Partita combattuta e, sotto molteplici aspetti, ricca di interessanti spunti di riflessione quella tra Milan e Sampdoria Women, con le blucerchiate in vantaggio dopo appena tre minuti grazie alla strepitosa giocata funambolica di Sara Baldi. L’azione che ha portato al goal, in pieno stile Samp, è nato da un lancio lungo dalla difesa a scavalcare il centrocampo, spizzato di testa da capitan Tarenzi e ammaestrato abilmente dall’autrice della rete. Questo vincente passaggio alto indirizzato dai difensori blucerchiati oltre la metà campo è stato solo il primo di una partita che ha visto le ragazze di mister Cincotta effettuare un maggior numero di lanci lunghi rispetto alle avversarie (il 19,4% dei passaggi totali effettuati nel primo tempo e il 20,7% nel secondo).

Diversa è stata invece la fase di costruzione delle rossonere, con ben 125 passaggi bassi (18 utili) nella metà campo avversaria durante i primi 45 minuti di gioco e 92, di cui 17 utili, nella ripresa. La tendenza a partire palla a terra dal basso, con l’86,8% delle azioni totali iniziate dalla difesa, ha permesso al Milan di superare, seppur di poco, le avversarie nel possesso palla. Nel corso della prima frazione, infatti, le milanesi hanno raggiunto il 58%, cedendo poi il pallino del gioco alle liguri nella seconda metà attestandosi attorno al 46%. Il totale, comunque, ha premiato la formazione di casa con un 52%.

Discorso completamente inverso per quanto riguarda la supremazia territoriale, con le ragazze di mister Ganz che hanno surclassato le avversarie in entrambi i tempi, passando rispettivamente dall’81% al 59%, per una percentuale complessiva del 70%. Ciò è stato garantito dal baricentro molto alto delle rossonere, dai 66,2 metri della prima metà di gara ai 61,4 della ripresa, a fronte di una Samp decisamente più bassa e spesso arroccata nella propria metà campo. Il posizionamento del Milan ha portato conseguentemente ad un pressing più asfissiante, specialmente durante gli iniziali 45 minuti, con il 59,4% di palle recuperate e rigiocate con successo.

Proprio la notevole capacità di mettere sotto pressione le rivali, riconquistando palloni chiave in zone delicate della metà campo blucerchiata, ha permesso alle rossonere di pareggiare al 7′ con Asllani. Il suo preciso intercetto in seguito alla spazzata di Giorgia Spinelli ha infatti consentito a Valentina Bergamaschi di scappare lungo la fascia, mettendo in mezzo un cross perfetto per la compagna che, con un tocco morbido, ha punito l’estremo difensore della Samp. Come mostrato dai dati, l’altezza, il pressing e il possesso palla del Milan si sono affievoliti nel corso della ripresa, in particolare modo dopo il raddoppio della Asllani al 48′.

Nonostante ciò, le ragazze di mister Ganz hanno concesso alle avversarie appena 7 palloni giocati nella propria area, 4 in meno rispetto al primo tempo, dimostrandosi pressoché perfette nelle chiusure e nei recuperi in difesa. Per quanto riguarda la fase offensiva, le milanesi hanno creato un totale di 73 palle pericolose nei pressi dell’area della Samp, 41 nel corso dei 45 minuti iniziali e 32 nella ripresa, battendo le blucerchiate anche nella percentuale relativa alla capacità di attaccare la porta, con il 56,2% a fronte del 40% totalizzato dalle avversarie. Dulcis in fundo, l’indice di valutazione squadra (IVS) ha perciò premiato il Milan, assegnandogli un 64 al netto delle statistiche, riservando invece alle liguri un 36.

Anacaprese atipico, ho lasciato l’isola alla volta di Udine per seguire i corsi di laurea triennale in Mediazione Culturale. Durante gli anni in Friuli ho avuto modo di conoscere ed amare la cultura slovena inizando a seguire la Prva Liga. Iscritto attualmente al primo anno di Informazione ed Editoria presso l'Università di Genova, coltivo la passione per il giornalismo sportivo ed il calcio, sia femminile sia maschile. Essendo stato, in passato, responsabile della rubrica sportiva presso LiguriaToday, ho avuto la fortuna di assistere dal vivo e raccontare gli incontri di alcune squadre della provincia di Genova. Nutro un forte interesse anche per gli eSports ed ho avuto modo di seguirne i match più importanti, intervistando alcuni dei suoi principali protagonisti.