Il Varedo torna dopo sette anni a disputare un campionato femminile di calcio, partecipando al Girone B di Promozione. Ma dove vuole arrivare la formazione brianzola? A risponderci è Paolo Piccini, Presidente della società gialloblù, che ha anche una formazione maschile che farà parte del Girone S di Seconda Categoria, nonché papà dell’allenatrice della Juventus Primavera Silvia Piccini.

Presidente cos’è per te il Varedo?
«Varedo è la mia seconda casa, la mia vita, la mia passione, il mio modo di essere con gli altri».

Cosa ti ho portata a investire anche nel calcio femminile?
«Questa è la quarta volta che tento con il femminile, e l’ho fatto ben volentieri, perché ci credo in questo movimento. Tutto è iniziato grazie a mia figlia Silvia che a sette anni ha iniziato a giocare a calcio con il Varedo e io sono entrato nella società come dirigente fino a diventare presidente. Ormai sono vent’anni che sono in questa società. Silvia invece ha fatto il suo percorso fino a giocare in Serie A e successivamente diventare allenatrice Primavera della Juve».

Come sarà la squadra di quest’anno?
«Ho visto una squadra abbastanza amalgamata, gestita dall’allenatore Alessio Romano. Ci sono ragazze valide, che va dai sedici ai trentasei anni. Siamo contenti di questo gruppo».

Dove può arrivare il Varedo 2021/22?
«Sono abbastanza convinto di arrivare tra le prime cinque: sarebbe importante per la nostra ripartenza».

Tra quanto vedremo il Settore Giovanile Femminile del Varedo?
«Abbiamo già ricevuto alcune telefonate di alcune ragazzine che vogliono giocare nel Varedo. Prima otteniamo risultati della Prima Squadra, poi il prossimo anno penso di poter imbastire qualcosa».

Che aspettative hai sul Girone B di Promozione?
«Noi andiamo in campo a dire la nostra, non c’interessa chi abbiamo davanti».

Che impressioni hai sul calcio femminile brianzolo?
«Il movimento femminile è in crescita notevole. Fortunatamente abbiamo una struttura che consente alle tesserate di star bene. Vedo rosee aspettative».

Dove lo vorresti portare in futuro il Varedo Femminile?
«Vivo in una realtà che vanta trecento iscritti, guardo sempre in positivo, quindi cerco di portarla il più in alto possibile, chiaramente deve andare di pari passo con determinate potenzialità economiche».

Tua figlia Silvia sta facendo un importante percorso calcistico come coach della Juventus Femminile Primavera: che cosa vorresti dirle in questo momento?
«Non so se parlare come padre o come presidente (ride), ma una sola cosa posso dire di mia figlia: io credo nelle sue potenzialità, anche quando giocava a pallone, e visto l’impegno e la voglia che ci sta mettendo come allenatrice della Juventus Primavera, gli auguro tanta fortuna. Secondo me può farcela. Dipende solo da lei».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la FBC Varedo e il Presidente Paolo Piccini per la disponibilità.

Photo Credit: FBC Varedo

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.