Nella vita di ogni sportivo c’è un anno zero, un punto di inizio da cui quello che prima sembra un passatempo diventa qualcosa di più. Elena Nichele, centrocampista del Como 1907, squadra capolista del campionato di serie B, non fa eccezione.
La classe 2000 ha iniziato a giocare a calcio da piccola assieme ai suoi cugini e da lì non ha più smesso: Verona, Empoli, Cittadella, Parma e, appunto, Como. Ogni maglia indossata, ogni ambiente vissuto in questi anni da calciatrice ha instillato in lei quei valori di umiltà ed adattamento che sono fondamentali.
Calcio Femminile Italiano ha raggiunto la numero 5 del Como per un’intervista in esclusiva in cui raccontare un po’ di sé e delle sue esperienze da calciatrice.
“La mia passione per il calcio è nata fin da piccola. Essendo figlia unica trascorrevo il pomeriggio insieme ai miei cugini e da lì ho iniziato. Ho capito veramente che potesse diventare un lavoro, o per lo meno qualcosa di più che un semplice passatempo, dal momento in cui ho iniziato ad investire tutta me stessa traendone benefici. Ho avuto la possibilità di incontrare varie realtà nel mio percorso. Ho fatto miei il valore dell’adattamento e dell’umiltà, perché ogni ambiente ti chiede di rimetterti in gioco e dimostrare chi sei. Ho imparato che il rispetto viene prima di tutto, verso le compagne, lo staff e la società. Oggi porto con me soprattutto questo: mentalità, spirito di squadra e la capacità di crescere in qualsiasi contesto”.
Scegliere di accettare di vestire la maglia del Como è stato semplice e naturale, ma anche emozionante; nel club lariano la numero 5 ha trovato ad attenderla una struttura di squadra professionale e degli impianti adeguati al lavoro da svolgere giorno dopo giorno. Tutto ciò permette alla centrocampista di crescere sia personalmente che dal punto di vista atletico.
“Per me indossare la maglia del Como è un’emozione incredibile, ho avuto la possibilità di far parte di questo progetto al quale è stato semplice dire di sì. É sicuramente una realtà di alto livello, ho trovato subito una struttura di squadra molto organizzata e professionale con impianti all’altezza e la possibilità di crescere sia come giocatrice e come persona. Il gruppo squadra – ha raccontato descrivendolo con tre parole – posso definirlo con tre parole ambizioso, affamato e determinato”.
Pensando ad un momento importante vissuto con le comasche e sotto la guida di Selena Mazzantini, c’è sicuramente il gol contro il Cesena che ha permesso alla squadra di vincere la nona giornata di campionato. La squadra emiliana è tra le dirette contenderti al titolo per il Como e trovare il modo di conquistare i tre punti contro una formazione tanto capace è una grande emozione e soddisfazione personale.
A livello di squadra, invece, ogni passo fatto per raggiungere gli obiettivi comuni è importante.
A livello di squadra, invece, ogni passo fatto per raggiungere gli obiettivi comuni è importante.
“Per quanto mi riguarda il momento più importante a livello personale in questa stagione sicuramente è il gol contro il Cesena, che è una rivale in questo campionato, regalandomi un’emozione che non dimenticherò sicuramente. A livello di squadra invece, credo che ogni momento sia importante. Ogni giorno stiamo dimostrando quanto ogni mattoncino costruito insieme ci possa portare ad avere soddisfazioni settimanali per un risultato finale che tutte aspettiamo”
Le lariane sono una rosa composita, con atlete di esperienza che viene è messa al servizio della squadra. Dovendo scegliere un’abilità di una delle sue compagne prenderebbe sicuramente la capacità di leadership e l’esperienza della capitana Vero Boquete, figura fondamentale in campo.
“All’interno della squadra ci sono molte persone che hanno un passato molto importante a livello di carriera, ognuna di esse mette a disposizione tutto ciò per il bene della squadra, se dovessi scegliere un’abilità di una mia compagna, sceglierei la leadership e l’esperienza del nostro capitano, che per noi è un punto fondamentale e ci aiuta a crescere insieme”.
Come ogni calciatrice anche Nichele prende esempio nel suo operato al centro del campo da persone che sente si avvicinano molto a chi lei vorrebbe diventare. La sua scelta ricade sui centrocampisti tecnici come Busquets nel passato, mentre nel presente apprezza le qualità di Modric, Pedri e della capitana della Roma e candidata al pallone d’oro Manuela Giugliano.
“Sicuramente ognuna di noi prende esempio o per lo meno cerca di seguire con occhio diverso una figura che si avvicina a quello che vuoi diventare, nel mio caso mi piacciono molto i centrocampisti tecnici e con ottima visione di gioco come era nel passato Busquets e nel presente Modric e Pedri. Per quanto riguarda il femminile non posso non dire Giugliano”
Il calcio femminile in Italia vive una crescita costante che è tangibile, dovuta senza dubbio ad una maggiore visibilità da parte dei tifosi e da maggiori investimenti da parte dei club del maschile. Le ragazze ormai sentono il calcio non soltanto come un gioco ma anche come la possibilità di un futuro nell’ambiente. Tutto ciò era impensabile fino a qualche anno fa, bisogna dunque continuare a seguire questo percorso che è quello giusto.
“Negli ultimi anni in Italia il calcio femminile ha fatto passi avanti incredibili c’è maggiore visibilità, più investimenti da parte delle squadre maschili e un interesse crescente da parte dei media e dei tifosi. Sempre più giovani ragazze vedono nel calcio non solo un gioco, ma una vera opportunità di carriera. Questo è un segno importante di crescita, siamo sulla strada giusta e bisogna continuare così”.
Coerentemente a quanto affermato poc’anzi, ad una bambina che vuole accingersi a giocare a calcio Nichele consiglierebbe innanzitutto di divertirsi mentre gioca, cercando di non pensare a quelle paure che potrebbe incontrare nel suo cammino.
La fiducia in sé stessa, la concentrazione sugli obiettivi prefissati e il duro lavoro sono gli ingredienti giusti per fare la differenza.
La fiducia in sé stessa, la concentrazione sugli obiettivi prefissati e il duro lavoro sono gli ingredienti giusti per fare la differenza.
“Il consiglio che darei a una bambina che vuole iniziare a giocare a calcio è di farlo prima di tutto per divertimento. Deve iniziare a innamorarsi di questo magnifico sport, senza alcune paure e pesi che magari si possono incontrare nel percorso. Di credere in se stessa, anche quando qualcuno dubita di lei. Di essere sempre focalizzata in quello che fa e che la passione e il lavoro alla lunga fanno sempre la differenza”.
CALCIO FEMMINILE ITALIANO RINGRAZIA ELENA NICHELE E IL COMO 1907 PER LA DISPONIBLITA’ ACCORDATACI.






