Photo Credit: Chiara Orlando

Il Villorba Treviso sta facendo una stagione importante nel girone B di Serie C visto che dopo diciannove giornate di campionato occupa la terza posizione, nonostante sia reduce dalla sconfitta rimediata sul campo del Chievo Verona (finita 3-1 per le veronesi, ndr) di quasi due settimane fa. In attesa del rush finale di stagione che inizierà domenica in casa della Pro Palazzolo, abbiamo intervistato l’allenatrice Chiara Orlando.

Chiara cosa significa per lei il calcio?
«Il calcio per me è sempre stato passione, emozione e parte della mia essenza, pensare e fare calcio mi fa entrare in una dimensione parallela dove non esiste null’altro; mi assorbe completamente fin da quando ero piccolissima».

Cosa vuol dire per lei allenare una squadra?
«Allenare è trasmettere delle idee toccando l’anima delle persone per fare in modo che le applichino in campo, aggiungendo a queste il proprio bagaglio personale, è lavorare sul particolare del singolo per permettergli di fare la differenza e di esprimersi al meglio delle proprie capacità».

Com’è stato il suo percorso da allenatrice sino a questo momento?
«Ho iniziato ad allenare fin da giovane quando avevo quindici anni, ho allenato tutte le categorie dai piccoli amici agli allievi regionali maschili e nel femminile dallUnder 17 alla prima squadra in Serie B, iniziando col Tavagnacco, proseguendo poi a Pordenone, Portogruaro e ora Villorba. Ho conseguito negli anni la qualifica di istruttore giovani calciatori, UEFA B e UEFA A».

Inoltre, lei è anche fondatrice di “Impronta”. Può spiegarci nel dettaglio di cosa si tratta?
«⁠Impronta calcio è una scuola di tecnica applicata o tattica individuale che dir si voglia, ossia cerchiamo di trasmettere ai nostri allievi e alle nostre allieve e la consapevolezza di una scelta funzionale al gioco rispetto ad un avversario e avversaria, quest’estate faremo un camp solo per ragazze. L’ho fondata con Elisa Camporese, figura storica del calcio femminile italiano con oltre duecento gol in serie a e quasi cento presenze in nazionale. La nostra idea è di aiutare lo sviluppo del calcio femminile partendo dalla singola atleta e in questo caso dai particolari che fanno la differenza per una giocatrice».

Entriamo nella stagione corrente, dove il Villorba Treviso si trova in terza posizione del girone B di Serie C con ancora tre gare da giocare. Si aspettava di vedere la sua squadra in questo piazzamento?
«Sinceramente non sapevo che campionato aspettarmi perché essendo molto molto giovani, età media poco sopra i vent’anni ed è la più giovane del girone, ma con elementi che per la prima volta hanno affrontato la categoria, nonostante una discreta qualità di partenza era difficile immaginare un campionato così di buon livello visto il girone molto equilibrato che abbiamo affrontato».

E poi ci sono i dati che confermano la crescita della squadra in questa stagione: infatti è il terzo miglior attacco del girone con quarantun gol fatti.
«Il dato migliore è il numero di marcatrici diverse, ben quindici, che testimoniano l’efficacia organizzativa e la variabilità di soluzioni».

Certo, se poi dobbiamo cercare l’ago nel pagliaio, il Villorba risulta settima nella graduatoria di reti subite: ventisette i gol presi dalla sua squadra.
«Questo è uno dei dati da migliorare, vediamo se in queste ultime partite riusciamo a subire meno gol del girone d’andata; analizzando le gare non subiamo in realtà molto tiri nello specchio porta ma commettiamo troppi errori individuali un po’ per inesperienza un po’ per l’inevitabile rischiosità dei principi di gioco che proviamo ad esprimere».

Quasi due domeniche fa il Villorba aveva ceduto il passo al Chievo Verona. Cos’è mancata alla squadra per centrare un risultato utile?
«La concentrazione adeguata a tutti i novanta minuti al cospetto di una delle squadre meglio organizzate e allenate del girone, e la finalizzazione».

Tuttavia, la stagione non è ancora finita, anche perché domenica si andrà in casa del Palazzolo che è quarto ad un solo punto dalla sua squadra.
«Domenica sarà una partita molto difficile, contro una squadra forte ed organizzata: dobbiamo difendere il terzo posto per non vanificare il percorso fatto finora».

Dal suo punto di vista, in che condizioni si trova il calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile in Italia ha fatto indubbiamente dei passi avanti rispetto a dieci anni fa ma tanti ancora deve farne sia in termini di strutture, di organizzazione e di investimenti, sia in termini di aumento della base numerica altrimenti il professionismo non è sostenibile a livello qualitativo ed economicamente; inoltre, purtroppo, nel nostro paese culturalmente la donna è sempre un passo indietro alluomo e questo con calma e pazienza dobbiamo risolverlo perché si riflette in tutti gli  ambiti della vita, sport compreso».

Cosa vorrebbe dire alle sue ragazze del Villorba in vista delle gare conclusive del campionato?
«Intanto vorrei dire loro grazie, per l’impegno e per avermi seguito e ascoltato finora, cerchiamo di non mollare per goderci il risultato giusto del percorso fatto».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Villorba Treviso FBC e Chiara Orlando per la disponibilità.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.

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