Milan – Sassuolo è stata la finale del campionato di Primavera 1 che, nell’atto conclusivo delle final-four, ha consegnato il tricolore di categoria alla compagine rossonera. Nell’arco dei 120’ minuti giocati, fra tempi regolari e supplementari, la formazione neroverde avrebbe sicuramente meritato di più e solamente quella che viene definita la “lotteria dei rigori” ha saputo piegarla. Di seguito, le pagelle di tutti i protagonisti in campo
SASSUOLO
Mino – 7: disputa un’ottima gara, parando tutto il parabile. Forse una sola incertezza, in occasione del raddoppio milanista: ma, eventualmente, un errore decisamente lieve.
Venturi – 7: finché le forze la sostengono la puoi trovare dappertutto, lungo la fascia di competenza: a chiudere possibili corridoi milanisti e ad aprirne per i colori neroverdi (dal 68’ Randazzo – 6,5: non raggiunge i livelli della compagna sostituita, ma riesce comunque a dare un contributo sostanzioso).
Venturelli 6,5: ad inizio gara sembra un po’ condizionata dall’importanza del match, ma col passare del tempo acquista sempre più consapevolezza: arriva persino a sfiorare la rete della vittoria sul finire dei supplementari…
Bertola – 6.5: è un moto perpetuo, con chiusure difensive e rilanci dell’azione neroverde. Sempre pericolosa sulle punizioni dalla distanza, si merita però mezzo voto in meno per come spreca il rigore finale.
Guerzoni – 6,5: meno appariscente di altre occasioni, ma comunque più che sufficiente nel complesso della sua prestazione. Lascia il campo solo per concedere spazio ad una rigorista (dal 118’ Nizzoli n.g.).
Fiorani – 6,5: se la Strauss fatica a liberarsi in area, gran parte del merito è suo e viene beffata dalla danese mentre sta scivolando. Da metà della ripresa, quando il Sassuolo non concede più nulla, presidia praticamente a centrocampo.
Vianello – 7: un altro dei ‘motorini’ neroverdi, che alterna spunti irresistibili sulle fasce a coperture difensive efficaci, senza risparmiarsi. Esce solamente perché in debito d’ossigeno (dal 68’ Guglielmini – 6,5: fatica qualche minuto per entrare nel clima partita, ma diventa uno degli elementi più determinati a cercare sia il secondo pareggio che l’eventuale gol della vittoria).
Andersone – 7: nel primo tempo sembra patire il ritmo quasi frenetico delle compagne, ma quando la squadra ne ha bisogno, da capitana, ne diventa il faro indiscusso sino ad acciuffare il pareggio nei minuti di recupero. Sul rigore finale sbagliato, è più merito del portiere avversario che demerito suo.
Touré – 5: non ripete assolutamente la splendida prestazione della semifinale, facendosi ‘trovare’ raramente dalle compagne e non riuscendo ad attivare le sue scorribande. Esce, meritatamente, all’ora di gioco (dal 60’ Gavazza – 6,5: non ha la classe di Touré, ma nel pressing del Sassuolo ci mette molto del suo vigore).
Azzena – 6,5: ti aspetti sempre di vederla alzare bandiera bianca, perché in riserva di carburante: ed invece gioca sino all’ultimo secondo, con qualità e dinamismo.
Stanic – 6,5: meno brillante che in semifinale, cerca di giocare per le compagne e rischia comunque di lasciare il suo timbro sul match, cogliendo la traversa di testa.
Balugani (all.) – 8: la sua formazione ha praticamente dominato dalla metà del secondo tempo in poi e se non ha vinto è solo ‘colpa’ del portiere milanista. Ha azzeccato anche i cambi: di più poteva chiedere solo il titolo, ma purtroppo anche questo è il calcio.
MILAN
Belloli – 10: a chi dice che la perfezione non esiste, si consiglia di andare a rivedere la sua prestazione: salva il Milan in almeno 4-5 occasioni clamorose (quelle ‘appena’ eccezionali non si contano) ed anche nei rigori riesce ad essere decisiva, neutralizzandone due su quattro.
Pomati – 6,5: reggere il confronto con questo Sassuolo era impresa tutt’altro che facile, ma lei ci riesce per gran parte della gara: cala solo alla distanza, quando le sue compagne d’attacco non tengono più il pallone, che ritorna sempre dalla parte milanista, come un boomerang. (dal 118’ Peres – n.g.).
Bonanomi – 7: è una delle più in palla del Milan, ed anche una delle poche a rimanere lucida anche nei momenti di maggior pressione avversaria. Certe sue scorribande sulla fascia, sono una delizia.
Vitale – 6,5: finché regge la squadra riesce a dare il suo contributo, fatto più di spada che di fioretto, ma quando la squadra si consegna al Sassuolo, va in crisi anche lei (dal 85’ Galluzzi – 6: entra nel momento peggiore della gara, quando il Sassuolo è ormai padrone del campo, ma riesce a non demeritare).
Artioli – 6,5: anche per lei, la gara è giocabile finché l’attacco milanista riesce a tenere alto qualche pallone: poi, diventa un inferno dove, con grinta e mestiere, riesce a reggere l’urto.
Gemmi – 6: meglio che in semifinale, si fa comunque fatica a ricordare qualche sua giocata. La migliore è quando, con un traversone, centra il palo (dal 46’ Cortinovis – 6,5: entra nella ripresa e dopo poco si ritrova al centro di un assedio: ma se il Milan non crolla, un po’ di merito è anche suo).
Appiah – 6,5: la sua velocità, di gambe e di pensiero, è sempre eccellente, ma questa volta ha forse pagato qualche sforzo di troppo in semifinale: meno incisiva, lascia il terreno dopo un’oretta (dal 63’ Montaperto – 5: vale il discorso fatto in semifinale: dovrebbe, ma non riesce. Crea poco, o pochissimo, e perde un sacco di palloni).
Di Falco – 5: altra interprete che ha deluso: raramente efficace, mai decisiva. E quando il Sassuolo pressa con decisione, lei si smarrisce.
Strauss – 6,5: finché c’è lei in campo, il Milan è in partita: difende palloni e territorio. Pur se non brillantissima, trova comunque il modo di lasciare il segno, con un gol da vero bomber d’area (dal 72’ Stendardi – 5: altra responsabile di aver favorito l’arrembaggio sassuolese: si stenta a ricordare una sua azione offensiva, mentre sono tanti i palloni regalati alla difesa avversaria).
Arboleda – 6,5: cerca di dare qualità al gioco rossonero, anche nei momenti di maggiore difficoltà: e come contro la Juventus, nel finale rischia persino di siglare la terza rete milanista.
Taddei – 6: corre, contrasta e ribatte, dannandosi l’anima anche a coprire falle create dalle compagne meno attente (dal 63’ Hu – 6,5: entrata più tardi, è una delle poche a non andare in crisi nel pressing neroverde. Compie buone chiusure e si concede anche qualche scorribanda in avanti, palla al piede).
Zago (all.) – 7: il Milan gioca bene la prima frazione, poi decentemente fino al raddoppio. Da metà ripresa, rimane in balia dell’avversaria ed i cambi proposti non danno quanto sperato dal mister. Alla fine, però, è il mister campione d’Italia.
Scicolone (arbitro) – 7: viene facilitato dalla correttezza delle ragazze in campo, ma nei pochi casi in cui potrebbe accendersi il nervosismo sa intervenire con calma ed oculatezza. Non ha bisogno di sventolare troppo i cartellini, risultando autorevole e non autoritario.






