Chi pensa che il pallone debba essere solo un’esclusiva degli uomini, non ha capito un bel niente. Il calcio è uno sport per uomini e donne, è lo sport della passione e dei sogni nel cassetto. Uno di questi lo ha realizzato Giulia Di Camillo, centrocampista del Chieti, che in esclusiva ai microfoni di Road2Sport.com ci racconta come è nato esponendo, poi, il suo punto di vista sul campionato che verrà…

Come è nata la tua passione per il calcio?
“Da dentro, ma molto devo al mio papà. Ci ha fatto respirare il calcio fin da piccole. Parlo al plurale perché il tutto l’ho sempre condiviso con mia sorella Giada”.

Finalmente quest’anno sei riuscita a portare il Chieti in Serie A. Che sensazione hai per la prossima stagione?
“Si, è tutto ancora incredibile. La prossima stagione per noi non sarà facile. L’obiettivo è ovviamente la salvezza. Daremo tutto. Soprattutto onoreremo i nostri colori. Il nero e il verde”.

Come giudichi l’Europeo disputato dall’Italia? Ti aspettavi una Nazionale così?
“Buono. Me l’aspettavo, perché l’Italia è stata costruita bene. E lo ha dimostrato. Anche se, ovviamente, hanno avuto il loro peso le assenze di giocatori come Marchisio e Verratti”.

In Serie A, invece, che idea ti sei fatta? La Juve sembra dominare la scena ancora per lungo tempo…
“La Juventus attualmente è quasi inarrivabile in Italia. Mi piace. Ma le altre non sono da sottovalutare. È ovvio che, anche alla luce di quello che è il calciomercato attuale, i bianconeri sembrano non volere risparmiare nulla. Anzi, giustamente, vogliono vincere ancora e stanno acquisendo una struttura sempre più europea. Anche il quasi certo arrivo di Benatia lo conferma”.

Se non erro, la tua squadra del cuore è il Milan. Sei triste, da tifosa, di non vedere più i rossoneri in alto?
“Sono triste si, ma sono convinta che torneremo ad essere grandi. Il tempo c’è, adesso non abbiamo bisogno di nessuna fretta. Sarà importante tornare in alto con i giusti tempi. E soprattutto con le giuste pedine. Ad esempio, Lapadula mi piace. Farà bene. È nato per diventare grande, e ha fame calcisticamente parlando. In un calciatore questo è molto importante. Felice anche di Montella, può fare bene a Milano”.

Tempo fa, un allenatore di una squadra di calcio femminile mi disse che le ragazzine sono molto più assennate dei ragazzini. Condivideresti questa analisi? Che differenze ci sono tra il calcio femminile e quello maschile?
“Sono due sport differenti. Soprattutto a livello fisico. Il calcio femminile in quanto a qualità ha ben poco da invidiare a quello maschile. La differenza sostanziale è fisica. E, ovviamente, si è diversi anche per quanto concerne la visibilità. Ma qualcosa sta cambiando. E cambierà sempre di più. Dico sempre che, in Italia, il calcio giocato dalle donne può diventare un bel valore aggiunto. È giusto crederci”.