credit photo: Stefano petitti - photo agency calcio femminile italiano

Nell’anticipo della 17° giornata di campionato di serie B l’Hellas Verona ha giocato in trasferta contro il Venezia e ha pareggiato con il risultato di 1-1.
I gol di Corsi (per le gialloblu) e di Mazis (per le padrone di casa) sono arrivati entrambi nella seconda frazione di gioco di una partita combattuta, con le due squadre che, nonostante il clima non fosse certamente favorevole, hanno dimostrato in campo di voler conquistare i tre punti della vittoria.
Intervistato dagli addetti stampa nel post gara Simone Bragantini, allenatore dell’Hellas, ne ha analizzato l’andamento con un chiaro riferimento a quanto prodotto dalle sue ragazze ma anche con un plauso alla qualità del Venezia.
A ciò che di buono è stato fatto, si uniscono gli aspetti su cui c’è ancora da lavorare e che vanno migliorati in vista dei prossimi impegni del club gialloblu.

“È stata una partita molto grintosa, condizionata dalla pioggia, dal vento e dal clima. Una gara tesa, in cui siamo stati brave a restare sempre dentro la partita. In alcuni momenti abbiamo avuto una buona supremazia, in altri va dato merito al Venezia che è stato superiore, ma siamo stati brave a limitare il loro gioco. Ci sono molti aspetti positivi oggi, per quanto mi riguarda, sui quali dobbiamo continuare a lavorare. Prima di tutto l’umiltà, l’attaccamento alla partita e la voglia di restare sempre dentro la gara. C’è stata quella voglia, quella decisione e quella determinazione che sono fondamentali, soprattutto dopo la prima metà del primo tempo”.

Parlando di futuro, sabato le ragazze di Bragantini giocheranno in casa contro il Cesena ripartendo da ciò che di buono si è visto contro il Venezia impegnandosi, in particolare, sulla lettura del gioco e sulla verticalità di questo.

“Dobbiamo ripartire proprio dallo spirito visto dalla metà del primo tempo in avanti: quella è l’identità che dobbiamo avere. Dobbiamo anche imparare a leggere meglio le partite, capire quando è necessario giocare più in verticale e attaccare la profondità, perché non sempre le avversarie concedono spazi per il fraseggio. Sotto questo aspetto stiamo crescendo e dobbiamo continuare a lavorare, ripartendo dagli aspetti positivi mostrati oggi”.

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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