A pochi giorni dall’inizio del girone di ritorno del massimo campionato di serie A femminile, abbiamo avuto il piacere di intervistare una giovane realtà del calcio nostrano, ovvero Erika Santoro, difensore del Sassuolo, nel quale è arrivata nella stagione calcistica 2019-20, e anche perno della Nazionale Italiana under 23. Con Erika abbiamo fatto una carrellata a 360° gradi sulla sua esperienza nel club emiliano e non solo…

Ciao Erika, in questo girone di andata del campionato siete state sicuramente fra le migliori rivelazioni dello stesso. Sotto che aspetto siete maggiormente cresciute secondo te?                                                                                                   “Noi del Sassuolo dallo scorso anno abbiamo iniziato un progetto tecnico con il quale quest’anno abbiamo cercato di migliorare la nostra qualità di gioco, in particolare in attacco e a centrocampo, con innesti anche giovani ma di assoluto valore e prospetto, che ci hanno regalato anche una ventata di entusiasmo in più. Inoltre, devo dire che ora giochiamo ormai ad occhi chiusi, anche perché abbiamo molta fiducia nel modulo del mister Piovani, che è il nostro condottiero e siamo anche molto compatte in tutti i reparti”. 

Personalmente, quando hai capito che in questa stagione avevate alzato l’asticella?                                                                                                                  “Penso dopo la vittoria in trasferta a casa del Milan per 2-0, la scorsa stagione subivamo molto questa squadra, in più avevamo anche qualcosa che ci rodeva in gola per la lotta al secondo posto che ci è sfuggito lo scorso campionato. Dunque abbiamo dato il meglio di noi stesse, e come non mai sono stata molto orgogliosa della mia prestazione e di quella di tutta la squadra e lì ho capito che quest’anno potevamo fare molto bene”. 

Anche se poi siete state battute ai rigori nella semifinale di Supercoppa Italiana contro la Juventus, avete offerto un grande spettacolo a chi anche da casa ha assistito alla partita, che ne pensi?                                                                “Assolutamente sì, sul campo è stata una grandissima partita, contro una squadra fortissima, ma questo ovviamente non lo scopriamo oggi, anzi per noi le juventine sono sempre uno stimolo per avvicinarci al loro livello, e in campo abbiamo fatto una bella partita, giocata senza un attimo di sosta, con continui ribaltamenti di fronte, in cui ci siamo affrontate a viso aperto, peccato poi per la lotteria dei rigori”. 

Parliamo un attimo del tuo ruolo, visto che sei sempre più un faro del Sassuolo e soprattutto sei sempre presente in ogni parte del campo come un elastico, ma come fai?                                                                                                                “Diciamo che mi piace moltissimo fare le due parti, sia quella difensiva che quella offensiva, cerco sempre di essere una giocatrice moderna e anche per questo devo ringraziare mister Piovani, perché mi ha abituata a uscire dalla mia zona confort che un tempo magari poteva essere solo la difesa, e mi ha insegnato ad essere sempre imprevedibile. Infatti, in alcune gare mi sono ritrovata anche per esigenze varie a giocare come mezz’ala, e lì, spesso, ho fatto più fatica, perché mi sono ritrovata a giocare alle spalle della porta e, dunque, ad avere una visione più limitata di quando gioco dietro o da esterno classico, dunque mi sono abituata a leggere e ad anticipare la giocata, anche perché lì non puoi assolutamente sbagliare nulla, altrimenti regali delle ripartenze in contropiede alle avversarie”. 

Come ci si preparava fisicamente a ricoprire il tuo ruolo che è molto dispendioso a livello fisico?                                                                                                             “Penso che la preparazione più importante sia l’allenamento, più ti alleni meglio rispondi anche sotto un profilo cardiaco, inoltre il mister ti ripropone situazioni di gioco che poi ti troverai a gestire in partita. Una cosa molto importante che ho imparato in tutti questi anni è il fatto di dover sempre rimanere lucida fino a fine partita, e cosi se sbagli un pallone o una giocata non puoi permetterti il tempo di pensaci, devi cancellare e focalizzarti subito sulla palla dopo, inoltre e non è da poco è importantissima anche la fiducia che mi danno sempre le mie compagne”. 

Erika, tu con il passare delle stagioni (hai esordito giovanissima a soli 14), hai sempre aggiunto esperienza al tuo bagaglio e anche quest’anno, se possibile, sei migliorata tantissimo rispetto alla passata stagione, il trucco?                                   “Il trucco penso che sia la testa, unita ad un lavoro sul mio corpo a livello fisico fatto di tanti sacrificio e allenamento e, soprattutto, ho iniziato sempre di più a limitare gli errori”. 

Si apre per voi un girone di ritorno molto impegnativo per la difesa del secondo posto, quali squadre vedi fra le più temibili?                                                               “Per il secondo posto, secondo me, rimane un discorso aperto fra noi e la Roma, che come noi ha una grande completezza in ogni tipo di reparto e ha anche delle atlete che sono in grado di sbloccare da sole anche singole partite, cosa che a noi magari è un po’ mancata. Poi, comunque, vedo ancora in corsa il Milan che rimane una squadra davvero forte, e poi c’è il grande mercato in entrata della Fiorentina che, però, al momento rimane più distaccata, senza dimenticarci del bel cammino che sta facendo l’Inter. Sicuramente ci sarà da divertirsi e speriamo con la forza del nostro gruppo che, mai come quest’anno, è molto unito sia dentro che fuori dal campo ed il rispetto che abbiamo per chi ci aiuta dalla prima all’ultima giocatrice, allo staff, e ai tifosi che ci seguono, che la nostra forza dunque ci permetta di giocare al meglio gli scontri diretti che avremo a disposizione”. 

Pensi che il campionato di serie A quest’anno si sia ulteriormente arricchito?              “A livello di campo c’è più competitività per i primi posti, proprio per questo le squadre hanno fatto grossi investimenti per migliorarsi sempre di più, sono arrivati innesti importanti anche dall’estero e hanno dato qualcosa di più anche a  noi. Poi non è da sottovalutare la crescita a livello mediatico, dalle tv ai social, tutti  ci stanno seguendo di più e questo è solo un bene per il movimento, inoltre sono in visibile aumento anche gli spettatori al campo e questa cosa ci riempie di orgoglio e ci regala una grande carica emozionale”. 

Sassuolo è da sempre stata una realtà che ha creduto nel settore femminile e ha investito tanto su questo progetto, tu come ti trovi?                                            “Spesso erroneamente si pensa che Sassuolo sia una realtà piccola, invece è una società molto organizzata, attenta ad ogni minimo dettaglio. Siamo trattate da professioniste per la considerazione che ci danno; inoltre, come strutture usiamo le stesse del maschile, dunque non posso che dire cose belle, io mi trovo molto ma molto bene, anzi se posso aggiungere un inciso c’è uno staff che lavora solo per noi del femminile che in poche società si trova ed è davvero super”. 

Nel tempo libero suoni ancora il bongo? E cosa fai fuori del terreno di gioco?              “Siii assolutamente  il bongo mi fa sempre compagnia nei momenti di relax e mi scarica molto fuori dal campo, come la mia chitarra; scherzi a parte, cerco sempre di trovare qualche interesse diverso che mi faccia staccare la spina e allo stesso tempo ricaricarmi, quando non sono in campo; poi con la squadra ci vediamo spesso anche fuori, visto che  abitiamo vicine, dunque organizziamo cene, vediamo films e siamo sempre assieme, anche perché, purtroppo, con questa pandemia non mi arrischio a spostarmi troppo. Sui  social non ci passo molto tempo, li ho perché mi piace condividere la mia passione, avere dei sogni,  e magari essere un giorno un idolo delle ragazzine che mi seguono. Ma la cosa che cerco di fare ogni giorno è quella di migliorarmi come persona, vivendo con umiltà e tranquillità il mio sogno”. 

A nome della redazione di Calcio Femminile Italiano, ringraziamo Erika Santoro per averci concesso il suo tempo per questa intervista, e ringraziamo anche l’ufficio stampa del Sassuolo Femminile che ce l’ha concessa.

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile 

Danilo Billi è un giornalista pubblicista da circa 20 anni. Nativo di Bologna, ha mosso i primi passi lavorativi nella città natale nell’ambito sportivo, seguendo dapprima la Fortitudo Baseball e poi la Pallavolo femminile di San Lazzaro di Savena in serie A1. Per gli anni a seguire ha collaborato con la Lega Volley Femminile, prima di approdare a Pesaro, dove è stato capo fotografo per oltre 10 anni dell’ex Scavolini Volley di A1 e redattore a Pesaro, dove attualmente vive, per il Messaggero, il Corriere Adriatico e Pesaro Notizie (web). Si è occupato del Bologna Football Club per diverse stazioni radio emiliane, come Radio Logica e Radio Digitale, dopo di che ha iniziato a scrivere per la fanzine Cronache Bolognesi e ha collaborato con altri siti e app che si occupano, tra l’altro, di calcio femminile, che negli ultimi anni ha rappresentato la maggior parte della suo impegno giornalistico. Ha scritto due libri di narrativa attinenti al calcio Bolognese e al suo tifo e uno lo scorso anno relativo alla stagione del Bologna calcio femminile edito dalla collezione Luca e Lamberto Bertozzi.

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