Serena Magri, presente ieri all’evento stampa organizzato dall’Euro Cosmetic, è una di quelle giocatrici che ha sempre tenuto fede ai colori del Brescia Calcio Femminile: infatti ha fatto tutta la trafila delle giovanili fino ad arrivare in prima squadra, giocando anche in Serie A e conquistandosi anche la convocazione in Nazionale. Nonostante la ripartenza del BCF in Eccellenza, avvenuta dodici mesi fa, la centrocampista castegnatese classe 2001, è rimasta cmunque all’ombra del Cidneo, con l’obiettivo di essere sempre di più un punto di riferimento per il sodalizio del presidente Cesari.

  1. Serena come ti è entrata la passione per il calcio?

«Io ho una passione per gli sport in generale, diciamo che all’interno della mia famiglia il calcio era quello più praticato, sia da mio papà che dai miei fratelli, quindi giocando a pallone con mio fratello è nata questa passione, iniziando il mio percorso proprio col Brescia».

  1. Dopo numerose aggregazioni avvenute con mister Bertolini nella stagione 2017/18 arrivi definitivamente in pianta stabile nella prima squadra.

«Il salto dalla Primavera alla prima squadra è stato difficile sia dal punto di vista tecnico che dell’intensità, ma per me è stata una bella soddisfazione, visto che ho raggiunto uno degli obiettivi che mi ero prefissata quando ho iniziato a giocare da bambina, e rappresentare questa società per me è un motivo di orgoglio.».

  1. Il Brescia lo scorso anno ha ricominciato in Eccellenza, e tu sei rimasta: che differenza hai notato rispetto alla Serie A?

«Sicuramente non ha avuto un forte peso, perché questa società ha saputo portare il professionismo anche in Eccellenza»

  1. Qual è il tuo prossimo obiettivo?

«Quello di portare sia al Brescia che alla squadra tutto il meglio che posso dare».

  1. Parlando del massimo campionato chi lo vincerà quest’anno secondo te?

«Oltre alla Juventus penso che ci siano il Milan e la Fiorentina siano delle grandi squadre, sperando che queste tre formazioni possano giocarsi il primo posto».

  1. Quest’anno gli italiani, attraverso il Mondiale in Francia, ha scoperto il calcio femminile. Può essere una rinascita per il movimento?

«Il Mondiale avvenuto quest’estate è stato un passo importante per il calcio femminile, e spero che col tempo accresca sempre di più questo aspetto».

  1. Qualche giorno fa è stato approvato un emendamento che apre al professionismo allo sport femminile in Italia: pensi che prima o poi si arriverà a questo?

«È un grande passo perché è fa tempo che si aspirava a questo obiettivo, e spero che questo percorso intrapreso possa portare giovamento a questo movimento».

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.