Nei giorni scorsi Alessandro Spugna, con un’esperienza recente al Sassuolo, ha rilasciato un intervista a Tuttosport. L’allenatore ex della Roma ha parlato della corsa scudetto affermando: “La corsa forse è a una. Sei punti di vantaggio con cinque partite per la Roma, sono tanti”.
Sulla zona Champions ha invece ammesso: “Credo che alla fine la spunterà la Juventus, anche perché penso che a livello di rosa sia la più forte. Ma non solo tra chi lotta per il terzo posto, proprio del campionato. Poi è chiaro che ci sono annate in cui le cose non vanno tutte per il verso giusto. La Lazio e il Napoli che non credo possano più essere definite sorprese”.
Sul gioco espresso in massima serie poi ha dichiarato: “Per lunghi tratti mi è piaciuto il Napoli, anche se quando l’ho affrontata a inizio stagione la Fiorentina mi aveva impressionato”.
Sulle giovani ha invece continuato: “Delle giovani Galli della Roma e Venturelli del Sassuolo. Poi ovviamente Dragoni, allenarla è stato un piacere. Non so quante giocatrici come lei ci siano in Europa. Ha bisogno di continuità nel club come in Nazionale”.
Parlando di futuro non ha nascosto poi i suoi obiettivi: “Vorrei un progetto a medio-lungo termine in cui l’obiettivo non sia solo il risultato, ma in cui il risultato sia vissuto come frutto di un percorso di crescita. Inter o Juve? Non ci sono stati contatti ed è prematuro parlane, ho rispetto dei colleghi e del loro lavoro e in questa fase non sarebbe corretto da parte mia come dei club. Sono due top club, come farei a non prenderli in considerazione?”.
Sulla sua carriera allenatore ha invece evidenziato: “Fare il CT? A me piace molto il lavoro quotidiano, per cui forse sarebbe una cosa a cui dovrei abituarmi. La proposta del Giappone era arrivata quando ero alla Roma, ma non si è concretizzata, però c’è stata più di una semplice chiacchierata. Galatasaray? Eravamo alle battute finali. Ma poi ho capito che le condizioni generali non erano del tutto favorevoli e quindi mi sono tirato indietro”.
Sull’esperienza al Sassuolo ha invece ricordato: “Ho iniziato con l’entusiasmo di dar vita a un progetto che includesse tante giovani, poi mi sono scontrato con idee che non coincidevano con le mie e ho preferito fare un passo indietro. Credo la “colpa” sia più mia, forse dopo il ciclo alla Roma era opportuno fermarsi, come ho fatto in questa seconda fase”.






