Nonostante il Girone C non sia cominciato secondo le aspettative, la Jesina procede nel suo intento di portare avanti il calcio femminile nelle Marche, regione dove i fari che cercano di dargli visibilità sono ancora molto pochi, e lo fa con passione, dedizione e sacrificio.
Mirko Borocci, responsabile amministrativo del settore giovanile, ha rilasciato in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano un’intervista per raccontare attraverso i suoi occhi che cosa rappresenta questa Società e quali sono gli obiettivi che si è posta per poter migliorare nel tempo, assicurando in primis alle ragazze dei margini di crescita e grandi opportunità per migliorarsi anche fuori dal campo.
«Il nostro progetto è nato nel 2011, in un momento che per noi ha significato molto più di una semplice vittoria sportiva. Quando la nostra squadra femminile conquistò il campionato Juniores Primavera, capimmo che quel successo poteva diventare un punto di svolta. L’allenatore di allora, Mister Emanuele Iencinella, ci spinse a credere che quel risultato non dovesse restare un episodio isolato, ma l’inizio di un percorso capace di dare spazio e dignità alle ragazze che volevano giocare a calcio in un contesto che, all’epoca, le vedeva ancora come “ospiti”», una Società nata da poco più di dieci anni è riuscita ad aggiudicarsi un campionato di caratura importante che ha, sulla scia dell’entusiasmo, portato a far nascere qualcosa di più, essendo in primis l’unica realtà di calcio femminile nelle Marche prima che arrivasse l’Ascoli: «Da lì è nato tutto: dalla volontà di offrire un’opportunità reale, dal desiderio di rompere un pregiudizio, dalla forza di quelle prime atlete che ci hanno creduto con coraggio. Essendo l’unica realtà femminile nelle Marche, abbiamo accolto ragazze da ogni provincia, costruendo passo dopo passo un progetto che oggi non è solo sport, ma appartenenza, crescita e possibilità.»
Il settore giovanile, secondo Borocci, «rappresenta l’anima della Jesina Femminile. È da lì che nascono le nostre storie, i nostri valori e il senso di appartenenza che cerchiamo di trasmettere ogni giorno. Oggi circa il 70% delle ragazze della Prima Squadra è cresciuto nel nostro vivaio, un dato che ci riempie di orgoglio. Ancora più bello è sapere che molte atlete formate da noi stanno oggi proseguendo il loro percorso nei settori giovanili o nelle Prime Squadre di importanti società di Serie A e Serie B. Significa che il lavoro fatto negli anni ha lasciato un segno reale», ed è per questo che la rosa a disposizione di Mister Giugliano è ricca di calciatrici giovanissime che si avvicinano in punta di piedi al calcio e che hanno a disposizione la maglia di una squadra di Serie C per dare sfogo alla loro creatività in campo e, non da meno, sperare di maturare per fare il grande salto verso un calcio ancora più in alto, cosa che è già successa.
Un lavoro meticoloso e di pazienza è quello che richiede lo scouting, e la Jesina, secondo Borocci, tiene in considerazione aspetti che esulano anche dalla bravura calcistica: «Quando facciamo scouting non guardiamo solo al talento, ma alla persona nella sua interezza. Valutiamo le qualità fisiche, tecniche e tattiche, ma soprattutto il carattere, la voglia di migliorare e la capacità di mettersi in gioco. Diamo grande importanza alla territorialità: crediamo che crescere vicino alla propria famiglia e poter conciliare serenamente scuola e sport sia fondamentale per il benessere delle ragazze», è importante osservare una calciatrice in tutte le sue sfumature, e un altro aspetto che viene tenuto sotto la lente d’ingrandimento è l’esperienza calcistica della ragazza in una squadra con anche dei maschi: «L’esperienza di gioco con i maschi nei primi anni, quando c’è, spesso rappresenta un valore aggiunto in termini di intensità e mentalità, anche se ogni percorso è unico. Oggi nella nostra Prima Squadra ci sono 5-6 giocatrici che indossano la maglia della Jesina fin dai primi calci, e questo racconta meglio di qualsiasi parola cosa significhi costruire un progetto vero.»
A prescindere dal percorso, quello che la Società si propone di fare è di mettere le ragazze nella condizione di sentirsi protagoniste: «Siamo convinti che per crescere serva giocare, sbagliare, riprovarci. Gli allenamenti sono fondamentali, così come il confronto con ragazze più grandi ed esperte, ma sentirsi protagoniste in partita è ciò che fa davvero la differenza, sia dal punto di vista tecnico che umano.»
La valorizzazione delle giovani è un tema che crea dibattito, perché non esiste una visione concorde sul minutaggio da concedere a una giocatrice che deve ancora maturare. Secondo la Jesina, «dare fiducia alle giovani sia una scelta di coraggio, ma anche di identità. Non a caso siamo una delle squadre più giovani del nostro girone: una decisione precisa della Società, presa consapevolmente, anche sapendo che avrebbe significato lottare per restare nella categoria», anche se la squadra è ancora acerba e ha molte giocatrici giovani ha, dalla sua parte, la fame di fare bene e di dimostrare il proprio valore, in un percorso che è «fatto di responsabilità e sfide, sia fondamentale per la crescita delle ragazze. L’obiettivo è quello di vedere, nei prossimi anni, sempre più atlete del nostro vivaio entrare stabilmente nella rosa della Prima Squadra. Allo stesso tempo, incoraggiamo fortemente le esperienze con le rappresentative e i confronti con realtà più strutturate, perché ogni occasione di crescita contribuisce a formare giocatrici più consapevoli e determinate.»
L’obiettivo che tutta la squadra e la Società si sono poste all’inizio della stagione è la permanenza in Serie C e, dal punto di vista del settore giovanile, c’è fiducia in due diverse categorie: «Il nostro obiettivo principale è la permanenza in Serie C con la Prima Squadra e la possibilità di competere con ambizione nei campionati regionali Under 17 e Under 15. Con le categorie più piccole sappiamo di dover crescere ancora, ed è per questo che stiamo investendo molto nei progetti scolastici: vogliamo far conoscere il calcio femminile, farlo vivere, farlo scegliere.»
Ma la Jesina ha anche progetti che richiedono più tempo e che, di conseguenza, sono obiettivi a medio termine che, osservando quanto fatto dal recente cambio in seno alla dirigenza, stanno già dando i loro frutti nell’interessamento da parte di Società della massima serie ad alcune giocatrici delle giovanili: «Nel medio periodo, l’obiettivo è quello di costruire un bacino di atlete che ci permetta di iscrivere anche le categorie più giovani nei campionati maschili, dando così alle bambine ulteriori occasioni di confronto e crescita. Purtroppo, oggi le tempistiche e le strutture federali sono ancora molto legate al mondo del calcio maschile, ma il nostro lavoro guarda avanti. La società ha una storia lunga, ma la dirigenza è stata completamente rinnovata solo la scorsa estate. Per questo preferiamo parlare di percorso più che di risultati già raggiunti. Di certo ci rende orgogliosi sapere che alcune nostre atlete di 13 e 14 anni siano già osservate da club di Serie A: è un segnale forte che ci dice che stiamo seminando bene.»
Il futuro della Jesina e del suo settore giovanile, stando a quanto dichiarato da Borocci, si possono racchiudere all’interno delle parole “visione” e “pazienza”, passi necessari da fare per dare alla squadra la possibilità di crescere senza forzare troppo la mano: «Il futuro del nostro settore giovanile passa dalla visione e dalla pazienza. Continueremo a investire nei progetti scolastici, perché ci siamo resi conto che, nonostante i 27 anni di storia della società, non tutti conoscono ancora la nostra realtà. Parallelamente, vogliamo rafforzare lo scouting, soprattutto tra le giovani che oggi giocano nelle squadre maschili, offrendo loro un ambiente in cui sentirsi accolte e valorizzate. Un altro aspetto fondamentale sarà la crescita nei risultati dei campionati giovanili, perché anche quello è un messaggio importante per le bambine che sognano di avvicinarsi a questo sport. Nelle Marche sono solo due le società femminili con una Prima Squadra in Serie C e vogliamo che la Jesina continui a essere un punto di riferimento per chi sogna di crescere, migliorare e costruire il proprio futuro in un progetto serio e autentico.»
Si ringraziano infinitamente Mirko Borocci, l’addetto stampa Loris Bartocci e la Jesina Calcio Femminile per il tempo e la fiducia.






