Nella tradizione popolare della regione Veneto, i vicentini sono identificati con l’appellativo di “magna gatti”, termine di cui credo non serva nemmeno la traduzione. Ma Gaia Sacchetto, difensore centrale della formazione Primavera biancorossa, che rapporto ha, con gli animali? “Io ho un bellissimo rapporto con gli animali, ho un cane piccolo che si chiama Rocco, io e i miei fratelli lo abbiamo sempre desiderato e due anni fa i nostri genitori si sono convinti e ad oggi è un membro importante della nostra famiglia, inoltre viene spesso a vedere le mie partite ed è il mio più grande tifoso quando sono in campo”
Gaia è una ragazza molto giovane, essendo nata il 9 luglio del 2009, ma sta già imponendosi nel panorama dell’Under 19 come una giocatrice molto promettente: com’è arrivata a praticare il calcio? “Ho iniziato a giocare a calcio in quinta elementare, nel 2019, quando in un paese vicino al mio avevano organizzato un primo open day di calcio femminile. Mio papà me lo propose, e visto che da qualche mese ero ferma con lo sport, mi convinsi a provare” sono i suoi freschi ricordi “Dopo i primi mesi è arrivato il Covid e il mister ci consegnava degli allenamenti da fare a casa e da lì mi sono appassionata a quello che oggi si è trasformata nella mia passione più grande”
Dunque, per la nostra ragazza, il periodo della pandemia non porta solamente ricordi tristi: ma non le sarebbe piaciuto praticare qualche altro sport? “Prima di iniziare a giocare a calcio, ho praticato per un paio di anni ginnastica artistica, visto che mia mamma lo aveva praticato per ben 15 anni ma poi è stata costretta a smettere” ammette Gaia “poi mi sono affacciata al mondo del calcio anche se la cosa strana è che nessuno dei miei genitori è appassionato di questo sport. Ora però siamo in due a giocarlo in casa, io e mio fratello Tommaso” Quasi un’anomalia, quella della nostra protagonista, considerato che, in genere, sono le ragazze ad appassionarsi agli sport praticati dai fratelli…
Passando al calcio giocato, la giovanissima Sacchetto viene schierata come difensore centrale: le capita mai, di invidiare chi gioca più avanti ed in genere ha più occasioni per finire ‘sotto i riflettori’? “In realtà no: penso che il mio ruolo possa essere incisivo quanto quello di un attaccante in una partita. Durante un incontro mi sono sempre stati riconosciuti i miei meriti, anche se al contrario i miei sbagli hanno avuto spesso pesanti conseguenze sul risultato”
Quali sono, per la stagione 2025-2026, gli obiettivi della nostra giovane intervistata e quali, quelli della sua squadra? “Quest’anno la cosa principale che voglio perfezionare è avere più fiducia in me stessa, visto che è una delle mie più grandi insicurezze: in primis dentro al campo e anche al di fuori, e questo molte volte mi ostacola nel mio percorso” ammette, molto sinceramente, Gaia “Per quanto riguarda la squadra, oltre a migliorare tecnicamente, puntiamo a raggiungere la doppia cifra nei punti in classifica: siamo una squadra che non molla mai e che ci crede fino in fondo, quindi ci meritiamo di più da questo campionato e ci stiamo impegnando al massimo perché sia così”
Con diciassette anni ancora da compiere, la giovanissima ragazza vicentina deve fare i conti anche con l’istruzione da portare avanti (frequenta il terzo anno del liceo economico sociale sportivo Leonardo da Vinci di Arzignano, paese della provincia di Vicenza): ritiene che sia il calcio, a sottrarre tempo alla scuola o viceversa? “In questi anni sono riuscita a trovare il giusto equilibrio per non sottrarre tempo a nessuna delle due attività, ovviamente è complicato mantenere una media alta e allenarsi e tornare tardi a casa. Ho tre allenamenti serali, la partita e molte volte in settimana mi ritrovo con grandi carichi di studio da fare: anche se è stancante e difficile, questo non mi ha mai ostacolata”
Sognare non costa nulla, soprattutto alla sua età: ma, se non dovesse ‘sfondare’ nel calcio, cosa piacerebbe fare ‘da grande’ a Gaia Sacchetto? “Essendo in terza superiore sono ancora in dubbio ma mi piacerebbe studiare all’università per poi laurearmi in giurisprudenza e diventare notaia o pubblico ministero”
Ovviamente, noi le auguriamo di ottenere il meglio dalla sua carriera calcistica: ma esiste una giocatrice od un giocatore, a cui vorrebbe ispirarsi? “Quando ho iniziato a giocare a calcio, andando a vedere un po’ di partite della Juventus femminile, mi ha affascinato lo stile di Sara Gama, sia sotto l’aspetto caratteriale e sia sotto l’aspetto tecnico. Penso che era una grande capitana e io ambisco ad essere come lei”
Obiettivo sicuramente molto ambizioso e di non facile realizzazione, come per altro quelli che la nostra giovanissima giocatrice si propone a livello di post università: una chiara dimostrazione del carattere e della grinta che Gaia Sacchetto mette nella sua crescita e non solo in un campo di calcio. Se la determinazione è importante, per imporsi nella vita di tutti i giorni, lei è già a buon punto, qualunque obiettivo vorrà poi raggiungere.






