“L’unico modo per vincere la partita contro il diabete di tipo 1 è giocare tutti nella stessa squadra”, dichiara Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete. “Questa iniziativa rappresenta un’opportunità straordinaria per portare l’attenzione del grande pubblico su una malattia ancora troppo poco conosciuta e per sostenere concretamente la ricerca scientifica. Grazie al supporto della FIGC e alla visibilità della Nazionale, possiamo coinvolgere milioni di persone in una sfida fondamentale: trovare una cura definitiva per il diabete di tipo 1. Ogni contributo può fare la differenza”.
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, cronica e degenerativa per la quale, ad oggi, non esistono strumenti di prevenzione né una cura definitiva. In circa la metà dei casi si manifesta in età pediatrica o adolescenziale. In Italia sono circa 250.000 le persone che convivono con questa patologia, costrette a sottoporsi quotidianamente alla somministrazione di insulina e a una gestione complessa della malattia. L’insulina, infatti, rappresenta una terapia salvavita ma non una cura, e non elimina il rischio di crisi ipoglicemiche nel breve periodo né quello di gravi complicanze nel lungo termine.
La Fondazione Italiana Diabete ETS è il principale ente in Italia impegnato nel finanziamento della ricerca scientifica per arrivare a una cura definitiva del diabete di tipo 1. In 16 anni di attività, FID ha sostenuto circa 50 progetti di ricerca a livello internazionale, per un investimento complessivo di quasi 2,5 milioni di euro. A partire dal 2026, la Fondazione è inoltre l’unico ente italiano a finanziare un consorzio europeo dedicato alle terapie cellulari, una delle frontiere più promettenti nella lotta alla malattia. Parallelamente, FID è attiva sul fronte dell’advocacy istituzionale e ha promosso la Legge 130/2023, che introduce lo screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia nei bambini.






