L’Accademia Vittuone è in Serie C, grazie al 7-0 rifilato domenica al Gavirate nella penultima giornata del girone lombardo di Eccellenza, e si assicura definitivamente il primo posto del campionato. Per le biancoverdi guidate dall’allenatore Arnaldo Ferrari, che osserveranno all’ultima giornata il turno di riposo, hanno segnato Andrea Belloni, Giulia Lo Russo, Giada Barbuiani, autrice di due gol, Simona Recagno e l’attaccante classe ‘97 Benedetta Franco, con quest’ultima che ha messo a referto una doppietta. La nostra Redazione ha raggiunto nuovamente Benedetta (nella foto la terza in basso da destra), che al suo secondo anno con la formazione milanese ha segnato venti gol, per risponderci ad alcune domande.

Benedetta come ti stai trovando al Vittuone?
«Considerato che il primo anno non ho giocato per via del Covid, non mi aspettavo una reazione del genere, nel senso che pensavo una ripartenza più difficile, dato che abbiamo una squadra con individualità di un certo tipo che, però, potesse formare un gruppo e competere. Questa è stata la filosofia del Vittuone, perché col supporto della società che ci ha permesso di crescere partita dopo partita. Pensavo uno sviluppo complicato, invece mi ha tramesso la voglia di andare avanti sempre, con la consapevolezza che ci fossero delle strutture solide per fare bene».

Tra le tue compagne presenti nel Vittuone c’è una che ti colpito più di tutte?
«In realtà non he no una in particolare, ma se sono qui lo devo a Giulia Lo Russo, una figura per me di riferimento ed è calcisticamente forte. Poi con tutta la squadra ho un bellissimo legame».

Nelle prime quindici partite di campionato stava andando bene, poi è arrivato il nuovo stop. Hai temuto di questa nuova pausa forzata?
«Inizialmente sì, ma poi il Vittuone ha dimostrato, con la struttura che possiede, che poteva arrivare fino in fondo».

Quando hai capito che il Vittuone poteva andare in Serie C?
«Penso all’1-1 dell’andata contro la Polisportiva Monterosso, perché abbiamo dimostrato il tipo di campionato che potevamo fare, poi nella gara di ritorno contro il Lumezzane ho giocato, durante la partita, con un infortunio, ma alla fine l’abbiamo vinta e lì abbiamo capito che la Serie C era ormai alla portata».

Tra le partite vinte c’è il 3-0 a tavolino contro la 3Team Brescia Calcio. Dispiace non aver giocato quella gara?
«La 3Team ha dimostrato di essere una bella squadra. Dispiace che non si sia presentata. Per noi è stato un peccato non averla affrontata al ritorno».

Parliamo del 7-0 vinto domenica sul Gavirate. Tu hai tenuto che, in quell’incontro, ci fosse stata qualche insidia?
«Il Gavirate, inizialmente, l’abbiamo tenuta, poi abbiamo messo in pratica gli allenamenti settimanali e abbiamo chiuso la partita sul 3-0, dopodiché ci siamo divertite. Abbiamo pianto al fischio finale, perché era un sogno atteso da due anni: avevamo a fianco tutte le nostre persone vicine a noi e la società, è stato bello festeggiare questo traguardo».

Tra l’altro, tu ha messo a referto una doppietta al Gavirate: qual è il tuo preferito?
«Il secondo perché c’è stata un’esplosione da parte della squadra e dello stadio con tantissime persone. Come se non bastasse gioco con una spalla lussata da due domeniche, ho pensato di non contribuire a questo successo, e invece ho dato una grossa mano a questo gruppo per vincere la partita».

Tu hai segnato venti gol in campionato: c’è uno che ti lasciato ricordi positivi?
«Il gol segnato al Monterosso, perché ci ha permesso di fare quello scalino per la promozione in Serie C».

A chi dedichi questa promozione?
«Dedico questa promozione alla squadra, perché, tra le difficoltà avute in questa stagione, ce lo siamo meritate».

Tra le squadre presenti nel girone lombardo di Promozione c’è una che ti ha sorpreso di più?
«Sicuramente Monterosso e Lumezzane, che hanno dimostrato di essere formazioni di livello, poi anche altre squadre, come il Cesano che ci ha messo in difficoltà, segno che c’è voglia di giocare e non di partecipare».

Come sta, dal tuo punto di vista, il calcio femminile lombardo?
«Io ho sempre giocato in Piemonte, però il calcio femminile lombardo è superiore rispetto alle altre regioni, ed è molto supportato dalla Federazione, non a caso era presente nella gara di domenica il Responsabile Gandini. Poi sto vedendo a Vittuone che il settore giovanile sta crescendo bene».

Come sei fuori dal campo?
«Sono un revisore dei conti. Mi piace andare in giro con gli amici, stare con la squadra fuori dal campo, divertirmi e divertire la gente».

Che obiettivi ci sono nel tuo futuro?
«Adesso c’è la doppia sfida di Coppa Italia contro il Monterosso, poi penserò al futuro con Vittuone, perché la Serie C è un impegno diverso, ma mi piacerebbe rimanere».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Accademia Calcio Vittuone e Benedetta Franco per la disponibilità.

Photo Credit: Benedetta Franco

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.

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