Il Pontedera ha centrato la sua prima vittoria in Serie B battendo l’Orobica per 2-1. La rete decisiva l’ha segnata l’attaccante classe ‘92 Natasha Carrozzo: a lei abbiamo rivolto alcune domande.

Natasha cosa ti ha portato a giocare a calcio?
«Ho sempre avuto una grande passione per il calcio, purtroppo mi sono avvicinata solo a 19 anni, perché prima ho giocato a pallavolo».

Perché sei diventata attaccante?
«Perché volevo essere la persona che concludeva, quella che poi di fatto segnava e porta a casa il risultato».

Qual è il tuo gol più bello che hai realizzato?
«Quello che ho segnato domenica contro l’Orobica: questo gol lo aspetto da marzo, visto che non gioco a causa dei campionati prima interrotti dal Covid e poi per un infortunio».

Descrivici le tue esperienze prima del Pontedera.
«Ho iniziato a giocare all’Agliana, poi mi sono spostata a Lucca, cove con queste squadre ho centrato la promozione in Serie B: sono state due esperienze che mi hanno formato molto».

Cosa ti ha portato a giocare in terra pontederina?
«Ho scelto di andare in terra pontederina perché c’era in panchina Renzo Ulivieri, poi anche il fatto che Priscilla Del Prete, che in quell’anno si avvicinò a quel progetto, ed essendo molto vicine di luogo, con l’idea di fare il tragitto insieme, mi sono avvicinata a questa realtà. Sono al Pontedera da quattro anni e mi trovo in una società che mi dà continuità».

L’anno scorso avete centrato la promozione in B, e tu sei stata una delle artefici.
«È stato un percorso di crescita sia di squadra che individuale, e aver raggiunto questa promozione è stata la ciliegina sulla torta».

Il tuo gol ha consentito al Pontedera la prima vittoria in B: che sensazioni hai provato?
«Quando ho visto la palla in rete mi sono girata di colpo e ho visto le mie compagne che sono arrivate ad abbracciarmi: è stato gratificante».

Secondo te ce la farà il Pontedera a salvarsi?
«Il Pontedera ce la farà a salvarsi, per poter piano piano costruire e puntare a lottare con le squadre di vertice».

Com’è secondo te questa Serie B?
«È un bellissimo campionato, e poterci giocare è molto bello».

Come lo stai vedendo il calcio femminile in Toscana?
«Abbiamo tante realtà e sta crescendo tanto: l’Empoli e la Florentia stanno facendo molto bene in A, poi l’Arezzo ha una squadra costruita per salire in B».

Che opinione hai sul professionismo nel calcio femminile che verrà?
«Credo sia un sogno che arrivi il prima possibile. Io lavoro e gioco, non posso competere con una che gioca a calcio per mestiere. Ce lo meritiamo, e questo vale per tutte le donne che praticano lo sport».

Chi è Natasha Carrozzo fuori dai campi di gioco?
«Natasha Carrozzo è la stessa persona che esprime i valori che porta sia in campo che nella vita quotidiana, cioè una persona ambiziosa e dinamica».

Quali sono i tuoi futuri obiettivi?
«Continuare a giocare a calcio, con la speranza di divertirmi ed emozionare, perché amo questo sport e voglio coltivarlo ancora».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’US Città di Pontedera e Natasha Carrozzo per la disponibilità.

Photo Credit: US Città di Pontedera 

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.

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