Esiste una realtà tutta campana che – militante in serie C – sta proponendo una affinità con ottimi risultati: l’Academy Abatese. Un percorso evidentemente significativo, una squadra che lotta e risponde concretamente alla concorrenza, senza mai abbassare la testa; il campionato, nel frattempo, rimane esigente ed orgoglio e voglia di migliorare ancora vanno ormai di pari passo.
Parlarne direttamente con chi vive tutto questo? È la miglior cosa: abbiamo avuto il piacere di farlo con Donata Piccolo, 45 della compagine citata.
Benvenuta Donata! Subentrata questa stagione a rinforzo della rosa campana, stai avendo modo di approcciarti ad un campionato sempre più competitivo e pieno di insidie. Come si sta evolvendo il tuo percorso e quali sono i messaggi positivi già presenti, a tuo avviso?
«È ormai il mio quinto anno in Serie C e sono contenta di averlo intrapreso indossando questa maglia. Credo di aver iniziato bene questa stagione: ho affrontato alti e bassi, ma il mister ha continuato a darmi tanta fiducia e questo è proprio uno dei messaggi positivi di cui non posso non tener conto. Lui, insieme a tutto lo staff, non smettono mai di credere in ognuna di noi, aiutandoci e spronandoci a dare sempre il meglio».
Collettivamente parlando, il gruppo sta dicendo la sua. Nelle prossime settimane si avrà ancora più modo di osservare l’evolversi del fenomeno statistico, importante sopratutto in questa fase di ritorno appena iniziata. Pensi ci siano ancora delle carte da porre sul tavolo? Cosa potrà fare questa Abatese?
«Credo ci siano sempre “carte da porre sul tavolo”. Ogni settimana l’affrontiamo e la viviamo cercando di preparare ogni partita al meglio, a prescindere dalla squadra che andremo ad affrontare. Ognuna di noi dà l’anima per poter arrivare alla domenica al 100%, quindi sono certa che, nonostante le difficoltà, affronteremo il girone di ritorno con grande entusiasmo».
Domenica è stata messa a referto l’ottava vittoria stagionale, un buon successo contro il Lecce che ha senz’altro offerto maggior consapevolezza dei mezzi d’insieme. Cosa ha fatto la differenza sul piano tecnico-tattico e dell’approccio?
«A fare la differenza sono state la pazienza e la consapevolezza dei nostri mezzi, delle nostre capacità. È stata quasi una partita più fisica che tecnica (aparte un primo tempo dove abbiamo avuto qualche defaillance), ma, con la voglia di fare bene, siamo riuscite a mantenere il risultato senza lasciarci innervosire, conquistando tre punti molto importanti per il nostro percorso».
Il Colleferro sarà il prossimo avversario d’agenda; con quest’ultimo vi eravate lasciati con una sconfitta. Che partita dovrà essere?
«L’andata ci ha lasciato l’amaro in bocca ed abbiamo tanta voglia di riscattarci. Sappiamo che non sarà una partita facile da affrontare e la stiamo preparando nel migliore dei modi. Dall’altra parte troveremo sicuramente una squadra che avrà la nostra stessa voglia di fare punti, quindi sarà tosta».
Immagina di essere la fotografa della squadra: che immagine scatteresti in modo da racchiudere tutta l’essenza della famiglia Abatese?
«L’unione che abbiamo creato da subito è il nostro punto forte. Ormai siamo una famiglia e non è scontato; tutto, però, è arrivato naturalmente.
Difficile racchiudere in una foto l’elemento fondamentale che ci rende ciò che siamo e ci distingue un po’ dalle altre squadre, so, però, che siamo diventate tanto in poco tempo».
Si ringrazia Donata Piccolo e la società tutta per la gentile concessione.






