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Chi premia l’interlocutorio odierno (vista la validità dell’andata dei quarti di finale di Coppa Italia, con il ritorno decisivo) tra Napoli e Juventus?

Un match in primo luogo poco travagliato da stop insistenti, con un buon carattere da parte di entrambi i collettivi. Per questo lo scenario, fin da subito, è apparso difficilmente prevedibile. Intanto, in avvio, sotto i riflettori, Brighton e Cambiaghi: due i tentativi bianconeri ad anticipare il primo vero vantaggio a favore ospite. Toccato il diciassettesimo minuto, è Vangsgaard a centrare con sicurezza, servendosi di una chance offerta da errore locale.

Napoli già sotto, ma con atteggiamento propositivo: prova subito a rispondere la celeste, attingendo a fonti da fuori area; chiamata in due tempi anche De Jong sulla prova mancina di Fløe. Nessuna modifica al tabellino per la compagine in azione. Mosse dai ritmi alti a Cercola, con i 45’ “sporcati” sul +3 in aggiunta dall’idea dal limite di Beccari; troppo centrale il tiro della numero 9, facilmente intercettato dal portiere opposto. Si va, quindi, a riposo sullo 0-1 Juve.

Repentino il cambio di ritorno dagli spogliatoi: non perde tempo il Napoli che la pareggia immediatamente (Sciabica-Fløe l’intesa vincente della parentesi descritta). Riprova a far la voce grossa la formazione torinese, in pieno attacco con una solita Cambiaghi che propone intentiva: un colpo di testa dritto in porta ma che non impensierisce, segue con l’obiettivo di rimonta Banusic, sulle stesse orme della 36 bianconera circa l’incornata.

A trasformare tutto, quando la serata sembra ormai all’insegna della condivisione, è Girelli: galeotto, qui, un rigore! Un equilibrio distrutto, quindi, a -2 dal 90’. A spuntarla, sul filo del rasoio, è la rosa di Max Canzi.

Lunedì 26 la prossima fermata di campionato per la Juventus che affronterà il Parma, poi due giorni per trovare la giusta risposta nell’appello di ritorno con le partenopee. Ad attendere quest’ultime, invece, il Sassuolo.

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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