La Governolese, come tutte le altre formazioni impegnate nel girone B di Promozione, è ancora ferma a causa delle restrizioni dovute al Covid-19, con la speranza che si possa riprendere il più presto possibile. La formazione mantovana vorrà a ripartire per centrare i playoff, e a guidarla per centrare l’obiettivo è l’allenatore delle piratesse Maurizio Arvani. La Redazione l’ha raggiunto ai nostri microfoni.

Maurizio cosa vuol dire per te allenare una squadra femminile di calcio?
«Per me il calcio è una cosa importante, ma non ho mai avuto occasione ad avvicinarmi nel femminile. Poi mi ha chiamato Michele Balasini ad entrare nel Mantova femminile come allenatore: ho accettato, e non avrei mai immaginato che il mondo femminile fosse una cosa appagate. Ho trovato ragazze molto entusiaste e appassionate per questo sport. Quando sono arrivato al Mantova era in ottava posizione, poi ho parlato con le ragazze, vincendo venti partite su ventitré e siamo salite di categoria. Considero le ragazze come giocatrici e le alleno come ho fatto con i maschi, senza sminuire però il loro valore».

Cosa ti ha portato a scegliere la Governolese?
«Mentre ero nel PGS (società calcistica femminile emiliana, ndr) il ds Balasini mi ha offerto quest’opportunità ho accettato immediatamente, perché Governolo è una piazza importante dove si può fare calcio, poi perché ci sono ragazze che ho conosciuto a Mantova e a Modena e si sono trasferiti lì».

Dove può arrivare quest’anno la squadra?
«Abbiamo allestito una buona rosa: possiamo fare bene e cercare di entrare nei playoff. Le ragazze si sono allenate molto duramente, e questa sosta forzata ci ha penalizzato, perché le giocatrici hanno fatto una notevole preparazione. Ce la possiamo giocare, sempre che si possa riprendere e non ci danneggi più di tanto, ma se s’impegneranno come hanno fatto nei primi mesi di campionato ce la possiamo fare».

Com’è secondo te il girone B di Promozione?
«Ci sono molte squadre che possono ambire al traguardo della promozione diretta come Lumezzane, che ha messo una squadra con giocatrici importanti, Accademia Bergamasca, Brugherio e, perché no, il Mantova. Per gli spareggi promozione, oltre a noi c’è anche il Crema. Il problema sarà vedere come si ripartirà».

Cosa pensi del calcio femminile mantovano?
«Nel mantovano ci sono solo due squadre, il Mantova e la Governolese. Il Suzzara sta cercando di partire con le più piccole. Le nostre società sul femminile non puntano molto, però è il momento di sviluppare, perché se si sviluppa una filiera, sarà più facile gestire una prima squadra femminile. Bisogna fare di più».

Giusta la decisione di portare tra due anni il professionismo anche nel calcio femminile?
«Penso sia una decisione importante: basta vedere nazioni come Francia, Germania, Inghilterra, Austria e Svizzera hanno campionati più importanti di noi. In Italia siamo indietro, diciamo che il Mondiale ci ha aiutato molto. Bisognerebbe avere formazioni che possano lottare anche in Europa. La Nazionale sta facendo bene. Sicuramente è un primo passo per credere ancora di più nel calcio femminile italiano».

Com’è la tua vita extra calcistica?
«Sono una persona che ama lo sport, tutt’ora gioco ancora a calcio. Mi dedico anche al tennis, sci, footing. Conduco una vita normale».

Qual è il tuo prossimo obiettivo?
«Vorrei prendere il patentino UEFA A per poter un giorno allenare una squadra di Serie A o B femminile, perché voglio migliorarmi sempre, con la speranza di portare a casa altri importanti risultati».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’US Governolese e Maurizio Arvani per la disponibilità.

Photo Credit: Maurizio Arvani

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.