credit photo: Alessio Mitola
Con il campionato di serie C che è giunto, ormai, al giro di boa, la Torres sta inanellando i risultati positivi che sono frutto del lavoro costante e dell’impegno di tutti coloro che sono coinvolti nel progetto della squadra sarda, attualmente settima con 22 punti in classifica in 18 partite giocate.
Marika Piras, al suo primo anno con la maglia del club, è intervenuta per parlare con noi di Calcio femminile italiano della sua stagione d’esordio in rossoblu affronta assieme al resto del gruppo.
I primi passi nel mondo del calcio giocato della centrocampista nella scuola calcio del Tonara (in provincia di Nuoro), di cui è originaria. In quel periodo, che la classe 2003 ricorda con grande affetto, il divertimento e la passione sono maturati diventando qualcosa di più profondo. Man mano che il livello cresceva, le realtà vissute erano più competitive e la voglia di far parte di quel mondo, di misurarsi e gareggiare hanno portato Marika a credere davvero che la disciplina potesse essere ben più che un semplice passatempo.
“Il mio percorso nel calcio è iniziato nella scuola calcio del Tonara, il mio paesino al centro della Sardegna. Sono stati anni bellissimi, anche grazie ai mister che ho avuto e ai miei compagni di squadra, con cui ho condiviso tanto dentro e fuori dal campo. All’inizio era tutto per divertimento e passione, poi col tempo ho iniziato a capire che questo sport stava diventando qualcosa di più importante per me. Quando sono arrivate le prime opportunità e ho iniziato a confrontarmi con realtà più competitive, lì ho capito che poteva diventare qualcosa di serio e che volevo crederci davvero”.
Ogni partita giocata, ogni momento vissuto nelle squadre di cui ha vestito la maglia, siano questi belli o meno belli, le persone incontrate nel suo cammino, rappresentano un bagaglio di esperienze fondamentali per la sua crescita sia sportiva che umana:  “Penso che il momento più importante sia stato quando ho capito davvero il mio valore in campo, magari dopo una partita o una stagione in cui ho fatto uno step in più. Ogni esperienza che mi ha fatto crescere, soprattutto nei momenti difficili, è stata fondamentale per arrivare dove sono oggi; credo che sarebbe ingeneroso trovare o nominare una sola figura che ha inciso maggiormente sia come allenatore che come figura professionale nella mia carriera. Anche perché penso che ogni persona, sia un allenatore, un membro del suo staff, una compagna o solamente una personale a me vicina ha influito, ha contribuito, lo sta facendo e lo farà, alla mia crescita”.
Come centrocampista la calciatrice della Torres si è descritta come colei che ama gestire il gioco non tanto rivolta verso l’attacco ma interessata, piuttosto, ad equilibrare il gioco e a smistare i palloni importanti. Claudio Marchisio, ex numero 8 della Juventus e della Nazionale Italiana è una figura che le è sempre piaciuta. Attualmente, sempre a parità di ruolo, sono diversi i giocatori da cui prendere ispirazione.
“Mi considero una centrocampista a cui piace gestire il gioco e avere spesso la palla tra i piedi. Non sono una giocatrice che si inserisce tanto in fase offensiva, ma cerco di dare equilibrio alla squadra e soprattutto di giocare palloni importanti, cercando sempre la soluzione migliore per le mie compagne. Mi piace far girare la palla e dare ritmo al gioco.
Da piccola il giocatore che mi piaceva di più era Marchisio, mi ha sempre colpito per la sua intelligenza in campo e per il modo in cui gestiva il gioco. Oggi cerco di prendere spunto da diversi giocatori, soprattutto per la visione e la capacità di leggere le situazioni, che sono aspetti fondamentali nel mio ruolo”.
In questa stagione Marika si sta impegnando in special modo nella sua capacità di essere rapida e lucida in campo nel momento in cui c’è da decidere il da farsi. Durante le partite, infatti, quel breve lasso di tempo può essere fondamentale per l’andamento del gioco.
“Sto lavorando molto sulla continuità e sulla qualità nelle scelte durante la partita. Penso che nel calcio di oggi sia fondamentale essere lucidi e veloci mentalmente, quindi cerco di migliorarmi ogni giorno sia dal punto di vista tecnico che tattico”. Al suo arrivo nella Torres, lei che sino alla scorsa stagione ha indossato la maglia della Tharros, ha trovato ad attenderla un gruppo che l’ha immediatamente fatta sentire parte integrante della squadra e del progetto. E’ questo, fondamentale, se si intende lavorare tutte assieme per raggiungere gli obiettivi sia personali che comuni.
Ho trovato un gruppo molto unito e accogliente, che mi ha fatto sentire subito a mio agio. Questo per una giocatrice è fondamentale, perché ti permette di inserirti più velocemente e di dare il meglio fin da subito. Lo spogliatoio è fondamentale. Quando c’è un gruppo sano e compatto, diventa tutto più semplice anche nei momenti difficili. Le vittorie si costruiscono soprattutto lì, nel lavoro quotidiano e nel sostegno reciproco”.
Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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