Credit Photo: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Spesso le squadre femminili vengono relegate a stadi minori: strutture meno capienti, meno curate e lontane dagli standard professionali della controparte maschile.

Si contano sulle dita le volte in cui le squadre della Serie A Women hanno avuto l’opportunità di calcare i grandi palcoscenici del calcio italiano. Solitamente accade solo in occasioni speciali: una finale di coppa, un derby sentito o una sfida europea di Champions League.

E non è un fenomeno circoscritto al campionato italiano, anche nei principali campionati europei, poche sono le squadre che disputano gli incontri negli stessi stadi utilizzati dalla formazione maschile.
Si parla spesso di numeri “non sufficienti” a riempire gli spalti, e dunque di un investimento troppo oneroso per i club. Ma raramente si parla di opportunità. Il calcio femminile, più volte, ha dimostrato di saper rispondere presente, registrando record di presenze e un entusiasmo contagioso.

Proprio per questo, la decisione della società Hellas Verona ha un valore straordinario. Domenica 23 novembre, infatti, le ragazze di mister Simone Bragantini giocheranno la partita valida per la 10ª giornata di Serie B Femminile nello stadio Marcantonio Bentegodi, lasciando per un giorno l’Olivieri Stadium di Verona, impianto da circa 3000 posti, per competere in uno stadio da oltre 30000 spettatori.

Una giornata memorabile per il club gialloblù e per il calcio italiano, che vedrà uomini e donne condividere lo stesso teatro sportivo. Alle 12:30 scenderanno in campo i ragazzi di mister Paolo Zanetti contro il Parma, mentre alle 14:45 sarà il turno dell’Hellas Verona Women contro la Res Roma Donna.

L’iniziativa, comunicata sui canali ufficiali, mostra la reazione delle calciatrici. Emozioni autentiche che raccontano meglio di mille parole quanto questo gesto sia importante.

Ed è proprio da questa emozione che nasce il messaggio più importante: il calcio femminile merita fiducia. Merita progetti che credano nel suo potenziale, nella sua capacità di attrarre pubblico e creare valore.

Società come l’Hellas Verona dimostrano che investire nel settore femminile non è solo un atto simbolico, ma una scelta concreta per costruire il futuro del movimento.

Una squadra di Serie B che sceglie di credere e investire è un atto emblematico: il cambiamento può partire anche dalle categorie inferiori. E chissà che questo “doppio evento” non diventi presto un modello da seguire, anche per club di vertice.

Il calcio femminile c’è e ha solo bisogno di chi continui a crederci, dentro e fuori dal campo.

 

 

Roberta Faramondi
Studentessa di Comunicazione, Culture e Tecnologie Digitali all’Università La Sapienza, con un forte interesse per il calcio, in particolare quello femminile, e per il mondo della comunicazione sportiva. Questo interesse si unisce al desiderio di contribuire attivamente alla diffusione e al cambiamento di questo sport, seppur da una posizione esterna al campo da gioco.