Il Palermo Football Club è una società nata a Palermo nel 1900, anche se è stata rifondata molte volte, e quella del 2019 è la sua ultima costituzione. Si tratta del primo club del Mezzogiorno e il sesto nel Paese per anzianità tra le altre squadre ancora operanti. La squadra maschile ha raggiunto per due volte il quinto posto in Serie A, e annovera in bacheca una Coppa Italia Serie C vinta nel 1992/93 e cinque presenze in Coppa UEFA/Europa League. La formazione rosanero è tornata ambito professionistico dopo un solo anno di assenza, vincendo il girone di Serie D.
Il Palermo sta operando anche nel settore femminile, grazie all’acquisizione della Ludos Palermo, consentendo così di partecipare al girone D Serie C femminile (per il momento si chiamano ASD Palermo CF). Per questo abbiamo a chiesto a Rosario Argento, Responsabile del settore femminile rosanero, i progetti del Palermo femminile.

Il Palermo FC da quest’anno avrà ufficialmente una sezione femminile.
«Inizia quest’anno, tramite l’acquisizione della vecchia società, il percorso del Palermo nel calcio femminile, con l’obiettivo di far crescere questo movimento nella nostra società e far avvicinare più bambine allo sport, per poterle usufruire in prima squadra. Cercheremo di ricalcare come quello maschile».

Quest’anno che obiettivi vi siete posti?
«Il primo obiettivo è organizzare la società a livello professionistico, poi ci piacerebbe vincere, ma dev’essere non solo tecnico, ma globale. Credo che la squadra abbia ottime possibilità, ma conosceremo gli avversari strada facendo, e poi strutturare bene il settore giovanile, Faremo tante iniziative e attività di coinvolgimento nelle scuole e con le testate nazionali e locali, perché vogliamo dare visibilità il calcio femminile anche nella nostra città. Dovremmo avere alla fine dell’anno anche un centro sportivo, e posso dire che si allenerà nella nostra nuova struttura anche la prima squadra femminile».

Quanto conta per il Palermo avere un settore femminile?
«Per il Palermo è importante avere un settore femminile, perché con gli obblighi posti dalla Federazione e dagli accordi presi con l’amministrazione comunale palermitana, ci dobbiamo trovare pronti immediatamente, poi se riusciamo a centrare una promozione, magari potremo parlare di cose importanti. Il nostro obiettivo è fare bene le attività, perché i risultati arriveranno».

Che cosa ne pensi del calcio femminile italiano?
«All’inizio eravamo scettici perché avevamo un’impostazione sbagliata, poi il movimento ha preso spessore quando le squadre come Juventus o Roma hanno iniziato a costruire formazioni di livello. Sette anni fa non avrei mai pensato nella crescita del calcio femminile, ma credo che ci sarà una vera e propria escalation del movimento, non solo perché la Nazionale ha portato qualità alla squadra, ma perché la gente sa iniziando a guardare con interesse. Il calcio femminile sta avendo molta importanza, e noi dobbiamo cavalcarlo e incentivarlo per farlo crescere ancora di più non solo su pochi club, ma su tutto il territorio. Serve promozione nelle scuole, per far crescer lo sport in maniera serena, e perché no, far diventare una calciatrice professionista».

Scelta corretta quella di portare nel 2022 il professionismo anche nel pallone in rosa?
«Assolutamente sì, perché è assurdo che nel 2020 ci sia ancora una disparità: se nei decenni precedenti la donna veniva vista come una casalinga, successivamente ha fatto conquiste importanti, non a caso le abbiamo in tutti gli ambiti. Quindi perché non averle anche nel mondo del calcio? Non è possibile che al giorno d’oggi una giocatrice possono fare volontariato e penalizzarle magari un’attività e poi non ottenere nulla. Giustamente credo che le ragazze vengano premiate come i giocatori maschi. Credo si sia perso tanto tempo per questo momento, perché in Italia è grave non aver concesso immediatamente lo spazio anche alle nostre donne nel calcio».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Palermo Football Club e Rosario Argento per la disponibilità.

Photo Credit: Niki Bommarito per ASD Palermo 

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.

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