I rigori. Tutto il resto – per dirla col Califfo – noia. Maledetta noia. Perchè Ternana-Arezzo, recupero degli ottavi di finale di Coppa Italia femminile, due volte rinviata per i casi Covid in casa rossoverde, è stata quanto di più brutto visto in stagione: azioni da gol col contagocce (addirittura nessuna vera e propria nel primo tempo), squadre sfiancate dall’insolito di caldo di febbraio e soprattutto alle prese con questioni varie. Fra le rossoverdi, una lista assenze lunghissima (a proposito: sospetta lesione del crociato per Cristina Coletta, in bocca al lupo!), fra le toscane guidate dall’ex centravanti del Perugia Testini e lanciatissime in vetta alla classifica, turnover completo.

La noia, si diceva. Tanta, fino al minuto 95, prima dei calci dei tiri dal dischetto che spediscono le rossoverdi ai quarti e le aretine  casa (4-1 il finale).

In campo s’è vista una Ternana Women che nonostante le difficoltà ha blindato la porta e dato del filo da torcere all’Arezzo, come già in campionato, ed un undici toscano incapace di far valere il maggior tasso tecnico. Nel primo tempo si annotano tre sussulti: la punizione di Proietti sopra la traversa al minuto 11; l’azione sula destra con tiro di Paganini che finisce a lato di pochissimo (37′) e la seguente botta di Lorieri, anche questa a lato.

Appena meglio la ripresa. Razzolini prova ad alzare i toni impegnando Sacco (palla a lato), poi la Ternana si vede con due azioni. La prima sull’asse Botti-Battaglioli, con palla a lato di pochissimo, l’altra con Proietti alla mezzora, ancora senza esito. Al 37′ l’Arezzo trova un varco nella difesa rossoverde: Vicchiarello serve Gnisci che fa centro, ma l’arbitro vede il fuorigioco in partenza e annulla.

Squadre ai rigori. Enrica Sacco para su Paganini e sull’olandese Ziljma. Le rossoverdi invece, non sbagliano un colpo. Il rigore decisivo, che Aliquò  intuisce ma non blocca, è di Rangana Timo. Poi è festa rossoverde.