Quando il Lumezzane ha deciso di rinascere, ha scelto di farlo ad ampio respiro con l’obiettivo di dare valore non soltanto al movimento calcistico maschile ma anche a quello femminile. Il Lumezzane è infatti una delle poche società bresciane ad avere un’intera filiera maschile e femminile con entrambe le prime squadre iscritte a campionati ufficiali FIGC. Per conoscere nei dettagli il settore femminile rossoblù, abbiamo fatto qualche domanda a Grazia Bugatti, Responsabile del Calcio Femminile del Lumezzane. Di seguito l’intervista:

Il calcio femminile rappresenta un movimento in grande espansione. Quanto è importante avere un settore femminile anche in una Società storica come il Lumezzane?
“Il calcio femminile a Lumezzane rappresenta in pieno questa nuova società. Tanta voglia di rilancio, d’innovazione e far avvicinare a questo sport ogni ragazzo e ragazza”.

Com’è composto il settore femminile del Lumezzane?
“Abbiamo circa 80 tesserate e un ampio movimento di base che parte dal progetto scuole e si finalizza con la scuola calcio che si allena regolarmente allo stadio Saleri. Per il settore agonistico abbiamo una squadra iscritta al campionato regionale Under 15, una al campionato regionale Juniores e la prima squadra iscritta al campionato regionale di Promozione. Ogni squadra si avvale di uno staff completo composto di allenatore, vice-allenatore, preparatore atletico, preparatore dei portieri e accompagnatori”. 

Quali sono gli obiettivi del settore giovanile rossoblù?
“L‘obiettivo primario è quello di far crescere più ragazze con i valori prefissati dalla società con la speranza di farle innamorare di questo sport. Solo portando ragazze in prima squadra attraverso la filiera del nostro settore giovanile potremo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto”.

Il calcio dilettantistico è stato costretto a fermarsi per l’emergenza sanitaria. Come stanno vivendo questo periodo le atlete del Lumezzane?
“Le atlete son tutte ovviamente tristi e dispiaciute. Oltre a mancare l’attività sportiva, mancano i contatti diretti, le amicizie e il poter vivere uno spogliatoio, che è quasi come una seconda famiglia”.

Purtroppo la Prima Squadra ha potuto disputare una sola partita. Come pensi che possa riprendere il campionato?
“Le nostre ragazze hanno solo un obiettivo in testa dal punto di vista sportivo. Non appena riprenderanno, sono sicura che ritroveranno subito la mentalità della prima partita”.

Che cosa suggerisci alle ragazze, soprattutto alle più giovani, per affrontare nuovamente un periodo di pausa forzato?
“Stiamo cercando di star loro il più vicino possibile organizzando video call una volta a settimana. Abbiamo inoltre consegnato a tutte le squadre un programma di allenamento individuale. Il consiglio è di tenere duro perché le vittorie più belle son quelle più sofferte, non appena sconfiggeremo questo virus, torneremo a esultare per un gol e quell’urlo sarà di pura gioia”.

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