La calciatrice della Fiorentina Women’s, Tatiana Bonetti, è stata la protagonista di una diretta Instagram:

“Mi auguro che la stagione possa riniziare. Il calcio è la mia vita, scendere in campo mi manca. La stagione è a metà, ma almeno sono tornata in nazionale, sono orgogliosa.

Rito prima di entrare in campo?
Farmi il segno della croce e baciare il campo. Se Guagni, il capitano, sceglie, ad esempio, la metà campo di sinistra, bacio quella metà.

L’esultanza?
Nacque in occasione della partita contro l’Inter, quando in tribuna c’erano miei parenti.

Quanto mi pesa la maglia numero dieci?
Ha un peso perché è una maglia prestigiosa, bisogna sempre valorizzarla, in ogni partita cerco di dimostrare che me la merito. Quando sono arrivata alla Fiorentina nessuna voleva vestire la maglia numero dieci perché in passato si sono infortunate varie giocatrici, ma io ho deciso di indossarla ugualmente.
Ho il fiuto del gol da quando ero bambina, a inizio carriera giocavo come punta. Adesso mi piace giocare come trequartista.

Piano B per quando smetterò di giocare?
Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio, ma non ci ho ancora pensato. Spero che, prima o poi, mi si accenda la lampadina.

La Champions League?
Iniziare così la stagione non è facile perché trovi squadre pronte fin da subito. E’ una sorta di ‘o la va o la spacca’. Lo spareggio col Milan? E’ ancora presto per dire se lo giocheremo o no.

Se ho perdonato Clelland dopo il pugno in Supercoppa Italiana?
Che legnata! Nessuno in panchina credeva al fatto che non vedessi. Segnare al Franchi il gol dello scudetto? Fu bellissimo. Mi sono emozionata tantissimo, anche perché era il primo scudetto della Fiorentina. Non mi aspettavo tutta quella gente.

Il gol all’incrocio contro il Milan?
Volevo mettere la palla proprio lì, ma quando la vidi entrare pensai: ‘Cavolo, l’ho messa proprio lì’.

L’arrivo a Firenze?
Ero emozionata e agitata, era stato allestita una rosa importante, c’era tanta voglia di fare bene, vincemmo il campionato”.

Credit Photo: Alessio Boschi