo fare. Sotto questo punto di vista sono soddisfatta perchè sono sempre stimolata. Spero che un giorno anche nel calcio 5 si possa arrivare ad ottenere questa professionalità”.
Calcio a 5 che è nel presente di Claudia che gioca nel Mostoles, nella Serie A spagnola. Sull’esperienza iniziata questa stagione la calcettista ci confessa: “Sono molto contenta, penso che abbiamo una squadra molto interessante, giovane con molto talento. Possiamo arrivare lontano perchè possiamo crescere tanto in prospettiva. Qui forse si lavora meglio sullo sviluppo del talento della giocatrice giovane che è in fase di crescita. In campionato stiamo facendo bene e a livello personale spero di poter dare sempre il mio apporto”. 

La classe ’92 originaria di Pescara torna poi sulle ragioni del trasferimento in Spagna evidenziando: “L’anno scorso la decisione è nata perché volevo fare un master qui, per dare continuità agli studi che avevo fatto in Italia. Il mio sogno è sempre stato quello di lavorare in un club professionistico, allo stesso tempo non volevo smettere di giocare continuando la mia carriera calcistica”.
Claudia poi continua spiegando: “Forse ho preso questa decisione un po’ tardi, non è stato facile in estate per muovermi per continuare a giocare e svolgere il master fuori dall’Italia L’anno scorso ho giocato con il Rayo Majadahonda, in Serie B, e poi ho avuto l’opportunità di trasferirmi al Mostoles”.
Brandolini, che ha salutato la Serie A italiana nell’estate del 2024 quando giocava con il Pelletterie, sulla differenza tra Spagna e Italia invece ammette: “La differenza è soprattutto sul lavoro tattico. Vedo tanta preparazione generale da parte di tutti nello staff e voglia di migliorare sui dettagli anche a livello individuale. C’è tanta cura anche cura nell’approccio alle gare e differenze anche nell’arbitraggio con meno pazienza per il contatto fisico, che spesso viene punito”.

Brandolini, con trascorsi anche con Lazio, Salinis, Montesilvano e Ternana, poi sul Mondiale che ha caratterizzato la fine del 2025 sottolinea. “Lo reputo un evento storico, arrivato anche per noi dopo tanti anni. Abbiamo dovuto lottare per ottenerlo, per me è un orgoglio che finalmente sia arrivato e spero che sia l’inizio di un progresso. Abbiamo sempre lottato per cercare di ottenere i nostri diritti. Per me è stato bello, intenso e appassionante”.
In conclusione Claudia fa un punto su questi 12 mesi e sui propositi per il nuovo anno: “Il 2025 è stato un anno molto bello, ricco di soddisfazioni e di crescita personale sia a livello calcistico che a livello lavorativo. Nel 2026 spero di mantenere o migliorare ciò che ho costruito nel 2025”.

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