Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Eleonora Goldoni, calciatrice della Lazio e della Nazionale, ha raccontato al podcast ‘Athletica Vaticana’, di Vatican News la sua carriera sportiva raccontando diversi aneddoti interessanti. La giocatrice sugli inizi, infatti, ricorda: “Da piccola a Finale Emilia ricordo i miei compagni di squadra, tutti maschietti, che in una partita mi difendevano dagli avversari che mi puntavano il dito perchè femmina. In quella gara feci una tripletta per le ire degli avversari”.
Poi sui primi passi con una squadra femminile ammette: “Quando sono passata ad una squadra femminile ricordo che, tra Serie B e Serie C, capitava di avere tutte compagne con divise diverse, allenamenti senza buona parte di fari accesi la sera per l’allenamento, i campi erano al limite della praticabilità”.

Poi il salto in America che Goldoni inquadra cosi: “Ho sempre tenuto lo sport e lo studio, dopo l’Europeo con l’Under 19 ho avuto l’opportunità di andare a giocare negli USA e conoscere cosi bene una nuova lingua. Scelsi il Tennessee e li ho scoperto un mondo diverso sia per quanto riguarda la scuola che per la cultura sportiva”.
Sul quel momento poi ricorda un passaggio meno felice: “Quando sono andata negli USA ho preso qualche chilo e ho cominciato ad avere una visione distorta di me e a non mangiare, o comunque evitare il cibo. Da quando ho condiviso il mio problema in tanti mi hanno cominciato a scrivere tramite social, da ragazze e ragazzi e genitori”.

Poi anche una battuta sul futuro da mamma che assolutamente non esclude: “In futuro voglio diventare mamma, la gravidanza è un dono bellissimo per una donna. Oggi c’è più conoscenza anche sull’allenamento per un’atleta in stato di gravidanza con indicazioni che possono essere molto utili. Indubbiamente ritornare a livelli alti non è semplice. Chissà”.
Nell’intervista qualche collegamento al calcio, tra le più particolari quella sul suo ruolo: “Mezzala? Direi che è il ruolo che amo, da sempre ho voluto far segnare le compagne ma inizialmente giocavo avanti anche perchè mi piaceva segnare. A Napoli il mister da punta mi provò a centrocampo e ho scoperto una posizione che non ho più lasciato”.

Nel podcast spazio anche alla Eleonora molto vicina alla fede. Su questo tema ammette: “La mia storia parte da piccoli, da catechismo e pellegrinaggi. Quando mi sono sentita persa mi sono avvicinata molto alla fede, è stata una scelta personale nel quale da un momento buio ho trovato risposte importanti. Ho cominciato ad apprezzare momenti piccoli della vita. La fede mi ha dato tanta libertà in quella che oggi è la mia vita. Tante cose non sono sotto il nostro controllo, ho imparato ad accettare che il nostro valore viene dato dalla persona che si riesce a diventare”.
Su questo tema conclude: “Con il mio compagno, o con qualche amico ci videochiamiamo e spesso recitiamo il rosario insieme magari. Quando sentiamo l’esigenza è un qualcosa che facciamo con naturalezza e anche prima di ogni gara c’è sempre un pensiero particolare di fede”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here