In esclusiva in diretta Instagram sul canale Taca La Marca, è intervenuto Raffaele Carlino, presidente del Napoli Femminile. Ecco le sue parole ai nostri microfoni.
 
Sfida salvezza – “L’ho vissuta in maniera molto tranquilla, perché la squadra, non solo con la San Marino, ha sempre dimostrato di dover restare in Seria A per meriti. Credo vi sia stata anche una certa sfortuna vanno considerati anche 4-5 punti persi in maniera molto anomala. La squadra dunque ha una stagione alle spalle molto sfortunata, ci sono stati molti infortuni e purtroppo siamo stati la squadra femminile che ha avuto più casi di Covid all’inizio. L’unico rammarico è quello di aver sempre ragionato con il cuore, come spesso accade nel femminile, e forse ho aspettato un po’ troppo ad esonerare l’allenatore precedente, che reputo una persona perbene, un tecnico che ha sempre fatto bene in Serie A. Ragioniamo troppo con il cuore e meno con la testa in certi momenti, e purtroppo il femminile sta cambiando anche in questo senso.”
 
Sfida con la Juventus – “Il Napoli ormai ha preso coscienza dei propri meriti e ce la giochiamo tranquille, non abbiamo nulla da perdere in questa sfida – sulla carta quasi proibitiva – quindi andiamo a fare la nostra partita come all’andata, quando addirittura chiudemmo il primo tempo per 1-0 e perdemmo in malo modo 2-1… da quell’incontro forse  abbiamo ricavato un po’ di esperienza e sappiamo come fermarle, ma certamente lo spessore della Juve non si discute. Tutte vinte, nessun pareggio: la dice lunga sul corso della Juve quest’anno in serie A, però il femminile è bello anche per il fatto che niente è scontato.”
 
Obiettivo 23 maggio – “Purtroppo saranno tre finali al cardiopalma perché non dipendiamo solo da noi, ma anche dai risultati della San Marino, loro hanno una partita sulla carta “facile” ma facile non è.  Il Bari ha avuto un percorso sfortunato, anche la loro presidente ha fatto tanti sacrifici per portare in Serie A la squadra e purtroppo mi dispiace proprio il fatto che si stiano giocando la permanenza le tre società che vengono dal femminile da tanti anni, noi piccoli club. Speriamo questo non sia un “presagio” della scomparsa dei club come i nostri che hanno fatto il femminile con un approccio emotivo e passionale, per far posto ai super club con tanti soldi. Questo non mi piacerebbe, nel femminile ben venga il professionismo, però non siano le società come le nostre a pagare.”
 
Calcio femminile – “In ambito sportivo ho sempre avuto una mentalità vincente, non parto mai battuto. Quest’anno mi sono scontrato con una realtà diversa del calcio femminile, sicuramente, nonostante Napoli Femminile nel 2004 sia nata. In questa stagione abbiamo visto un calcio completamente diverso, dal punto di vista organizzativo per tutte le conseguenze del Covid, ma soprattutto senza spettatori, con la procura a controllare tutti i sabati e le domeniche se anche una sola persona in più entrava allo stadio. Abbiamo anche vissuto un clima poliziesco all’interno degli stadi che è la cosa più brutta. Invece il femminile è a porte aperte, speriamo, diversamente rispetto al maschile, di poter vedere l’anno prossimo Napoli-Juventus in serie A a porte aperte con il pubblico.”
 
Fair play – “Noi presidenti – tutti, devo dire – abbiamo sempre fatto del fair play una valore e vorrei vedere di nuovo nel maschile l’educazione, il rispetto per l’avversario e per i tifosi che vengono in trasferta. Le donne, come al solito, danno l’esempio di come debba essere la lealtà sportiva. Va bene lo sfottò, va bene l’antica rivalità con i club come Juventus, Inter, Milan… però, quando finisce la partita, amici più di prima. A me così piace interpretare la parola “sport”. Se dobbiamo andare agli stadi  con mille carabinieri e poliziotti, per me, non è calcio. Nell’ultima trasferta che andai a vedere, la finale con la Juventus di Coppa Italia, mi sembrò di andare in guerra, ero con mio figlio piccolo e sinceramente rimasi terrorizzato per ciò che succedeva fuori dal campo. Credo questa sia una sconfitta del calcio italiano, mentre in Europa sono riusciti ad aprire gli stadi, soprattutto in una nazione come l’Inghilterra si è passati dagli scontri violenti ai tifosi insieme pacificamente. Su questo siamo forse un po’ indietro e mi auguro veramente di rivedere anche nel maschile la riapertura degli stadi e che i napoletani possano andare di nuovo a Torino, a Roma e che i torinesi e i romani tornino da noi. L’anno scorso facemmo una bellissima sfida per la promozione in Serie A a Roma, con la Lazio: fummo ospitati dai tifosi, eravamo più di mille, fu una festa dello sport conclusasi con la nostra vittoria e una stretta di mano con grande fair play anche in campo. Quello che mi piace di queste ragazze, di tutte, è proprio il fair play: io non ho mai visto una partita in cui una ragazza si butta a terra per avere un rigore, mai, e non lo faranno. Le donne sono sempre state più oneste, intellettualmente e nello sport, degli uomini.”
 
Comunicazione d’eccellenza – “Sia Gianluca Monti, che tutto lo staff, lavorano veramente 24 ore su 24 con tanta passione educazione. Mi potrebbe dispiacere di più un episodio di diseducazione in campo che una sconfitta. Ho sempre nella mia vita portato avanti signorilità e rispetto degli altri come valori e non vorrei  poi per una partita perdere questo mio percorso sportivo, ma anche di azienda. Se rappresento Napoli, la voglio rappresentare nella maniera più educata, nel rispetto di tutto e tutti, perché Napoli è anche questa, non è la Napoli che ci vanno a raccontare. Noi siamo una società ben voluta da tutti, purtroppo però non mi aspettavo di ritrovarmi in questa posizione a tre partite dalla fine, perché avevamo veramente programmato un campionato diverso… però il calcio femminile è anche questo, non vedo l’ora di uscire da quest’incubo. Rappresento 20 imprenditori che hanno investito tanto in questo calcio femminile, più di 10 sponsor napoletani che hanno investito sulla maglia del Napoli e mi sento responsabile, un po’, di questa situazione momentanea. Quando vediamo queste ragazze allenarsi, il loro approccio, capiamo che tutte le partite, tranne un paio approcciate male, il Napoli non meritava di perderle. Anche nel girone di andata con Marino, siamo sempre usciti dal campo con i complimenti o con un rigore contro al 90’, ma non parliamo di arbitri, si aprirebbe un discorso infinito. Non penso mai alla malafede, ma credo che con il professionismo si debbano avere anche arbitri di una qualità diversa.”
 
Il Mister – “Ha portato sicuramente tanto entusiasmo e consapevolezza dei mezzi delle ragazze, le quali dopo 10 partite e 1 punto si sentivano veramente “squadra di serie B”, lui è riuscito molto a lavorare sul morale, ma poi ha fatto anche due mosse intelligenti che hanno fatto la differenza: spostare Goldoni mezzala a centrocampo e Nocchi a ‘falso nueve’ e ci sta dando tanto. Avevamo un problema di gol nel girone di andata, i gol ora li facciamo ne abbiamo fatti anche 2 alla Roma, perdendo 3-2. Con l’Inter siamo stati sfortunatissimi con un episodio al 90′. In quest’anno sfortunato, pandemico, non vorrei che queste ultime tre partite capitassero episodi a noi sfavorevoli. Questa è la mia paura.”
 
We are Napoli – “Penso questo slogan  sia il riassunto di tutto quello che abbiamo fatto quest’anno anche a livello di comunicazione. Come lo è venire il sabato e la domenica allo Stadio Caduti di Brema, perché noi giochiamo nella Napoli vera, nel quartiere Barra, e i presidenti che sono venuti sono rimasti entusiasti nell’osservare i tifosi dal balcone fare il tifo per noi. Noi siamo Napoli, siamo il Napoli femminile e ben venga anche il Pomigliano. Anche loro hanno fatto tantissimi sacrifici, stimo tantissimo il presidente Pipolo per tutto quello che ha fatto nel femminile e finalmente, se rimaniamo in Serie A, il prossimo anno vedremo un derby a Napoli che aspettavamo da 100 anni. Nel maschile non ci sono mai riusciti, hanno cercato varie volte di fare la seconda squadra, con l’Internapoli e il Campania ma non sono mai riusciti ad arrivare in Serie A. Oggi ritrovarci in un calcio femminile così importante e di prospettive future con due squadre in serie A sarebbe il sogno mio e anche del presidente Pipolo, perché già immaginiamo che cosa possa succedere con il derby a Napoli.”
 
Investire –  “Il cambiamento io l’ho trovato, perché mentre nel 2004 investivo soldi miei, con gli sponsor dei brand che mi appartengono, oggi faccio fatica a mettere anche i miei brand sulle maglie, perché ne abbiamo più di 20 arrivati quest’anno. Prima potevi chiamare le più grandi aziende meridionali, nessuno voleva investire nel femminile. Oggi invece, non vedo solo l’interesse da parte di Sky, TimVision e di tanti giornalisti, ma proprio delle aziende che credono nel femminile e nella visibilità che può portare. Questo per noi è fondamentale perché significa trovare nuove risorse e fare una squadra sempre più competitiva. Noi siamo certi del fatto che vorremmo sempre vincere, poi andiamo a scontrarci con società un po’ più organizzate, con strutture che magari a Napoli facciamo fatica a trovare. Il settore giovanile ad oggi è solo napoletano perché non abbiamo una foresteria per ospitare le ragazze che vengono dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Puglia. Lì, se il Bari scende, si determina la scomparsa di tutte le squadre del centro Sud e per noi sarebbe un’opportunità ma c’è da dire che mi fa piacere ritrovare di nuovo il Palermo che si sta organizzando per venire in Serie A, trovare il Foggia, il Bari, il Lecce. In questo momento di transito però  sarebbe bello se noi e il Pomigliano potessimo ospitare queste ragazzine che hanno prospettive di calcio femminile e farle crescere nel nostro settore giovanile.”
 
La squadra –  “Queste ragazze le coccoliamo e le viziamo perché sappiamo ciò che fanno per noi, per la nostra società e per la città di Napoli. Loro amano la città, non solo Cafferata, anche Betta Olivieri è una napoletana a tutti gli effetti, la nostra capitana Paola Di Marino, insomma c’è tanta napoletanità e le straniere che sono venute sono diventate tutte napoletane. Nessuna se ne vorrebbe andare più e faremo fatica poi a decidere la squadra del prossimo anno. Per affetto e per quello che hanno dato le confermerei tutte, perché sono state fantastiche. Sia in allenamento che sul campo queste ragazze mi emozionano, anche quando perdiamo 4-0 con il Milan sono sempre emozionato, perché vedo cosa fanno e quanti sacrifici compiono. Questo per un presidente, come me, vale tanto, vale forse anche quasi più di una promozione… poi c’è il responso del campo,  ci sono squadre più forti e bisogna accettarlo, però io ho sempre chiesto di far venire a Napoli ragazze che amano la città, che vogliono trasferirsi con piacere. Se hanno anche un solo dubbio… io non sono un presidente che convince, mi piace che debbano venire qua con convinzione, amando la città e la maglia, questo è un mio presupposto per fare calcio femminile.”
 
Sport per ripartire – “Credo che ripartiremo in pieno quando riapriremo gli stadi, perché sarà  la sfida del calcio femminile. Adesso abbiamo tanti spettatori per Sky e Tim Vision, ma la sfida vera è quella di riempire gli stadi che fino a ieri non abbiamo mai riempito. Mi aspetto che il prossimo anno, rimanendo in Serie A, si veda un derby con il Pomigliano con il tutto esaurito, questo sarebbe non un successo mio, ma il successo delle ragazze, perché  ho sempre visto in questi anni la loro emozione quando vedono gli spettatori, perché capiscono che per il femminile sta nascendo interesse anche a livello di pubblico e di affezione. È fondamentale per una calciatrice andare in campo e vedere gli spalti con la gente. Al Collana, dove giocavamo in Serie B, eravamo riusciti a fare 2mila spettatori e forse siamo stati una delle società che ha portato più pubblico all’epoca, in un calcio femminile che non era questo. La mia grande soddisfazione ci sarà quando riapriremo il Caduti di Brema, con capienza di 5-6mila spettatori: vorrei vedere lo stadio pieno, ma non per me, per le ragazze che se lo meritano tutto.”