Pensando alla storia del calcio italiano è inevitabile citare il Toro tra le squadre che hanno reso celebre in Italia e in Europa la disciplina. Essere Granata significava recarsi allo stadio Filadelfia per assistere alle grandi imprese degli Eroi, degli Invincibili, grandi interpreti di un calcio che sa di sacrificio, di umiltà e di voglia di creare qualcosa di bello che resti nella memoria, negli occhi e nei cuori dei tifosi.
Le generazioni più giovani, che non hanno vissuto in prima persona quegli anni vivono dei racconti di c’era, portando comunque l’orgoglio di fregiarsi di quei vessilli.
Le generazioni più giovani, che non hanno vissuto in prima persona quegli anni vivono dei racconti di c’era, portando comunque l’orgoglio di fregiarsi di quei vessilli.
Simona Sorbara, Torinese Doc, ha due grandi passioni: il tifo per il Toro, che è tradizione, e la musica che per lei è un affare di famiglia proprio come la fede calcistica. Figlia del tenore Armando Sorbara e cantante lei stessa (oltre che conduttrice radiofonica, giornalista e presentatrice), ha tradotto in musica le sue più grandi passioni.
Calcio Femminile Italiano l’ha raggiunta per un’intervista in esclusiva per parlare del suo amore per il Toro ma sopratutto della canzone da lei scritta assieme a Fabrizio Ronco e dedicata alle tifose granata. Il pezzo, dall’esemplificativo titolo Noi Donne Del Toro, rappresenta tutta la passione non solo di Simona, ma di tutte le tifose che condividono lo stesso amore.
“Essere del Toro per la mia famiglia è una tradizione: un nonno del Toro, un papà del Toro che porta i suoi figli allo stadio. Fa parte di noi, ci tramandiamo questa consuetudine basata non tanto – in questo momento – di gioie e di vittorie, ma sopratutto su ciò che per noi il club rappresenta storicamente. Certo, la quotidianità e il presente sono importanti ma ciò che conta di più riguarda soprattutto la storia del Toro, quel bagaglio che ci portiamo dietro: gli Invincibili, i Superga, gli Eroi…
La Juventus e il Toro sono le due squadre di Torino e prima i derby erano vissuti in maniera diversa da adesso, si scherzava molto di più rispetto all’ambiente attuale. Tifare granata riguarda anche quei valori storici e di un calcio che non c’è più. In quel periodo il calcio era diverso e come tale era sentito.
Si tratta di un’idea differente della disciplina che è quella che cerchiamo anche di trasmettere ai nostri figli, ai più giovani cercando di rendere tutto un po’ più umano, meno legato al business e con un po’ più di componente umana e cuore.
PASSIONE è la parola che trovo più giusta per definire ciò che la canzone vuole raccontare, e quello che provo. Nel Toro per me c’è tutto: il ricordo di quando ero bambina, un futuro che spero sia ovviamente migliore e c’è, come ti dicevo, la quotidianità anche di avere queste location un po’ iconiche per noi che viviamo di Torino: Superga, ma anche lo stadio Filadelfia che è lo stadio dei grandi eroi. Tutto è passione, passione Toro”.
Si tratta di un’idea differente della disciplina che è quella che cerchiamo anche di trasmettere ai nostri figli, ai più giovani cercando di rendere tutto un po’ più umano, meno legato al business e con un po’ più di componente umana e cuore.
PASSIONE è la parola che trovo più giusta per definire ciò che la canzone vuole raccontare, e quello che provo. Nel Toro per me c’è tutto: il ricordo di quando ero bambina, un futuro che spero sia ovviamente migliore e c’è, come ti dicevo, la quotidianità anche di avere queste location un po’ iconiche per noi che viviamo di Torino: Superga, ma anche lo stadio Filadelfia che è lo stadio dei grandi eroi. Tutto è passione, passione Toro”.
‘Noi Donne Del Toro’ è nata dall’esigenza di raccontare l’amore per la squadra rivolgendosi alle tifose che popolano gli spalti e fanno propri quei valori dello sport pulito e umile, da tramandare come un’importante eredità. La collaborazione con Fabrizio Ronco ha dato i natali ad una canzone in cui testo e musica si fondono creando la magia del senso d’appartenenza a qualcosa di grande come solo l’amore per la squadra può essere.
“Il momento preciso in realtà c’è sempre stato. Ho sempre cantato canzoni per il Toro che sono diventate sigle televisive, sono stati stampati anche dei cd, sempre canzoni dove si parlava di tifo, degli Eroi, degli Invincibili, di Superga, della storia. Alle donne, però, chi ci ha mai pensato? Alle tifose del Toro, alle Granata non ci ha mai pensato nessuno. Allora mi sono detta che volevo assolutamente sviluppare l’idea di una canzone su di loro.
Ti dico proprio come è nata, perché in realtà avrei voluto anche scrivere e fare le cose da sola, però mi piaceva interfacciarmi con un uomo. Mi sono quindi rivolta ad un mio carissimo amico, Fabrizio Ronco, che è poi colui che ha scritto il testo e anche le musiche.
Mi ha aiutato veramente tantissimo: io ho raccontato quello che volevo dire in questa canzone e lui in un attimo ha scritto il testo ed è venuta fuori una melodia bellissima, un ritornello incalzante.
E’ nata così ‘Noi Donne Del Toro’ che è dedicata alle donne che tifano Toro, donne normalissime che vanno a lavorare durante il giorno, che guardano una partita con il marito, che vanno allo stadio con i figli, portando quei valori di cui abbiamo parlato in precedenza: la porta sempre aperta all’ospitalità, il sorriso e la trasparenza, che sono valori incredibili”.
Ti dico proprio come è nata, perché in realtà avrei voluto anche scrivere e fare le cose da sola, però mi piaceva interfacciarmi con un uomo. Mi sono quindi rivolta ad un mio carissimo amico, Fabrizio Ronco, che è poi colui che ha scritto il testo e anche le musiche.
Mi ha aiutato veramente tantissimo: io ho raccontato quello che volevo dire in questa canzone e lui in un attimo ha scritto il testo ed è venuta fuori una melodia bellissima, un ritornello incalzante.
E’ nata così ‘Noi Donne Del Toro’ che è dedicata alle donne che tifano Toro, donne normalissime che vanno a lavorare durante il giorno, che guardano una partita con il marito, che vanno allo stadio con i figli, portando quei valori di cui abbiamo parlato in precedenza: la porta sempre aperta all’ospitalità, il sorriso e la trasparenza, che sono valori incredibili”.
Noi Donne Del Toro non è un inno, o almeno non lo è nel significato solenne che di solito si da a. quel termine. E’, invece, una canzone da cantare a squarciagola e di cuore, che si rivolge a diverse generazioni e che mancava, come è stato detto da tutti coloro che l’hanno ascoltata.
“La prima reazione è questa. ‘Ah, è vero, mancava…’. Lì mi sono detta: ‘ho vinto’.
E’ stata una vittoria personale a pari merito con il momento in cui è stata ascoltata da ex giocatori del Toro come Silvano Benedetti, Claudio Sala, Zaccarelli. Sono persone che hanno militato e militano ancora nel club e sentire dire che qualcosa del genere mancasse è il riconoscimento più grande. Un inno forse lo deve ancora diventare. In realtà a noi la parola inno non piaceva tanto, è una cosa molto solenne.
Volevamo che questa fosse una canzone del quotidiano che si potesse ascoltare dalla radio alla macchina, è un regalo a tutte le donne che si può sentire nelle partite quando il Torino gioca in casa. Vederla inserire nella playlist delle canzoni dello stadio è stato il regalo più grande.
Speriamo che la società ci faccia l’onore di permetterci di andarla a cantare in campo, magari prima di una partita. Sarebbe un regalo veramente grande. La canzone è un pezzo dai ritmi moderni, molto allegra e che si può essere ascoltata tanto dai super-giovani fino alle nonne. Dal testo scritto alla musica vogliamo andare a prendere il cuore di più generazioni. Sarebbe una bella cosa fare un lato B con le vittorie del Toro.
Mi piacerebbe tantissimo che il tifo, che si è un po’ sgretolato, ritornasse a essere unito. Avere di nuovo una tifoseria coesa sarebbe il punto di partenza perfetto per una nuova canzone”.
E’ stata una vittoria personale a pari merito con il momento in cui è stata ascoltata da ex giocatori del Toro come Silvano Benedetti, Claudio Sala, Zaccarelli. Sono persone che hanno militato e militano ancora nel club e sentire dire che qualcosa del genere mancasse è il riconoscimento più grande. Un inno forse lo deve ancora diventare. In realtà a noi la parola inno non piaceva tanto, è una cosa molto solenne.
Volevamo che questa fosse una canzone del quotidiano che si potesse ascoltare dalla radio alla macchina, è un regalo a tutte le donne che si può sentire nelle partite quando il Torino gioca in casa. Vederla inserire nella playlist delle canzoni dello stadio è stato il regalo più grande.
Speriamo che la società ci faccia l’onore di permetterci di andarla a cantare in campo, magari prima di una partita. Sarebbe un regalo veramente grande. La canzone è un pezzo dai ritmi moderni, molto allegra e che si può essere ascoltata tanto dai super-giovani fino alle nonne. Dal testo scritto alla musica vogliamo andare a prendere il cuore di più generazioni. Sarebbe una bella cosa fare un lato B con le vittorie del Toro.
Mi piacerebbe tantissimo che il tifo, che si è un po’ sgretolato, ritornasse a essere unito. Avere di nuovo una tifoseria coesa sarebbe il punto di partenza perfetto per una nuova canzone”.
Inevitabile, in quest’intervista, rivolgere il proprio pensiero anche al Torino femminile che milita in serie C e che, dopo un’inizio di stagione a dir poco tumultuoso, sta trovando la propria quadra offrendo anche delle buone prestazioni che certificano il valore della squadra e l’orgoglio del club granata in ogni suo aspetto.
Alle ragazze l’augurio più grande è di continuare a giocare con la medesima voglia di dare il meglio, tenendo ben a mente la propria identità senza snaturarsi. Un altro augurio è vederle presto in vetta.
Alle ragazze l’augurio più grande è di continuare a giocare con la medesima voglia di dare il meglio, tenendo ben a mente la propria identità senza snaturarsi. Un altro augurio è vederle presto in vetta.
“L’augurio più grande che voglio fare alle ragazze granata è di non entrare mai in competizione con il calcio maschile e di rimanere sempre pure, così belle come sono, portando la loro passione che è il calcio. In questa sono inclusi lo sforzo, il coraggio, il sacrificio. Auguro loro di mantenere sempre forte la propria identità.
Avere le ragazze prima in classifica sarebbe meraviglioso. Certo è che già classificarsi nelle prime tre sarebbe veramente un grande regalo che le ragazze del Toro femminile potrebbero farci”.
Avere le ragazze prima in classifica sarebbe meraviglioso. Certo è che già classificarsi nelle prime tre sarebbe veramente un grande regalo che le ragazze del Toro femminile potrebbero farci”.
Infine, l’augurio rivolto ai lettori di Calcio Femminile Italiano per un anno ricco di soddisfazioni.
“A tutti gli amici di Calcio femminile Italiano auguro innanzitutto uno sfavillante 2026 e di vedere la propria squadra del cuore sempre ai vertici delle classifiche”.
CALCIO FEMMINILE ITALIANO RINGRAZIA SIMONA SORBARA PER LA DISPONIBILITA’ CONCESSACI E PER AVER RISPOSTO ALLE NOSTRE DOMANDE






