Questa volta andiamo a conoscere il ministro della difesa del Ravenna calcio femminile, ovvero Alice Greppi, che è arrivata in terra romagnola dopo che si fatte le ossa nel nord Italia, di cui è originaria, ben 4 stagioni fa, ottenendo negli ultimi tre anni la franchigia giallorossa per ben terzi posti consecutivi…

Alice come è nata la tua passione per il calcio?
“Tutto è partito da mio padre, fin da piccola giocavo sulla spiaggia con lui e anche se prendevo tanti pestoni mi divertivo molto, al punto che poi all’età di 5 anni mio padre mi ha iscritta nella mia scuola calcio alla Pro Vercelli, dove sono stata fino a 15 anni, dopo sono passata al femminile, e per cambiare anche ambiente sono approdata a Stradate in A2; lì dopo aver fatto 6-7 mesi di primavera, mi hanno fatto esordire subito in prima squadra, e devo dire che si è anche formato il mio carattere, visto che è stata una grande lezione di vita, infatti ero una delle più piccole in un ambiente di ragazze tutte più grandi e non è stato certamente facile all’inizio, anzi direi che stata una prova di carattere ma anche una grossa scuola di vita per me e per la mia crescita”.

Dopo in che squadre hai militato?
“Alessandria in serie A2, Alba in serie A2, Cuneo dove vincemmo la serie B, Luserna in serie A, Lavagnese in B dove arrivammo terze, e poi quattro anni fa a Ravenna in serie B, dopo che per tre stagione abbiamo fatto l’abbonamento ad arrivare terze”.

In che ruolo giochi?
“Gioco difensore centrale da sempre, a Ravenna possiamo dire che comando la difesa, sono un difensore che non segna mai, visto che di testa faccio tanta fatica, dunque ho adottato una filosofia diversa, il mio personale goal è quando impedisco a un attaccante di segnare unA rete alla mia squadra, e questo mi appaga e mi rende felicissima”

In questo campionato, fino ad ora, avete avuto prestazioni altalenanti, come te lo spieghi?
“Sicuramente abbiamo attraversato un periodo di grandi cambiamenti, la società ha voluto investire tanto sulle giovani del vivaio, poi siamo passate da una vera e propria rivoluzione tecnica con il cambio del mister in panchina e, dunque, a mitologie e tipologie di gioco nettamente diverse. Le giovani ci hanno dato da una parte tantissima freschezza e forza sulle gambe, dall’altra magari ancora peccano, come del resto è normale, di un po’ di furbizia, per quanto riguarda il pacchetto difensivo invece, a parte il ruolo del portiere, siamo tutte ragazze che abbiamo giocato assieme anche nella passata stagione, dunque noi nel nostro reparto siamo state più avvantaggiate a ritrovare fin da subito la stessa amalgama e sincronia, poi essendo una squadra che imposta gran parte delle azioni dal basso e questo direi che è fondamentale”.

Quali sono le squadre che ti hanno maggiormente impressionato in questa prima parte del campionato di serie B?
“Premetto che, secondo me, il livello si è alzato tantissimo, infatti penso che le squadre di vertice della serie B, in particolare il Como che mi ha tanto impressionato, possano tranquillamente giocarsela con le squadre di bassa classifica della serie A e non sfigurare; per il resto è un campionato paritario, ogni gara ha la sua storia, e tutti possono vincere o perdere con tutti, visto che non ci sono troppi dislivelli tecnici e qualitativi tra chi è primo e chi più indietro, dunque ogni domenica quando si scende in campo, bisogna farlo con tanta umiltà, ma anche con il coltello fra i denti, con la consapevolezza che nel bene o nel male bisogna resettare il risultato della partita giocata la domenica prima”.

Che girone di ritorno prevedi per il tuo Ravenna?
“Sono molto fiduciosa per il girone di ritorno, francamente mi aspetto che potremmo raccogliere tutto il lavoro e la fatica fatta, soprattutto in allenamento, e prenderci così quelle giuste soddisfazioni che in quello di andata abbiamo preso solo in parte, dunque mi aspetto più continuità nei risultati e meno alti e bassi, visto che piano piano abbiamo trovato anche la giusta amalgama in spogliatoio e nel gioco”.

Quale è stata la partita in particolare che ti ha fatto capire che eravate sulla buona strada per essere cosi fiduciosa sul futuro?
“Penso che la partita più bella che abbiamo disputato fino ad ora è stata quella con il San Marino Academy, lì ho capito che il gruppo si era davvero cementato e non eravamo più veterane e giovani, ma eravamo diventate nuovamente la squadra che in questi quattro anni di mia permanenza al Ravenna si è tolta e si può togliere ancora tantissime soddisfazioni, abbiamo giocato di gruppo e abbiamo battuto le loro individualità. Se nel proseguo terremo sempre a mente questo mantra, potremmo scalare posizioni in classifica e giocarcela con chiunque a viso aperto”.

Quest’anno il Covid è tornato a farsi sentire pesantemente bloccando anche degli interi turni di campionato, il tuo pensiero a riguardo?
“Io sto uscendo ora dalla mia positività al Covid, e devo dire la verità che per 6 giorni non sono stata molto bene, questo virus non è uno scherzo e ora, con questa nuova variante, stiamo assistendo a una diffusione più elevata dei contagi, penso che, però, alla base di tutto bisogna porre tanta attenzione anche alla vita che facciamo fuori dal campo, io ad esempio oramai faccio una vita di clausura, Ravenna, che è una città bellissima e ricca di storia, me la sono goduta davvero poco in questi anni, perché penso sia un mio obbligo in primis verso le mie compagne e poi verso me stessa, visto che lo scorsa stagione ho contratto il virus per la prima volta e ho impiegato ben 27 giorni prima di negativizzarmi. Personalmente ho scelto la strada di vivermi questa pandemia cercando di evitare possibili luoghi dove infettarmi, dunque a parte i miei contatti familiari, frequento solo due mie strettissime amiche che, come me, hanno fatto questo percorso obbligato di vita in questo momento molto particolare in cui stiamo vivendo”.

Fuori dal terreno di gioco cosa fai?
“Diciamo che non riesco mai a stare ferma, per lo più lavoro nell’azienda di famiglia che produce riso e mi occupo di tutto io, anche a distanza, poi in alcuni periodi dove il lavoro si intensifica particolarmente in accordo con la società torno a Vercelli, dove mi alleno in solitaria per metà settimana, ma dove ho anche la possibilità di seguire tutto da più vicino, e di questo ringrazierò sempre la mia società. In estate, invece, faccio il perito agrario. Mentre nel tempo libero mi piace cimentarmi molto su Instagram, dove cerco sempre di creare nuovi contenuti, ma non faccio l’influencer, di quello è già pieno il social network, mi piace più creare delle strategie per le pubblicazioni ecc…”.

A nome di tutta la redazione di Calcio Femminile Italiano ringraziamo Alice Greppi per il tempo che ci ha dedicato per questa intervista e anche la società del Ravenna che ci ha permesso di farla”.

Credit Photo: Ravenna Woman

Danilo Billi è un giornalista pubblicista da circa 20 anni. Nativo di Bologna, ha mosso i primi passi lavorativi nella città natale nell’ambito sportivo, seguendo dapprima la Fortitudo Baseball e poi la Pallavolo femminile di San Lazzaro di Savena in serie A1. Per gli anni a seguire ha collaborato con la Lega Volley Femminile, prima di approdare a Pesaro, dove è stato capo fotografo per oltre 10 anni dell’ex Scavolini Volley di A1 e redattore a Pesaro, dove attualmente vive, per il Messaggero, il Corriere Adriatico e Pesaro Notizie (web). Si è occupato del Bologna Football Club per diverse stazioni radio emiliane, come Radio Logica e Radio Digitale, dopo di che ha iniziato a scrivere per la fanzine Cronache Bolognesi e ha collaborato con altri siti e app che si occupano, tra l’altro, di calcio femminile, che negli ultimi anni ha rappresentato la maggior parte della suo impegno giornalistico. Ha scritto due libri di narrativa attinenti al calcio Bolognese e al suo tifo e uno lo scorso anno relativo alla stagione del Bologna calcio femminile edito dalla collezione Luca e Lamberto Bertozzi.