L’apertura dei grandi stadi al calcio femminile è transitata, all’ultima di campionato di Serie B giocata fino a oggi, per il “Benito Stirpe” di Frosinone, casa del Club giallazzurro per quel che riguarda la Serie B, ma di matrice maschile. Malgrado le padrone di casa siano uscite sconfitte per 2 a 1 da parte dell’Arezzo, l’emozione di calcare un palcoscenico così importante e di difendere i colori delle Leonesse su un campo che non è uno qualsiasi per la Società laziale è stata, senza dubbio, di grande impatto sul gruppo.

Lo è stata anche per il tecnico della formazione giallazzurra, Mister Francesco Foglietta: attraverso un post sui propri canali social, l’allenatore del Frosinone ha raccontato che cosa significa, per una persona che nutre stima, affetto e amore nei confronti della Ciociaria, di Frosinone e della squadra giallazzurra come lui, scendere in campo con il proprio gruppo di ragazze in uno stadio d’eccezione come si è trasformato lo “Stirpe” per loro.

«Partita allo Stirpe, nel palcoscenico del grande calcio. Per qualcuno è uno stadio. Per me è il grande calcio che da bambino sognavo di vivere. Ore a guardare il campo dagli spalti, immaginando un giorno di poter respirare quell’intensità, quella responsabilità, quel livello», se per qualcuno come Cenerentola “i sogni son desideri di felicità”, per Foglietta quel sogno era entrare nel “Benito Stirpe” con una veste tutta nuova che andasse oltre a quella del tifoso innamorato dei propri colori del cuore, come si è visto contro l’Arezzo in una partita in cui la passione ha trionfato, anche nella sconfitta.

Un altro dei tasselli che Foglietta si era prefissato di cancellare dal proprio quaderno dei desideri è stato finalmente completato, e la squadra giallazzurra è scesa in campo con grinta, fame e consapevolezza, perché è da qui che partirà un altro capitolo di una Società neopromossa in serie cadetta che tutto sta facendo, fuorché sfigurare«Oggi ci sono stato. Con la stessa fame di allora. Con ancora più consapevolezza. E continuo a crederci, studiando, lavorando, migliorandomi ogni giorno. Perché il grande calcio non si raggiunge per caso. Si costruisce.»

Ilaria Cocino
Appassionarmi allo sport è stato semplice: qualche gol degli Azzurri al Mondiale 2006, qualche punto spettacolare di dritto, qualche schiacciata nel campo avversario, qualche canestro impossibile. Sono un'aspirante giornalista sportiva che segue con passione il movimento calcistico al femminile da ormai qualche anno e tenta, attraverso il suo piccolo contributo, di trasformarlo nella quotidianità di chi legge e di renderlo qualcosa di più di una semplice meteora: il potere delle parole è inestimabile, e spenderle per queste ragazze è un privilegio immenso e una grande responsabilità.

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