A “Luci spente con Agnese Bonfantini”, è la fortunata trasmissione web che la Fiorentina dedica alle sue calciatrici: nella puntata di questa settimana, nell’episodio 5, il Club viola a voluto dialogare con la punta gigliata. I temi, fuori dal campo, hanno fatto conoscere l’infanzia di Agnese, fin da piccola, come ha intrapreso questa carriera e come è nata la sua passione per questo sport per poi toccare temi come la moda per poi a chiudere con la sua esperienza in altre squadre di calcio.
LA FAMIGLIA:
“Diciamo che da piccola ero una peste, inizia la sua lunga intervista Agnese, poi crescendo mi sono un po’ placata, non ero una tranquilla ed ogni settimana i miei genitori erano a parlare con i professori: direi una infanzia agitata. Però molto bella perché i miei genitori mi hanno permesso di giocare da subito a calcio, che era la mia passione, vengo da una famiglia di pallavolisti, mio papà voleva vedermi giocare a pallavolo, ci ho anche provato, ma non era il mio sport”.
“Quando ero piccola i miei genitori erano severi, e questo mi è servito: oggi sono i miei primi tifosi mi seguono, mi consigliano, e poi mi quando devo prendere una decisione sul mio futuro mi fanno decidere sempre a me. Questo è segno di una grande apertura, oggi che sono grande è giusto prendere la giusta via”.
“Ho un fratello, che gioca a Pallavolo, ed è di famiglia siamo molto uniti e ci sentiamo anche se lontani. A casa mia, entrando nel profondo, è stato un ambiente tranquillo, con privacy e tranquillità”.
“Ha casa mia ho avuto tutto, ma sono stata molto umile ed ho amato le piccole cose, questo è stato molto importante per le mie scelte. Con la mia famiglia ho avuto un bel legame anche con i miei nonni e nonne, che mi hanno sempre seguito, porterò sempre nel cuore la loro umiltà e generosità per il prossimo con tanta voglia di vivere la vita!”.
“Adesso penso molto, e non ho punti di riferimento, voglio essere matura per scegliere di testa mia. Mi chiudo in me stessa e se serve corro dai miei genitori”.
“Ho vissuto a Verbania, la città natale, non vi è molto per i divertimenti ma è stata una bella infanzia. Ho bei ricordi, il campo da calcio dove ho dato i miei primi calci al pallone: vedo i mei sacrifici e dove tutto è iniziato!”.
LA MODA:
Ha aperto il suo “brend” con la moda, che è già divenuto una parte fondamentale della vita: “Questa passione è nata un po’ di tempo fa, ammette la giocatrice, dove mi è sempre piaciuto vestirmi e seguire sfilate e tutto quello che è l’ambito moda. Da quest’anno ho avuto più tempo, dopo la mancata convocazione agli europei, ed ho aperto questo stile e questo focus. L’idea non capisco da cosa sia nata ma volevo uscire dagli schemi e crearmi un po’ il mio futuro che quando uscirò dal mondo del calcio ci sia un qualcosa che ricorda le mie emozioni e su cosa può provare la gente sul mio “desing”. Vorrei in un futuro sponsorizzare il mondo dello Sport “al femminile”, perché secondo me ha avuto una grande evoluzione negli anni, e mi piacerebbe sviluppare questo marchio a 360°”. “Sono molto felice, anche Alice Tortelli mi ha aiutato in questo, le mie compagne mi hanno aiutato e di questo sono molto felice. Le parti più difficili sono state nel cercare persone che hanno creato capi come volevo io, e trovare acquirenti nel web, è difficile crearsi un nome e capire la qualità dei miei capi. Ho puntato molto sul tessuto, e sulle stampe, adesso sono uscite magli e felpe ma mi piacerebbe fare borse e cardigan. Ho imparato a cucire, per adesso metto solo etichette, ma voglio pian piano vedere tutto il lavoro”.
“Dedico a questo spazio extra calcio, il mio tempo libero, il calcio mi ha insegnato la disciplina ed ha capire i momenti difficili e mi ha fatto crescere tanto. Nella vita si può essere più di una cosa”.
TRASFERIMENTI:
“Ho cambiato molte squadre, a volte l’ho vissuto bene in altri peggio, certamente il mio primo a Roma (che era la mia prima volta) è stato più tosto. Poi alla fine sono stati i miei 3 anni più belli, poi gli altri sono stati trasferimenti più sereni aperti a nuove prospettive: è bello ambientarti e conoscere le compagne. Cambiare così tante squadre, anche se a volte non volevo, il cambiamento è stato anche pesante ma sono contenta di tutto queste novità, sono sempre stata curiosa e mai monotona, i cambiamenti mi hanno plasmato e fatto molto maturare”.
“La distanza con la famiglia la gestisco bene, li vedo frequentemente, anche con le mie amiche. A Firenze mi trovo bene, ho cercato di visitarla prima da turista e poi nel dettaglio. A me piace molto sedermi nei bar, fare shopping e visitare le culture della città”.
“C’è stato un periodo che volevo smettere di giocare a calcio, poi la mia famiglia mi ha aiutato e mi ha fatto capire a quanti sacrifici avevo fatto per arrivare dove sono, mi sono tirata su ed adesso sono felice!”.






