L’attaccante moderno nel calcio femminile è una figura che sta acquisendo una sempre crescente importanza, come d’altra parte accade nel maschile.

Una giovane emergente del calcio italiano, quest’anno in forza al San Marino Academy in Serie B, che si sta distinguendo perché sembra possedere le qualità adatte alla definizione di attaccante moderno, è Greta Di Luzio: lavoro spalle alla porta, ottime capacità in uno contro uno, mancino potente, fisicità e intelligenza tattica, queste sono le sue caratteristiche migliori che le hanno consentito di realizzare 6 gol nell’ottimo campionato sin qui disputato dalle ragazze di Mister Alain Conte.

“Mi ispiro a Zlatan Ibrahimovic, un vero e proprio idolo”, racconta Greta, che aggiunge: “durante la partita mi piace toccare tanti palloni ed essere coinvolta durante la manovra, ecco perché torno spesso in posizione più arretrata a dare una mano alle mie compagne durante le transizioni di gioco”.

In effetti, un attaccante moderno è decisamente più dinamico rispetto ad una punta old style e non è un caso che molti tecnici anche nel femminile preferiscano questa tipologia di giocatrici piuttosto che quelle più statiche da area di rigore.

“Le mie caratteristiche tecnico-tattiche sono frutto di istinto e passione, non le attribuirei ad allenamenti specifici – prosegue Greta – sono cresciuta spontaneamente, anche se il lavoro settimanale mi ha di certo migliorata da tanti punti di vista, soprattutto quando giocavo con il Milan Ladies e il Mister ha arretrato la mia posizione facendomi giocare come trequartista in un 4-2-3-1 in cui mi sono ritrovata al centro del gioco”.

Una delle qualità più apprezzate di Greta Di Luzio è la sua capacità di partecipare attivamente alle due fasi di transizione: è in prima linea quando si tratta di riconquistare il pallone e lo è allo stesso modo nel momento in cui deve ripartire il gioco in fase di possesso, senza disdegnare l’uno contro uno a ridosso dell’area di rigore avversaria, anche se istintivamente tende a sfoderare il suo mancino non appena vede lo specchio della porta: “sono sempre pronta ad aiutare le mie compagne in fase di ripartenza e mi piace avanzare palla al piede, quando ci sono i presupposti, per poi provare anche il tiro dalla lunga distanza”.

Sono nato a Napoli e da alcuni anni vivo a Perugia. Tecnico qualificato Uefa B, attivo nel calcio femminile dal 2011. Ho guidato alcune squadre nei campionati regionali e sono stato nello staff tecnico di società anche nei campionati nazionali. Ho deciso di dedicarmi esclusivamente al calcio femminile perché sono convinto che in Italia ci sia un grande margine di crescita e che sia arrivato il momento di valorizzare le nostre ragazze. Attualmente alleno una squadra femminile nel campionato regionale umbro.