È Isotta Nocchi a raccontarsi in questo quinto appuntamento con #uNAsolapassione, format nato dalla collaborazione di Napoli Femminile con lo sponsor Aon nel quale le ragazze azzurre raccontano la loro storia, fatta di passione e sacrifici, che le ha condotte fino alla città partenopea.

Nata a Firenze, l’attaccante numero 20 si è appassionata a questo sport sin da piccola:
Ho iniziato a giocare a calcio alle scuole elementari, con la mia migliore amica. Giocavamo con i maschietti, poi le nostre mamme ci hanno portato nell’unica squadra femminile di Firenze. Con il pallone è sempre stato amore, non ho mai pensato di smettere. Il mio percorso è stato bellissimo, pieno di emozioni e difficoltà. Quando mi chiedevano che sport facessi e rispondevo calcio, tutti mi guardavano meravigliati: un po’ perché sono una femmina, un po’ perché ero molto piccola. Questa mia “piccolezza” poi mi ha aiutato a essere molto veloce, e questa è stata una forza in più. Negli anni ho visto tante ragazze smettere nonostante fossero molto forti e tante altre migliorare nel tempo. Questo sta tanto nei percorsi di crescita, alla volontà che uno ha dentro di sé e anche un po’ alla fortuna“.

Non solo calcio, ma anche libri e università. Nonostante i tanti impegni con allenamenti e partite, l’azzurra classe ’96 ha continuato a studiare per rinunciare ai suoi interessi al di fuori del terreno di gioco:
Insieme al calcio ho sempre cercato di portare avanti lo studio, non abbandonando le mie passioni per l’archeologia, la storia e il viaggiare. Studio Diagnostica e Materiali per la conservazione e il Restauro all’Università di Firenze, sto andando un po’ lentamente perché con il calcio è un po’ difficile conciliare il tutto, ma non voglio mollare“.

Quali sono i sogni di Isotta Nocchi?
Sogno tanto, cerco sempre di provare a realizzare quei desideri anche se poi sono molto in lotta con me stessa, a volte sono un po’ insicura e mi freno. Sono un contrasto vivente. Nel mio sogno più bello sono su una barca a vela in mezzo al mare, a vivere lì dopo aver fatto un’ottima carriera calcistica“.

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