“Quello che è successo domenica durante il match di campionato dell’Eva Milano è stato vergognoso”. Parte cosi il commento di disgusto firmato dalla presidentessa Maria Cacciotto, al timone dell’ Eva Milano. La gara, valida per il girone B di Promozione femminile lombarda sul risultato di 3-3, tra il Gropello San Giorgio e l’Eva Milano FC ha fatto scalpore, purtroppo, per attimi che non hanno assolutamente a che fare con lo sport. Dopo un fallo di gioco, commesso dalla squadra locale sulla linea laterale all’altezza delle panchine, gli animi si riscaldano. Alcune calciatrici battibeccano poi il mister della formazione di casa, un uomo, spintona vistosamente una delle calciatrici avversaria, una donna.
Le immagini hanno fatto il giro del web lasciando davvero poco spazio alle parole. “La nostra missione è sempre stata chiara promuovere la bellezza del calcio femminile- a continuato nello sfogo post gara la presidentessa Maria Caciotto – Usiamo i social per dare luce alle nostre atlete, per mostrare i sacrifici, i sorrisi e la crescita di un movimento che merita rispetto. Vogliamo far vedere quanto è bello questo sport”.
Poi tornando sulla partita, che ha visto lo stesso allenatore mancare di rispetto alle avversarie, ha evidenziato: “Domenica, però, abbiamo assistito a una scena che con il calcio non ha nulla a che fare. Mentre venivamo derise perché “squadra social”, sul campo si consumava l’atto più antisportivo possibile: un uomo, un allenatore, che usa la violenza fisica verso il nostro Capitano”.
La massima dirigente dell’Eva Milano ha poi aggiunto: “Mettere le mani addosso a una ragazza non è agonismo, è un fallimento umano e professionale. Voglio essere chiara: non esiste dinamica di gioco, provocazione o tensione agonistica che possa giustificare la violenza. Nulla giustifica le mani addosso”.
L’ex direttore di gara ha quindi concluso evidenziando sull’accaduto: “Se essere una ‘squadra social’ significa denunciare questa vergogna affinché non resti nell’ombra, allora alzeremo il volume ancora di più. lo sto con il mio Capitano. lo sto con la mia Squadra”.






