Facciamo la conoscenza di Simona Cimatti, capitano del Ravenna calcio di serie B, attaccante all’Inzaghi che ci ha raccontato il suo percorso nel mondo del pallone e dell’importanza dello spogliatoio, che per lei è stato un’arma in più in questi anni affinché la società disputasse sempre campionati di alto vertice.

Simona, come ti sei avvicinata al mondo del pallone?
“Avevo circa 6 anni, e come regalo di compleanno ho chiesto di essere iscritta ad una scuola di calcio, posso dire che ho sempre avuto il calcio nel DNA, visto che ho ereditato la passione per questo sport da mio padre, infatti anche lui giocava e mi portava sempre al campo con sè. Ho fatto, fino a 14 anni, tutte le giovanili con i maschi al Sampierana, perché all’epoca non c’erano delle scuole calcio per ragazze, poi c’è stata la mia prima squadra femminile a Cesenatico, ricordo i tanti sacrifici per andare su e giù con il pullman, ma la mia prima esperienza seria è stata con l’Imolese, in B e nella vecchia A2, dove fui premiata anche con la scarpa d’oro, poi 9 anni fa sono arrivata al Ravenna, che si chiamava all’epoca San Zaccaria, qui mi sono tolta molte soddisfazioni, sia in serie B che, per la prima volta, anche in serie A e in Coppa Italia”.

Attualmente sei il capitano del Ravenna, da quando?
“Da 5 anni, ora sono più tranquilla anche quando mi devo rapportare con gli arbitri, in questo ruolo ho avuto una vera e propria evoluzione caratteriale e comportamentale, visto che poi abbiamo le giovani che sono già più irruente, io ora devo dare il buon esempio in campo in primis per loro, perché poi so che sono un punto di riferimento, dunque cerco sempre di misurare i miei atteggiamenti”.

Da capitano, quale ruolo ha recitato in questi anni, in cui siete sempre state ai vertici della serie B, lo spogliatoi?
“Assolutamente di primaria importanza, penso infatti che senza un buon gruppo coeso alle nostre spalle non avremmo mai potuto giocarcela negli anni con squadre come: Inter, Napoli, Lazio, Pomegliano, Empoli ecc… che ora sono tutte club importanti in serie A. In questo senso il gruppo, secondo me, ha sempre fatto la differenza, soprattutto in questi 4 anni in cui la società ha rifondato e rivisto un po’ tutto, affidandosi a noi della vecchia guardia, come me e Greppi, visto che al Ravenna sono arrivate sempre di più ragazze giovani, provenienti da scuole di calcio importanti quali: Inter, Roma, Juve, come ad esempio in questa stagione, e devo dire che, anche se loro percepiscono il calcio come un vero e proprio lavoro, c’è bastato solo il primo mese di assestamento e anche loro si sono nettamente calate nella filosofia e nella vita quotidiana di Ravenna, e questo è molto importante per me e per tutta la squadra, anche perché, come è successo negli anni scorsi, grazie anche alla terra romagnola che è molto calda, chi arriva da noi, si ambienta molto bene, Loro, ad esempio quest’anno, mi hanno raccontato che sono molto contente, che studiano, escono a fare shopping, insomma si sono integrate bene”. 

Come vedi il livello della serie B quest’anno?
“Molto alto e allo stesso tempo molto livellato, mi ha impressionato fino ad ora il Como, poi ci sono: il Bari, il Brescia e il Tavagnacco, che ci ha battute nell’ultima giornata di campionato sul loro campo, insomma tutte formazioni toste; infatti, affrontiamo ogni partita sempre con la massima concentrazione, tenendo sempre la guardia alta con qualsiasi avversario”.

Sei scaramantica?
“Ho i miei riti, dunque sì!”.

Il tuo ruolo?
“Io sono un’attaccante, solitamente gioco come punta centrale all’Inzaghi, altre volte mi è capitato anche di fare l’attaccante esterno, ci si adatta sempre alle esigenze della squadra e del mister, però ho il fiuto per il goal”.

Come vedi il tuo futuro da calciatrice?
“Penso, purtroppo, di essere arrivata alla fine, e molto probabilmente questo sarà l’ultimo anno di attività per me, infatti, con l’arrivo del professionismo, ci si richiedono giustamente tante altre energie che sento di non voler più dare solo al calcio. Infatti, la mia strada in questo mondo l’ho fatta, ora vorrei dedicarmi sempre con maggior dedizione al mio ruolo di maestra d’asilo, e poi sono impegnata anche a insegnare nuoto in una piscina, in modo particolare ai bambini, che sono la mia passione, e anche agli adulti”.

Nel poco tempo libero cosa ti piace fare fuori dal rettangolo di gioco?
“Mi piace il canto, ho preso delle lezioni, e continuerò a prenderle, mi piace in modo particolare la Pausini e tutto il repertorio dei cantautori italiani, e quando posso mi immergo anche nella lettura”.

La redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Simona Cimatti per la disponibilità a sottoporsi a questa intervista, e la società del Ravenna per averla concessa.

Danilo Billi è un giornalista pubblicista da circa 20 anni. Nativo di Bologna, ha mosso i primi passi lavorativi nella città natale nell’ambito sportivo, seguendo dapprima la Fortitudo Baseball e poi la Pallavolo femminile di San Lazzaro di Savena in serie A1. Per gli anni a seguire ha collaborato con la Lega Volley Femminile, prima di approdare a Pesaro, dove è stato capo fotografo per oltre 10 anni dell’ex Scavolini Volley di A1 e redattore a Pesaro, dove attualmente vive, per il Messaggero, il Corriere Adriatico e Pesaro Notizie (web). Si è occupato del Bologna Football Club per diverse stazioni radio emiliane, come Radio Logica e Radio Digitale, dopo di che ha iniziato a scrivere per la fanzine Cronache Bolognesi e ha collaborato con altri siti e app che si occupano, tra l’altro, di calcio femminile, che negli ultimi anni ha rappresentato la maggior parte della suo impegno giornalistico. Ha scritto due libri di narrativa attinenti al calcio Bolognese e al suo tifo e uno lo scorso anno relativo alla stagione del Bologna calcio femminile edito dalla collezione Luca e Lamberto Bertozzi.